articolo scientifico
Epidemiol Prev 2014; 38 (3-4): 208-218

Rischio infortunistico nei lavoratori immigrati in Italia: differenze per caratteristiche lavorative e per età

Occupational injury risk in immigrant workers in Italy: differences in work characteristics and age

  • Antonella Bena1

  • Massimiliano Giraudo1

  1. Servizio sovrazonale di epidemiologia, ASL TO3, Grugliasco (TO)
Antonella Bena -

Cosa si sapeva già

  • Molti studi segnalano che gli stranieri hanno un rischio infortunistico maggiore dei nativi, ma l’impatto complessivo dell’immigrazione sulla salute è poco conosciuto.
  • Gli immigrati non sono un gruppo omogeneo, ma raramente vengono approfondite le differenze per caratteristiche personali e di lavoro.
  • Gli studi condotti in Italia confermano che gli stranieri sono a maggior rischio infortunistico rispetto ai nativi, ma mancano approfondimenti per attività economica, area di lavoro, tipo e/o gravità delle lesioni che fornirebbero indicazioni importanti per orientare i programmi di prevenzione.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • I lavoratori provenienti da Paesi a forte pressione migratoria (PFPM) hanno un rischio infortunistico superiore rispetto ai colleghi nati in Paesi a sviluppo avanzato (PSA) sia per il totale degli eventi sia per gli infortuni gravi. Vi sono differenze importanti per nazionalità: i marocchini hanno rischi sistematicamente superiori, mentre i rumeni sono protetti sul totale degli eventi ma presentano eccessi di rischio per infortuni gravi.
  • Confrontando i giovani provenienti da PFPM con i giovani da PSA non vi sono differenze di frequenza infortunistica, ma l’andamento dei tassi diverge all’aumentare dell’età.

Riassunto:

OBIETTIVI: descrivere il rischio infortunistico dei lavoratori stranieri regolari per le principali variabili lavorative e per età confrontandolo con quello degli italiani.
DISEGNO: analisi dell’incidenza e del rischio di infortuni totali e gravi per Paese di nascita, stratificato per attività economica, qualifica professionale, area geografica di lavoro, dimensione d’impresa ed età.
SETTING E PARTECIPANTI: campione del 7% dei lavoratori iscritti all’INPS. Sono stati presi in considerazione i lavoratori dipendenti uomini in età compresa tra 16 e 55 anni che hanno lavorato tra il 2000 e il 2005 con una qualifica di operaio o apprendista. Sono stati definiti due gruppi basati sul Paese di nascita: Paesi a forte pressione migratoria (PFPM) e Paesi a sviluppo avanzato (PSA). Sono state inoltre considerate le tre nazionalità principali di immigrati presenti in Italia: marocchini, albanesi e rumeni.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: totale degli infortuni; infortuni gravi selezionati sulla base della tipologia di lesione.
RISULTATI E CONCLUSIONI: i lavoratori provenienti da PFPM hanno un rischio infortunistico superiore rispetto a quelli dei PSA sia sul totale degli eventi (rischio relativo – RR: 1,45) sia per gli infortuni gravi (RR: 1,56). I rischi maggiori si riscontrano in metalmeccanica (RR: 1,64) e nel commercio (RR: 1,61). I marocchini presentano i rischi maggiori (RR: 1,86); i rumeni risultano protetti sul totale degli eventi (RR: 0,80), ma presentano eccessi di rischio di infortuni gravi (RR: 1,31). Tra i giovani non vi sono differenze, ma l’andamento dei tassi diminuisce al crescere dell’età nei PSA, mentre cresce all’aumentare dell’età nei PFPM. Il rischio infortunistico nei lavoratori stranieri regolari è stato misurato in modo più accurato rispetto alle statistiche correnti: l’archivio Whip-Salute è in grado di fornire informazioni utili per la programmazione delle attività di prevenzione in questo campo.

Parole chiave: stranieri, infortuni sul lavoro, epidemiologia occupazionale

Abstract:

OBJECTIVES: to describe occupational injury risk, comparing regular foreign workers with Italians, by main work characteristics and age.
DESIGN: analysis of incidence and risk of total and severe occupational injury by Country of birth, stratified by economic activity, skill level, geographical area of ​​work, firm size and age.
SETTING AND PARTICIPANTS: sample of 7% of workers registered in the Italian National Institute of Social Insurance (INPS) database. The workers considered were male private sector employees aged from 16 to 55 years old who worked between 2000 and 2005 as apprentice or blue collar. Two groups were distinguished: immigrants from high migratory pressure Countries (PFPM) and immigrants from high-income Countries (PSA; Italians comprised). The three main nationalities considered were the most relevant in Italy: Moroccans, Albanians, and Romanians.
MAIN OUTCOME MEASURES: all occupational injuries; severe occupational injuries based on the type of damage.
RESULTS AND CONCLUSIONS: PFPM workers have a higher risk of injury compared to PSA both for total (Relative Risk – RR: 1.45) and severe ones (RR: 1.56), particularly in engineering (RR: 1.64) and trade (RR: 1.61). Moroccans have always the greatest risks (RR: 1.86); Romanians are protected on total injuries (RR: 0.80), but have excess of risk of severe injuries (RR: 1.31). Among young people there aren’t differences by Country of birth, but the rate decreases as age increases in PSA, while in PFPM it increases as age increases. In this study, injury risk in regular foreign workers were measured more accurately than official statistics: Whip-Salute database can provide useful information for planning prevention programmes of immigrant work-related injuries.

Keywords: foreign workers, work injury, occupational epidemiology


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