pubblicazione
Epidemiol Prev 2019; 43 (1), gennaio-febbraio

Epidemiologia&Prevenzione cover

Questo numero si apre con due autorevoli editoriali. Benedetto Terracini, a dieci anni dal terremoto che distrusse L’Aquila, sottolinea l’utilità di un’epidemiologia al servizio della salute delle popolazioni nel caso di terremoti e di altre catastrofi naturali. Cesare Cislaghi è autore di un documentato appello per un SSN che affronti le sfide del futuro sulla base dei principi ispiratori di 40 anni fa. Un invito che tutti gli epidemiologi che credono in un servizio sanitario equo, solidale e universalistico accettano volentieri, specie quando il dibattito corrente vorrebbe negare la salute come diritto per proporre pericolose avventure in nome del “libero mercato” e delle assicurazioni...

Questo numero si apre con due autorevoli editoriali. Benedetto Terracini, a dieci anni dal terremoto che distrusse L’Aquila, sottolinea l’utilità di un’epidemiologia al servizio della salute delle popolazioni nel caso di terremoti e di altre catastrofi naturali. Cesare Cislaghi è autore di un documentato appello per un SSN che affronti le sfide del futuro sulla base dei principi ispiratori di 40 anni fa. Un invito che tutti gli epidemiologi che credono in un servizio sanitario equo, solidale e universalistico accettano volentieri, specie quando il dibattito corrente vorrebbe negare la salute come diritto per proporre pericolose avventure in nome del “libero mercato” e delle assicurazioni sanitarie. Ma dove ci siamo sbagliati? Si chiede il Sestante di Rodolfo Saracci che vede il masso di Sisifo del progresso dell’umanità tornare a rotolare all’indietro come destino ineluttabile; ma il masso non torna sempre al punto di partenza e forse i giovani dei #FridaysforFuture possono dare una spinta molto più energica. E se anche una iniziativa di #ScientistsforFuture potesse contribuire a una spinta più potente?

Tra i tanti temi su cui si sofferma questo numero di E&P, segnaliamo l’analisi dell’incidenza di tumori tra i militari italiani in missione all’estero. I militari con esperienza di “missione” in aree di conflitto presentano indici di rischio aggiuntivo al confronto interno con coloro “non in missione” per quanto concerne la mortalità complessiva e per alcune forme tumorali. Lo studio – che non è di coorte – presenta limiti interpretativi legati alla diversa modalità di accertamento dei casi e delle persone a rischio e non dice nulla sulle possibili cause di tali eccessi (mettere questi risultati in relazione a una causa specifica non sarebbe giustificato), ma costituisce un tassello nella storia degli studi sulla salute dei militari che E&P segue dall’ormai lontano 2001. Cinzia Colombo ci aggiorna sull’importante crisi che attraversa la Cochrane Collaboration a seguito dell’espulsione di un suo autorevole componente e del dibattito interno sui conflitti di interesse, un tema caro a E&P.

In «Parole e Cambiamento» ci viene brevemente presentata l’attività di valutazione dei progetti CCM che E&P ha svolto per il Ministero della salute; a questa attività segue la pubblicazione di articoli su singoli progetti (in questo numero: determinanti di salute nella prima infanzia di Enrica Pizzi et al. e comunicazione sulle malattie trasmissibili di Angela Bechini et al.): un modo per rendere più fruibili e utili i messaggi che vengono dalla sanità pubblica italiana. E il tema delle malattie infettive è di nuovo presente sulla rivista con l’intervento di Donzelli et al. sulla pertosse e con la lettera di Burioni et al. sull’obbligo vaccinale, che ha stimolato E&P ad affrontare in modo più ampio il tema del rapporto vaccini, scienza e democrazia con il prezioso intervento della filosofa del diritto Mariachiara Tallacchini.

La sezione «Epichange» ci parla del Polo industriale di Porto Marghera e del suo impatto ambientale nel tempo e del passaggio dalle biobanche alle bioteche per una ricerca partecipata.

L’AIE presenta utili commenti alla legge recentemente approvata sul referto epidemiologico. E non mancano gli strumenti e metodi e le rubriche sui libri, i bambini e i registi di malattia.

E come importante supplemento a questo numero, l’Atlante italiano delle disuguaglianze di mortalità per livello di istruzione, curato da INMP e Istat, con un esame dettagliato dei differenziali sociali per aree geografiche e un invito per rivedere le priorità degli interventi di prevenzione e cura.

Buona lettura!

Francesco Forastiere

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