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E&P 2025, 49 (5-6) settembre-dicembre p. 360-362
DOI: https://doi.org/10.19191/EP25.5-6.006

Generazioni e traiettorie di salute: l’epidemiologia che cambia insieme alla popolazione. Il racconto del Convegno d’autunno di AIE Giovani
Generations and health trajectories: epidemiology changing along with the population. Report on the AIE Giovani Congress
Il Convegno d’autunno 2025 dell’Associazione Italiana di Epidemiologia, organizzato da AIE Giovani e ospitato il 30 e 31 ottobre dall’Università di Milano-Bicocca, è nato dalla consapevolezza che l’età – intesa come l’intero arco di vita – costituisce una dimensione chiave, trasversale a tutte le discipline epidemiologiche.
In un contesto caratterizzato da rapide trasformazioni demografiche, ambientali e sociali, l’epidemiologia è chiamata a interrogarsi su come i determinanti di salute si formino, si modifichino e si accumulino nelle diverse fasi della vita e su come le generazioni, immerse in contesti in continua evoluzione, sviluppino profili di rischio, vulnerabilità e risorse profondamente differenti. Le traiettorie individuali non rappresentano una semplice progressione temporale: sono il risultato dell’intreccio tra contesti socioeconomici, politiche pubbliche, innovazioni tecnologiche e condizioni ambientali. Allo stesso tempo, il progressivo invecchiamento della popolazione impone nuove priorità sanitarie e richiede un costante aggiornamento di strumenti e metodi epidemiologici, affinché le evidenze prodotte rimangano pertinenti e tempestive.
Con questi presupposti, il convegno ha voluto analizzare le differenze generazionali per riconoscere le transizioni epidemiologiche in atto, ma anche adottare una prospettiva life-course per una lettura dinamica dei determinanti di salute lungo l’intero arco di vita.
PRIMA SESSIONEDifferenze generazionali e salute
La prima sessione ha esplorato le dinamiche generazionali come chiave interpretativa dell’epidemiologia contemporanea.
L’avvio dei lavori, con la relazione di Lidia Gargiulo, dell’Istituto Nazionale di Statistica, ha offerto una fotografia aggiornata dell’invecchiamento della popolazione italiana, mostrando quanto la rappresentazione della piramide demografica sia sempre più vicina a un “fungo” rovesciato, con implicazioni rilevanti per i servizi sanitari e sociali.
Federica Zamagni, dell’IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori, ha poi presentato l’applicazione dei modelli età-periodo-coorte per interpretare le transizioni epidemiologiche, in particolare in oncologia, mettendo l’accento sul ruolo differenziale di invecchiamento individuale, cambiamenti storici e caratteristiche generazionali.
Il confronto tra generazioni si è concretizzato in tre contributi tematici: Sonia Cerrai, dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, ha analizzato l’accelerazione digitale e i suoi effetti sui comportamenti degli adolescenti nelle diverse generazioni, da X a Z; Massimo Stafoggia, epidemiologo del Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio, ha discusso l’effetto dell’inquinamento atmosferico sulle malattie psichiatriche in fasce di età differenti, richiamando la maggiore vulnerabilità dei più giovani; Paolo Berta (Dipartimento di Statistica dell’Università di Milano-Bicocca) ha affrontato il tema dei costi sanitari legati alla longevità della generazione dei baby boomer, sottolineando l’urgenza di strategie di programmazione sostenibili.
La discussione ha stimolato una domanda cruciale: possiamo continuare a basarci su evidenze derivate da coorti del passato per guidare le decisioni del futuro? E come si può garantire che la ricerca rimanga sensibile a cambiamenti che procedono più velocemente delle nostre capacità di osservazione?
SECONDA SESSIONETraiettorie di salute nel corso della vita
La seconda sessione ha proposto un vero e proprio viaggio lungo l’arco della vita, adottando una prospettiva longitudinale per comprendere i processi di formazione e trasformazione della salute.
Maja Popovic, ricercatrice all’Università di Torino, ha aperto i lavori esplorando le origini precoci dello sviluppo (developmental origins), mostrando le modalità con cui le esposizioni prenatali e nella prima infanzia influenzano gli esiti di salute ben oltre l’età pediatrica.
Cornelia Wagner, ricercatrice presso il Population Health Laboratory dell’Università di Friburgo, ha focalizzato l’attenzione sulla mezza età, analizzando i meccanismi intergenerazionali di riproduzione delle disuguaglianze sociali e di salute. Emiliano Albanese, professore di Sanità Pubblica all’Università della Svizzera italiana, forte della sua esperienza in studi longitudinali, ha discusso l’applicazione dell’approccio life-course all’epidemiologia della demenza a insorgenza tardiva, mettendo in luce che la prevenzione richiede interventi generazionali e di lungo periodo... Accedi per continuare la lettura
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