articolo scientifico
Epidemiol Prev 2015; 39 (3): 167-175

Trend temporali di occorrenza, trattamento ed esiti dell’infarto miocardico acuto in Toscana, 1997-2010

Trends in occurrence, treatment, and outcomes of acute myocardial infarction in Tuscany Region (Central Italy), 1997-2010

  • Alessandro Barchielli1

  • Francesco Profili2

  • Daniela Balzi1

  • Paolo Francesconi2

  • Alfredo Zuppiroli2

  • Francesco Cipriani2

  1. Unità di epidemiologia, Azienda sanitaria 10, Firenze
  2. Agenzia regionale di sanità della Toscana, Firenze
Alessandro Barchielli -

Cosa si sapeva già

  • La letteratura internazionale ha evidenziato da tempo una riduzione della mortalità coronarica e dell’infarto miocardico acuto con tratto ST elevato (STEMI) e un aumento delle forme senza sovraslivellamento (NSTEMI).
  • Le procedure di cardiologia invasiva, in particolare l’intervento coranico percutaneo primario nello STEMI, hanno registrato nel tempo un incremento esponenziale, anche se viene spesso evidenziato un sottotrattamento in anziani e donne.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • I risultati dello studio confermano che anche in una realtà italiana, la Toscana, si sono verificate modificazioni, evidenziate a livello internazionale, nell’epidemiologia e nella presentazione clinica dell’IMA e una riduzione della mortalità coronarica.
  • Il trattamento dei casi ospedalizzati ha mostrato modificazioni analoghe a quelle riportate nella letteratura e coerenti con quanto indicato nelle linee guida internazionali. Permane la necessità di ulteriori sforzi per assicurare un’adeguata equità nell’accesso alle cure cardiologiche di maggior efficacia da parte delle donne e degli anziani.

Riassunto:

OBIETTIVI: descrivere l’andamento dei tassi di attacco, del trattamento e degli esiti dell’infarto miocardico acuto (IMA) in Toscana.
DISEGNO: studio epidemiologico di popolazione che utilizza la casistica identificata dal Registro regionale toscano dell’infarto miocardico acuto.
SETTING E PARTECIPANTI: i casi di IMA nella popolazione Toscana sono identificati mediante record linkage tra i dati correnti di ospedalizzazione e mortalità e suddivisi in IMA ospedalizzato (1997-2012) e morti coronariche extraospedaliere (MCE, 1997-2010). La ripartizione dei casi ospedalizzati in base alla presenza/assenza del tratto ST elevato (STEMI/NSTEMI) è possibile dal 2001 fino al 2012.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
distribuzione temporale, per genere e tipo di evento, di frequenze assolute di IMA, tassi di attacco standardizzati per età (standard: popolazione toscana al 2001) e percentuali standardizzate per età (standard: casistica ospedalizzata totale al 2001) di procedure di cardiologia invasiva e letalità a 28 giorni nei casi ospedalizzati.
RISULTATI: i risultati mostrano una riduzione sia delle MCE sia dei ricoveri per STEMI (rispettivamente -2,3% e -3,9% nei maschi, -3,3% e -4,1%nelle femmine) e un incremento di quelli per NSTEMI (+13,1% nei maschi e +13,3% nelle femmine). L’uso dell’intervento coronarico percutaneo (PCI) e della coronarografia mostra un incremento considerevole in entrambe le forme di IMA, anche se nell’intero periodo rimane sempre più basso dopo i 70 anni e nelle donne. Il miglioramento della prognosi a breve termine degli IMA nel suo complesso si attenua o scompare stratificando la casistica per STEMI/NSTEMI. Questo comportamento è legato principalmente al diverso peso che le due forme di infarto assumono nel tempo (aumento dei tassi di attacco di NSTEMI e riduzione di STEMI, a peggior prognosi).
CONCLUSIONI: i risultati confermano che anche in Toscana si sono verificate importanti modifiche nell’epidemiologia, nella presentazione clinica e nella modalità di trattamento della patologia coronarica acuta evidenziate nella letteratura internazionale. Permangono ancora differenze di età e genere nel ricorso al trattamento riperfusivo, rendendo necessari ulteriori sforzi per assicurare equità nell’accesso alle cure cardiologiche ritenute di maggior efficacia.

Parole chiave: infarto miocardico acuto, interventi coronarici percutanei, prognosi, tassi di attacco

Abstract:

OBJECTIVES: to describe trends in attack rate, treatment, and outcomes of acute myocardial infarction (AMI) in Tuscany Region (Central Italy).
DESIGN:
population-based epidemiological study using the Tuscany Acute Myocardial Infarction Registry.
SETTING AND PARTICIPANTS:
cases have been identified by record linkage between the hospital discharge database and the mortality registry, and divided into hospitalised AMI (1997-2012) and out-of-hospital coronary deaths (1997-2010). Details on hospitalised cases based on the presence/absence of ST-segment elevation (STEMI / NSTEMI) can be detected for the period 2001-2012.
MAIN OUTCOMEMEASURES:
distribution by calendar time, gender, and type of event of absolute frequencies, age-standardised attack rates (per 100,000; standard Tuscany population, 2001) and percentages (standard: total hospitalised cases in 2011) of invasive cardiac procedures and 28-day case fatality in hospitalised cases.
RESULTS:
a reduction in both out-of-hospital coronary deaths and STEMI hospitalisations (attack rates, respectively, - 2.3% and -3.9% in males, -3.3% and -4.1% in females) and an increase in NSTEMI hospitalisations (+13.1% in males and +13.3% in females) were shown. The use of invasive cardiac procedures (PCI, coronary angiography) in hospitalised cases shows a considerable increase over time both in STEMI and in NSTEMI. The proportion, however, always remains lower in the whole period after the age of 70 and in women. The short term prognosis in hospitalised AMI cases shows an improvement over time, which, however, disappears when stratified by type of AMI. This trend is mainly related to the different weight that STEMI and NSTEMI have on incidence over time (increase in attack rates for NSTEMI and reduction for STEMI, with worst prognosis).
CONCLUSIONS:
results confirm the important changes in epidemiology, clinical presentation, and treatment of acute coronary disease in Tuscany, previously identified in the international literature. Differences in coronary reperfusion treatment of hospitalised cases still persist by age and gender. Additional efforts are needed to ensure equity in access to the best treatment for AMI.

Keywords: acute myocardial infarction, percutaneous coronary intervention, prognosis, attack rate


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