pubblicazione
Epidemiol Prev 2019; 43 (5-6), settembre-dicembre

Epidemiologia&Prevenzione cover

Questo numero di E&P è ricco di ambiente e salute, quasi a dare ragione alle benevole critiche su una rivista “troppo ambientale”, ma anche a dimostrare che l’epidemiologia italiana è particolarmente attenta ai temi dell’ambiente. E cominciamo a sottolineare il contributo di Paola Michelozzi e Manuela De Sario nella rubrica «Cambiamenti di clima» che ci ricordano la grande sfida che l’emergenza climatica ci impone. Grazie ai movimenti dei giovani dei Fridays for Future, l’opinione pubblica nel mondo sta cambiando e l’attenzione al tema è sempre maggiore; si tratta di un momento favorevole per progetti, proposte, trasformazioni a cui la nostra disciplina non...

Questo numero di E&P è ricco di ambiente e salute, quasi a dare ragione alle benevole critiche su una rivista “troppo ambientale”, ma anche a dimostrare che l’epidemiologia italiana è particolarmente attenta ai temi dell’ambiente. E cominciamo a sottolineare il contributo di Paola Michelozzi e Manuela De Sario nella rubrica «Cambiamenti di clima» che ci ricordano la grande sfida che l’emergenza climatica ci impone. Grazie ai movimenti dei giovani dei Fridays for Future, l’opinione pubblica nel mondo sta cambiando e l’attenzione al tema è sempre maggiore; si tratta di un momento favorevole per progetti, proposte, trasformazioni a cui la nostra disciplina non si può sottrarre. E proprio su un possibile rischio di natura ambientale – i campi elettromagnetici a radiofrequenza generati dalle nuove tecnologie delle comunicazione – E&P propone l’editoriale di Agostino Di Ciaula e Benedetto Terracini sui dubbi e le incertezze nell’interpretazione dell’evidenza scientifica e sulla necessità di programmi di prevenzione secondo il principio “nel dubbio, se fondato, agisci”. Il lettore desideroso di aggiornamenti su questa complessa tematica può documentarsi con l’intervento di Lucia Miligi, che fa il punto con una rapida revisione della letteratura scientifica e conclude elencando le sfide che abbiamo davanti. Ancora sui temi ambientali, tornano i grandi impianti industriali della Puglia, Taranto e Brindisi, con una valutazione dell’impatto ambientale e sanitario delle emissioni industriali, a cura di Ida Galise et al., che fornisce elementi utili dal punto di vista metodologico e chiare indicazioni per garantire la salubrità degli impianti. E infine, la narrazione del nascere e progredire del sistema di sorveglianza intorno all’inceneritore di rifiuti di Torino (Antonella Bena et al.) ci porta di nuovo di fronte al dilemma del ruolo del ricercatore, delle istituzioni e dei cittadini egregiamente introdotto dalla prefazione “Post-Normale” di Annibale Biggeri.

Se il problema è la revisione sistematica della letteratura, come meglio riassumere l’evidenza se non applicando l’approccio del metodo GRADE – ci dice Marina Davoli – magari senza fare distinzioni a priori sul valore degli studi osservazionali e quelli randomizzati controllati. Continua su questo tema il dibattito avviato da E&P sulla “Qualità delle prove” che ci auguriamo possa essere ripreso con altri contributi. Le modalità e gli approcci per la sintesi dell’evidenza scientifica per raccomandazioni di sanità pubblica è un argomento al centro di un vasto dibattito internazionale, che si è riacceso in questi giorni a seguito della pubblicazione di un ampio rapporto (Ann Int Medicine, ottobre 2019) che ha preso in considerazione il consumo di carne rossa, la letteratura scientifica sui possibili effetti sanitari, e ha raccomandato agli adulti di “continuare a mangiare carne rossa e carne lavorata”. Una raccomandazione che contraddice le precedenti evidenze (IARC) e linee guida ed è fatta a dispetto dei gravi danni ambientali che la produzione di carne comporta. È un tema rilevante su cui E&P tornerà nei prossimi numeri.

E se l’ambiente non vi basta, abbiamo molto altro, inclusi programmi di screening, equità e qualità delle cure, … e il bel supplemento “Salute degli immigrati e disuguaglianze socioeconomiche nella popolazione residente in Italia valutate attraverso la rete degli Studi Longitudinali Metropolitani (SLM)”. Buona lettura.

Francesco Forastiere

Intero volume: p. 336 updated 04.11.2019

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