articolo scientifico
Epidemiol Prev 2015; 39 (4): 234-242

Studio di popolazione per la valutazione dell’efficacia della vaccinazione antinfluenzale 2014-2015

A population study to evaluate the efficacy of influenza vaccination, 2014-2015

  • Antonio Russo1

  1. Osservatorio epidemiologico e registri specializzati, ASL Milano 1, Magenta (MI)
Antonio Russo -

Cosa si sapeva già

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Leggi la presentazione di Eugenio Paci, direttore di E&P

  • L’influenza è responsabile di un carico elevato sia in termini assistenziali e sociali sia in termini di incremento complessivo della spesa sanitaria.
  • La vaccinazione antinfluenzale è la strategia sanitaria che presenta le maggiori evidenze nella riduzione della morbilità e mortalità associata all’infezione da virus influenzale.
  • In letteratura esistono pochi studi clinici randomizzati che hanno analizzato l’efficacia della vaccinazione antinfluenzale; la maggior parte degli studi è, invece, di tipo osservazionale.
  • La presenza di una patologia cronica, anche in compenso, costituisce un fattore di rischio importante per il verificarsi di complicanze, anche gravi, correlate all’infezione influenzale.
  • La campagna vaccinale 2014-2015 ha avuto una riduzione importante dell’adesione legata a una pressione dei mass media che hanno ridotto la fiducia della popolazione nei confronti della vaccinazione.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • E’ possibile pianificare studi di popolazione e produrre valutazione degli interventi sanitari in tempi rapidi, utilizzando i sistemi informativi sanitari correnti e metodologie statistiche che riducono l’entità del selection bias / healthy screen bias per confrontare gli esiti nei soggetti vaccinati rispetto ai soggetti non vaccinati.
  • La valutazione a breve termine della campagna vaccinale 2014-2015 mostra che i soggetti vaccinati hanno un vantaggio in termini di riduzione di decessi e di accessi per ricoveri ospedalieri, sia totale sia specifici per patologie correlate all’infezione del virus influenzale.
  • La riduzione di rischio nei vaccinati rispetto ai non vaccinati è del 34% per i decessi, del 9%per i ricoveri,mentre non è evidente un vantaggio per quanto riguarda gli accessi al pronto soccorso.
  • Le riduzioni di rischio più importanti si osservano nei soggetti di età ≥65 anni e con almeno una patologia.

 


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Leggi la presentazione di Eugenio Paci

Riassunto:

OBIETTIVI: analizzare l’efficacia della vaccinazione antinfluenzale 2014-2015 nella popolazione di una ASL della Provincia di Milano (949.162 residenti) in termini di riduzione a breve termine (6 mesi) della mortalità generale, dei ricoveri ospedalieri e degli accessi a pronto soccorso.
§DISEGNO: studio retrospettivo, basato su flussi sanitari correnti, che confronta i vaccinati con i soggetti non sottoposti a vaccinazione antinfluenzale con un disegno che utilizza un propensity score matching con optimal caliper.
SETTING E PARTECIPANTI: 74.250 soggetti di età superiore o uguale a 65 anni e 12.090 soggetti di età inferiore a 65 anni sottoposti alla vaccinazione antinfluenzale da novembre a dicembre 2014 sono stati confrontati con 74.250 soggetti non vaccinati di età superiore o uguale a 65 anni e 12.090 soggetti di età inferiore ai 65 anni (rapporto 1:1).
PRINCIPALIMISURE DI OUTCOME: sono stati identificati i decessi per tutte le cause, le ospedalizzazioni in regime ordinario e gli accessi a pronto soccorso per tutte le cause e per cause specifiche occorsi dall’inclusione nello studio al 31.06.2015, con una finestra temporale di 6 mesi dalla vaccinazione.
METODI STATISTICI: l’associazione tra vaccinazione ed eventi sanitari è stata quantificata stimando gli hazard ratio (HR) e i relativi intervalli al 95%utilizzando modelli di Cox. Per i ricoveri e gli accessi a pronto soccorso è stata utilizzata anche la metodologia relativa agli outcome multipli proposta da Prentice.
RISULTATI: la vaccinazione antinfluenzale determina una riduzione del 34%del rischio di decesso (HR: 0,66; IC95% 0,61-0,71) e di circa il 9%di ricovero (HR: 0,91 per primo evento e 0,92 per eventi multipli, entrambi significativi). L’analisi per tutte le cause e quella per cause specifiche forniscono risultati simili. Non è evidente, invece, una riduzione del rischio per gli accessi a pronto soccorso. L’analisi stratificata per età e per numero di comorbidità mostra che l’effetto più rilevante si osserva nei soggetti con età maggiore di 65 anni e con almeno una comorbidità presente.
CONCLUSIONI: la vaccinazione antinfluenzale riduce il rischio di decesso e di accesso a ricoveri ospedalieri. I risultati di questo studio, anche se osservazionale, considerata la necessità di avere ulteriori conferme dell’efficacia della vaccinazione antinfluenzale e la difficoltà nell’avere risultati da studi randomizzati, devono da un lato essere utilizzati per rassicurare la popolazione sul vantaggio derivato da alcune pratiche di prevenzione, dall’altro aprire una riflessione sull’utilizzo dei dati correnti nella valutazione rapida degli interventi in sanità pubblica.

Parole chiave: vaccinazione antinfluenzale, propensity score, valutazione degli interventi di sanità pubblica

Abstract:

OBJECTIVES: to analyse the efficacy of influenza vaccination in the period 2014- 2015 in a population of a Local Health Authority of the Province of Milan (949,162 residents) in terms of reduction of short term mortality, hospital admissions, and access to emergency room.
DESIGN: retrospective study, based on current health databases, comparing vaccinated subjects with non-vaccinated subject with a study design based on optimal caliper widths for propensity-score matching.
SETTINGAND PARTICIPANTS: 74,250 subjects aged ≥65 years and 12,090 subjects aged l <65 years undergoing influenza vaccination, from November to December 2014, were compared with 74,250 and 22,090 unvaccinated subjects aged ≥65 years or <65 years, respectively (1:1).
MAIN OUTCOME MEASURES: deaths, hospitalizations in ordinary regimen, and the accesses to the emergency room for all causes and for specific causes that occurred from the inclusion in the study at 31.06.2015, with a temporal window of 6 months from vaccination, were identified.
STATISTICAL METHODS: the association between vaccination and health events was quantified by estimating hazard ratios (HR) and the corresponding 95% confidence intervals by using Cox models. For admissions and access to the emergency room, the approach based on multiple outcome according to Prentice was also used.
RESULTS: vaccination reduces by 34% the risk of decease (HR: 0.66; 95%CI 0.61-0.71) and about 9% of hospitalization (HR: 0.91 for first event and 0.92 for multiple events, both significant). It does not exist, however, any reduction in the risk for access to the emergency room. The analysis of all-cause and the cause-specific one yield similar results. Analysis stratified by age and number of comorbidities found that subjects aged over 65 and with at least one comorbidity shows the greater risk reduction.
CONCLUSIONS: influenza vaccination reduces the risk of decease and access to hospital admissions. These results, although coming from an observational study, given the need to further confirm the effectiveness of influenza vaccination and the difficulty to have results from randomised trials, must be used to reassure people of the advantage derived from some prevention practices and should open a debate on the use of current data for the rapid evaluation of interventions in public health.

Keywords: influenza vaccination, propensity score, evaluation of public health interventions


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