Il 4 febbraio 2026, in occasione del World Cancer Day, è stata ufficialmente resa pubblica la 5a edizione del Codice Europeo Contro il Cancro (ECAC5), un’iniziativa della Commissione europea nata nel 1987 e periodicamente aggiornata in base alle nuove conoscenze scientifiche, realizzata dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC).1 ECAC5, redatto da  decine di esperti (tra cui figurano gli italiani Silvia Franceschi, Carlo Senore ed Elio Riboli) divisi in 5 gruppi di lavoro e tradotto nelle 23 lingue dei Paesi membri dell’Unione europea, rappresenta uno strumento autorevole e pratico costituito da 14 raccomandazioni (riguardanti fattori comportamentali personali, fattori ambientali e interventi medici) tese a ridurre il rischio di cancro.

I 10 articoli che illustrano le motivazioni scientifiche e il contesto alla base delle raccomandazioni sono raccolti in un numero speciale della rivista Molecular Oncology e introdotti da un editoriale2. 

 Le novità rispetto alla precedente edizione

ECAC5 presenta alcune novità rispetto alla precedente edizione del 2014 (ECAC4), che conteneva 12 raccomandazioni:

1. sono state incluse raccomandazioni per i responsabili politici, non solo per i singoli cittadini, nella consapevolezza che molte misure di prevenzione debbano interessare il livello di popolazione e richiedano quindi iniziative a livello politico; sono riportati anche regolamenti e direttive UE e linee guida OMS;

2. sono stati inclusi i co-benefici, ovvero l’impatto preventivo positivo nei confronti di altre malattie non trasmissibili (non-communicable diseases), dato che molti fattori di rischio hanno un ruolo importante anche per una serie di malattie non tumorali;

3. è stata aggiunta una raccomandazione sull’inquinamento atmosferico;

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