articolo scientifico
Epidemiol Prev 2016; 40 (6): 404-413
DOI: https://doi.org/10.19191/EP16.6.P404.120

La mortalità per tumori tra i residenti nell’area circostante un’acciaieria della zona industriale udinese

Cancer mortality of residents near a steel factory in Udine (Friuli Venezia Giulia Region, Northern Italy)

  • Luigi Castriotta1

  • Anica Casetta2

  • Fabio Barbone1-4

  1. Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine
  2. Dipartimento di scienze mediche e biologiche, Università degli Studi di Udine
  3. Dipartimento di scienze mediche, chirurgiche e della salute, Università degli Studi di Trieste
  4. IRCCS Burlo Garofolo, Trieste
Fabio Barbone -

Cosa si sapeva già

  • Polveri sottili e gas inquinanti di origine antropica emessi in atmosfera hanno un’azione cancerogena sull’uomo.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • L’analisi della mortalità per tumori della popolazione che risiede nei pressi della zona industriale udinese sembra mettere in evidenza un eccesso per il cancro del polmone nei maschi residenti entro 2 chilometri sottovento rispetto a un’acciaieria.

Riassunto:

OBIETTIVI: valutare i tassi di mortalità per tumore nei residenti in prossimità di un’acciaieria inclusa nella zona industriale udinese e la loro eventuale variazione in funzione della distanza dalla sorgente.
DISEGNO:
studio retrospettivo. Per valutare l’associazione tra mortalità e distanza dalla sorgente, sono stati eseguiti i test di Stone sia sull’intera area sia sul quadrante di Sud-Ovest, interessato dai venti prevalenti. I livelli di significatività sono stati determinati con simulazioni Monte Carlo.
SETTING E PARTECIPANTI:
sono stati selezionati i residenti nel periodo 1989-2012 entro i 5 km dall’acciaieria considerata, il principale insediamento produttivo della zona industriale. Sono stati selezionati i decessi causati da neoplasie. L’area è stata suddivida in 8 corone circolari a distanza crescente dall’acciaieria. La popolazione studiata era di 37.473 soggetti
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: in ciascuna corona circolare sono stati calcolati i decessi per tumore e per sesso osservati e attesi (sulla base dei tassi di mortalità dell’intera area) e i tassi standardizzati di mortalità (SMR) per valutare l’associazione con la distanza dalla sorgente.
RISULTATI:
sia la mortalità per tutti i tumori sia quella per cancro del polmone sono aumentate nei residenti nel quadrante di Sud-Ovest in prossimità della sorgente. In particolare, nei maschi per il cancro del polmone si registrano, entro 2 km dalla fonte, 21 casi osservati su 13 casi attesi (SMR: 1,62; p-value=0,02).
CONCLUSIONI:
nonostante la complessiva assenza di eccessi di mortalità per neoplasie nella zona, l’indagine sembra rilevare nei residenti presso un impianto siderurgico un’associazione tra rischio di tumore, particolarmente cancro del polmone (nei maschi), e distanza dalla sorgente. I limiti dello studio sono legati al basso numero di casi osservati, alla mancanza di dati individuali di esposizione e all’assenza di controllo per i principali confondenti (per esempio, fumo ed esposizione professionale). Pertanto, l’interpretazione della possibile relazione causa-effetto tra esposizione e malattia richiede particolare cautela.

Parole chiave: zona industriale, acciaieria, mortalità, tumori

Abstract:

OBJECTIVES: to evaluate the association between distance of residence from a steel factory, a point source of air pollution within an industrial area in Udine (Friuli Venezia Giulia Region, Northern Italy), and cancer mortality.
DESIGN:
retrospective study. To evaluate the association between mortality rates and distance from the source, a Stone test analysis for all cases occurred in the entire area was conducted. The significance level was determined using Monte Carlo simulations.
SETTING AND PARTICIPANTS:
a GIS mapped residential history of Friuli Venezia Giulia population was completed. Among residents within 5 km from the principal industrial plant of the area from 1989 to 2012, deaths caused by cancer were selected. Furthermore, according to the prevalent wind direction, an analysis was conducted also in a subgroup of residents located into the South-Western quadrant. A set of 8 bands with increasing distance from the point-source was defined. The total population was 37,473 inhabitants.
MAIN OUTCOME MEASURES:
in each band, observed and expected cancer-related deaths (calculated on the basis of mortality rates in the entire area) and standardized mortality ratios (SMRs) were computed to test for decline in risk of mortality at different distances from the main chimney. Stone test, in which a decline in risk of disease with an increase in distance from the source of pollution is tested, was used.
RESULTS:
the risk for all cancers and lung cancer was higher than expected. For male residents located within 2 km into the South-Western quarter there were 21 observed deaths from lung cancer vs. 13 expected (SMR: 1.62; p-value=0.02).
CONCLUSION:
despite the fact that in the whole area cancer mortality is not increased, this study seems to support evidence of an excess of cancer deaths, especially lung cancer among males, near a steel factory. However, the study has limitations because of the small number of cases and the lack of individual exposure data and information about confounders (e.g., smoke habits and professional exposure). Therefore, a possible cause-effect interpretation of this association should be considered with caution.

Keywords: industrial area, steel factory, mortality, lung cancer, air pollution


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Commenti

altri 40 anni di epidemiologia così?

Questo studio è utile per inaugurare una nuova rubrica nella rivista E&P. Ovvero quella dedicata agli studi epidemiologici che possono "fare male" all'epidemiologia ed alla salute pubblica data la quantità e la tipologia dei suoi possibili limiti ed errori.
In questo caso, in particolare, si è studiato un solo tipo di tumore (polmonare); non si è tenuto conto dei molteplici inquinanti anche NON cancerogeni; non è stata considerata l'interazione tra agenti inquinanti; ecc. In sostanza si è incorsi nel rischio di sottostimare e sottovalutare il possibile impatto complessivo del mix di inquinanti sulla salute complessiva della popolazione sottovento.

Si raccomanda una veloce e puntuale rianalisi che raffronti il COMPLESSO delle patologie nelle due popolazioni (esposta vs non esposta) avvalendosi anche di una popolazione intermedia.
Auspico che questa raccomandazione sia promossa anche dalla redazione di E&P che, immagino, abbia ragionevolmente escluso possibili conflitti di interesse. Grazie. Valerio

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