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Ma allora l’epidemiologia non era disciplina del tutto marginale

Ho insegnato Economia Sanitaria per tanti anni in facoltà di Medicina e Chirurgia ed ho continuato a farlo sin tanto che non ho più sopportato che la mia didattica fosse considerata meno che marginale ed era veramente difficile motivare gli studenti a partecipare alle lezioni. Ho anche insegnato nelle scuole di specialità e nei corsi di scienze infermieristiche, sia la materia di cui ero docente, sia la statistica e l’epidemiologia che erano le discipline di cui mi ero sempre occupato prima di passare all’economia sanitaria.

Come far di conto in una epidemia

La “Matematica delle epidemie” è un settore dell’epidemiologia che ha avuto uno sviluppo notevole e che ha prodotto una serie di modelli per descrivere e per stimare la dinamica delle epidemie. Nei corsi di epidemiologia spesso se ne fa solo un accenno ed infatti queste competenze non sono per lo più acquisite dalla maggior parte degli epidemiologi e sono invece appannaggio solo di alcuni statistici e matematici.

Ruoli e competenze in campo epidemico: separazione o sinergia?

Durante questa epidemia da Coronavirus parlano e dispensano verità un po’ tutti tanto che Ranieri Guerra, già ISS e Ministero della Salute e oggi Mise e OMS, ha pubblicato su facebook questo messaggio:

L’inappropriatezza del non fare

Chi, almeno da bambino, ha ricevuto lezioni di catechismo si ricorderà che ci sono peccati di azione e peccati di omissione. Quando pensiamo all’inappropriatezza delle prestazioni sanitarie ci riferiamo quasi sempre all’erogazione di prestazioni inutili se non addirittura dannose ma tralasciamo spesso di riferirci alle prestazioni necessarie non erogate, ai “peccati di omissione”.

EBN: Evidence Based News

Senza voler scomodare Freud che durante il suo soggiorno a Collalbo sull’altopiano del Renon (bellissimo posto delle Dolomiti che anch’io amo frequentare l’estate appena posso) scrisse il suo saggio “Eros e Thanatos”, possiamo però tutti con lui convenire che le due principale pulsioni che muovono l’uomo sono ciò che crea la vita e ciò che la distrugge.

Portare la diagnostica dai MMG o portare i MMG alla diagnostica?

Il Ministro Speranza ha detto: “C’è la volontà di portare la diagnostica di primo livello negli studi dei Mmg e il puntare sulla farmacia dei servizi vanno in questa direzione”.

Con i dati di mortalità sarebbe meglio non scherzare

Il passato recente

“Quando l’11 dicembre 2015 il quotidiano Avvenire ha pubblicato l’articolo del demografo Blangiardo dal titolo «Attenti ai morti» (vedi allegato 1) , molti di noi, usi all’analisi dei dati di mortalità, sono rimasti basiti” Così iniziava l’editoriale pubblicato su E&P nel 2016 (anno 40 (1) gennaio-febbraio 2016). (vedi allegato 2)

A chi converrebbe la privatizzazione del sistema sanitario?

Oggi mediamente lo Stato spende poco meno di 2.000 €uro a cittadino per sostenere il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e quasi tutte le risorse sono ottenute attraverso la fiscalità generale, tranne una piccola quota richiesta agli utenti come compartecipazione alla spesa. Potremmo allora chiederci a chi potrebbe convenire, dal solo punto di vista economico, la conversione del SSN in un sistema assicurativo privato, anche se magari obbligatorio come è oggi l’assicurazione per le auto.

Elogio dell’omeopatia?

Premetto, per evitare qualsiasi fraintendimento, che io non credo assolutamente nelle teorie omeopatiche e che condivido in tutto le critiche che ne fa, ad esempio, Silvio Garattini (S.Garattini et al., Acqua fresca?

Le sardine fanno bene o fanno male alla salute?

Da ragazzo, soprattutto durante le vacanze dalla zia in Liguria, amavo tantissimo mangiare delle sardine sia alla brace sia aperte, infarinate e fritte. Poi, ahimè, mi si è manifestata dolorosamente la gotta (è un’eredità di famiglia) e allora niente più sardine che, come è noto, hanno molte purine e sono tra i cibi più vietati per noi gottosi. Parlando quindi di gotta sicuramente le sardine non fanno bene alla salute!