articolo scientifico
Epidemiol Prev 2013; 37 (4-5): 263-270

Volume di prestazioni erogate dai Centri antifumo italiani e loro caratteristiche predittive di successo nei tentativi per smettere effettuati dai fumatori afferenti

Volumes of services supplied by Italian Stop-Smoking Services and their characteristics predictive of abstinence

  • Giuseppe Gorini1

  • Matteo Ameglio2

  • Andrea Martini1

  • Sandra Bosi3

  • Maurizio Laezza4

  • Gruppo Centri antifumo5

  1. Struttura complessa di epidemiologia ambientale occupazionale, Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (ISPO), Firenze
  2. Servizio tossicodipendenze, Zona Alta Valdelsa, Azienda USL7, Siena
  3. Lega italiana per la lotta contro i tumori, sezione di Reggio Emilia
  4. Regione Emilia-Romagna
  5. Gruppo Centri antifumo: Laura Carrozzi Francesco Pistelli Ferruccio Aquilini (CAF AOU Pisana); Rosalba Cicalò (CAF Olbia); Piero Clavario Sabrina Benvenuto (CAF Genova centro,Genova Ponente e Genova Levante); Antonia De Siena (CAF Lamezia Terme); Caterina De Stefano (CAF Reggio Calabria); Domenico Enea (CAF Policlinico Umberto I, Roma); Hamid Kashanpour (CAF Udine); Martino Cammarata Liborio (CAF Novara); Maria Cristina Martini (CAF Potenza); Sandra Nutini Salvatore Cardellicchio Serena Checcacci (CAF AOU Careggi, Firenze); Maria Teresa Perna (CAF Matera); Daniele Pieralli (CAF Arezzo); Riccardo Polosa Pasquale Caponnetto (CAF Catania); Eugenio Sabato Gianluigi Calcagnile (CAF Brindisi); Gabriella Sacchi (CAF Agrigento); Simone Storani (CAF Scandiano, RE); Biagio Tinghino (CAF Monza)
Andrea Martini -

Cosa si sapeva già

  • In Italia esistono circa 400 centri antifumo (CAF) che registrano buoni risultati in termini di astinenza a 6 mesi dei fumatori afferenti.
  • Sebbene venga effettuato ogni anno un rilevamento delle prestazioni su un campione di CAF, non esiste di fatto un sistema di monitoraggio degli interventi per promuovere la cessazione, sia specialistici erogati dai CAF, sia di primo livello, come il counseling breve offerto ai fumatori da medici di base, infermieri, ostetriche o linee telefoniche gratuite.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • Un monitoraggio su 19 CAF ha rilevato che il volume di prestazioni erogate è minore nei CAF con approccio per smettere di fumare prevalentemente di gruppo.
  • Nei CAF con approccio individuale esiste un problema di ritenzione al trattamento dei fumatori afferenti. 
  • Indipendentemente dal tipo di CAF, utilizzare farmaci per smettere di fumare in combinazione con counseling individuale o di gruppo fa raddoppiare l’astinenza dopo 6 mesi. 
  • Si rileva l’importanza di sviluppare reti locali per il controllo del tabagismo anche al fine di sviluppare un monitoraggio di tutti gli interventi effettuati per supportare la cessazione.

Riassunto:

OBIETTIVO: valutare le differenze di afferenza ai Centri antifumo a prevalente trattamento individuale (CAFi) e a prevalente trattamento di gruppo (CAFg) e le caratteristiche predittive di successo, in base al tipo di CAF, alla terapia somministrata, a 5 punteggi relativi ai CAF: di struttura (S), di personale (P), di sviluppo di una rete locale con altri operatori del tabagismo (R), di valutazione iniziale del fumatore (V), e a 3 componenti principali delle caratteristiche dei CAF.
DISEGNO: inchiesta a 19 CAF e ai fumatori afferenti con follow-up di 6 mesi.
SETTING E PARTECIPANTI: 1.276 fumatori da 19 CAF (664 afferenti a 7 CAFi, 612 a 12 CAFg) in 9 mesi consecutivi del 2008-2010.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: partecipazione agli incontri previsti; tassi di cessazione (percentuale di fumatori che dichiarano di aver smesso di fumare) alla fine del trattamento (TC0) e dopo 6 mesi (TC1).
RISULTATI: i CAFi, pur trattando un numero significativamente superiore di fumatori/mese (12, contro 8 dei CAFg), effettuano meno sessioni (7 vs. 9 dei CAFg) in 3mesi rispetto ai 2 dei CAFg. I CAFg presentano punteggi V superiori e P inferiori. I 4/5 dei fumatori dei CAFg e solo i 2/5 di quelli dei CAFi concludono l’iter terapeutico previsto. Considerando tutti i fumatori afferenti, iTC1 dei due CAF si equivalgono (36,6%); chi utilizza trattamenti farmacologici, chi è motivato e sicuro di smettere e chi non convive con fumatori ha maggiori probabilità di successo a 6mesi. CONCLUSIONE: i punti su cui intervenire per aumentare l’afferenza ai CAF e migliorare i TC sono: per i CAFi, aumentare la ritenzione dei fumatori afferenti al protocollo terapeutico; per i CAFg, aumentare la capacità ricettiva; per tutti i CAF, aumentare l’utilizzo di farmacoterapia combinata con counseling individuale/di gruppo per sostenere l’astinenza alla fine del trattamento e dopo 6mesi.

Parole chiave: disassuefazione dall’abitudine al fumo, Centro antifumo, Italia

Abstract:

OBJECTIVE: to evaluate differences in terms of smokers’ attendance to National Health System (NHS) Stop-Smoking Services with a prevalent individual approach (SSSi), and to those with a prevalent group approach (SSSg).To identify predictive characteristics of success, in terms of quit rates at the end of treatment (QR0) and after 6 months (QR1), according to SSS type (SSSi/SSSg), treatment (individual/ group counseling with/without pharmacologic treatments), 5 SSS scores: type of structure (S), number and hours per week of SSS health professionals (P), SSS involvement in local tobacco control networks (N), and type of smokers’ assessment (A); and 3 principal components of SSS characteristics.
DESIGN: survey to 19 SSSs, and survey to smokers attending these SSSs, with a six month follow-up.
SETTING AND PARTECIPANTS: 1,276 smokers attending 19 SSSs (664 at 7 SSSi; 612 at 12 SSSg) in 9 months in the period 2008-2010.
MAIN OUTCOME MEASURES: smokers’ attendance to scheduled sessions; QR0; QR1.
RESULTS: even though SSSi treated more smokers per month (12 vs. 8 in SSSg), SSSi scheduled fewer treatment sessions (7 vs. 9 sessions) in a wider treatment period (3 months vs. 2 in SSSg). SSSg recorded lower P and higher A scores. Four out of 5 smokers attending SSSg and 2/5 of smokers attending SSSi completed treatment protocols. Considering all smokers, QR1 in both types of SSS were around 36%. Smokers treated with pharmacotherapy, those more motivated and with high self-efficacy, and those non-living together with smokers were more likely to recorded higher QR1.
CONCLUSIONS: the most relevant interventions in order to increase the number of smokers treated at SSS and to improve cessation rates among them were: for SSSi, increasing completion to treatment protocol; for SSSg, improving the P scores to increase the number of treated smokers; for all SSS, increasing the use of pharmacotherapy in combination with individual/group counseling to sustain abstinence.

Keywords: smoking cessation, Stop Smoking Service, Italy


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