articolo scientifico
Epidemiol Prev 2013; 37 (1): 43-50

Considerazioni sul sistema di sorveglianza epidemiologica del mesotelioma maligno in Toscana nel 25° anno di attività

Considerations about the epidemiologic surveillance system on mesothelioma in Tuscany after 25 years of activity

  • Elisabetta Chellini1

  • Andrea Martini1

  • Valentina Cacciarini1

  • Anna Maria Badiali1

  • Referenti delle Aziende sanitarie locali toscane

  1. SC epidemiologia ambientale occupazionale, Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (ISPO), Firenze
Andrea Martini -

Cosa si sapeva già

  • Il sistema di sorveglianza epidemiologica nazionale deimesoteliomimaligni, strutturato come un network di registri regionali, contribuisce alla valutazione dei trend della patologia più strettamente correlata alle pregresse esposizioni ad amianto, un cancerogeno bandito in Italia dal 1992.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • La valutazione sulla completezza e accuratezza delle procedure del registro toscano, attivo da 25 anni, ha consentito di evidenziare alcuni problemi e limiti del sistema di sorveglianza che, nonostante la sua forte valenza epidemiologica, viene sempre più spesso visto come uno strumento per attività medico assicurative e medico-legali.
  • Data la ricchezza informativa sulle esposizioni che il sistema nazionale raccoglie, si ritiene necessario utilizzare le nuove conoscenze sui rischi evidenziati in aggiunta alle informazioni ambientali e occupazionali già note di tipo igienistico.

Riassunto:

OBIETTIVO E DISEGNO: presentare limiti, criticità e aspetti positivi del sistema toscano di sorveglianza epidemiologica dei mesoteliomi attivo da 25 anni.
SETTING E PARTECIPANTI: i 1.224 casi di mesotelioma registrati dal Centro operativo regionale (COR) toscano diagnosticati nel 1988-2009.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: per la valutazione di completezza e accuratezza della casistica, sono calcolate per i casi pleurici le distribuzioni di tipologie e fonti di diagnosi e segnalazione, tempi intercorrenti tra diagnosi e segnalazione, tassi di incidenza specifici per età e sesso e rapporto mortalità/incidenza per genere e periodo. Per la valutazione delle informazioni sulle esposizioni sono calcolate per tutti i casi le distribuzioni delle modalità di intervista e delle esposizioni assegnate per periodo.
RISULTATI: i casi pleurici con diagnosi istologica sono aumentati negli anni e risultano il 97,4% nel 2005-2009. Sono diventati fonti di casi i COR istituiti nelle altre regioni italiane a partire dalla metà anni Novanta e, più tardi, l’INAIL. Oggi il rapporto tra i tassi standardizzati di mortalità e incidenza si aggira intorno all’unità. Si sono ridotti i tempi di segnalazione e sono aumentate le interviste dirette ai casi (20,3% nel 1988-1993; 71,4% nel 2005-2009) con aumento di qualità delle informazioni sulle esposizioni e della loro classificazione.
CONCLUSIONE: l’attivazione della rete collaborativa regionale con le ASL toscane ha prodotto notevoli miglioramenti nella qualità del sistema di sorveglianza. Si auspica che la nuova revisione delle Linee guida nazionali faccia tesoro della ricchezza informativa che questo sistema di sorveglianza epidemiologica ha raccolto per superare le criticità evidenziate nella definizione sia dei casi sia della loro eventuale pregressa esposizione ad amianto.

Parole chiave: sorveglianza epidemiologica, registro, mesotelioma, amianto

Abstract:

OBJECTIVE AND DESIGN: to present problems and opportunities related to the operating procedures developed by the Tuscan epidemiological surveillance system on mesothelioma during its 25 years of activity.
SETTING AND PARTICIPANTS: all 1,224 mesotheliomas, registered up to 31.12. 2011, diagnosed in Tuscan residents during 1988-2009 by the Tuscan Operating Centre of the Italian registry, have been considered.
MAIN OUTCOMEMEASURES: in order to evaluate accuracy and completeness of cases, the following indicators by period are used for pleural mesotheliomas diagnosed during 1988-2009: the distribution of the sources of cases’ diagnosis and report to the regional registry, the latency time between diagnosis and report, the age and sex specific rates, the ratio between standardized mortality and incidence rates. The distribution of type of interview and exposure classification by period for all cases were used to evaluate the collected and classified exposure information.
RESULTS: histology with immunohistochemistry became the chosen method (97.4% of histological cases in 2005- 2009). Since the second half of the Nineties, other Italian regional Operating Centres and, more recently, the Workers Compensation Authority (INAIL) became new important sources of case report. Nowadays, the mortality/incidence ratio is closer to 1. The latency time between diagnosis and case report have been reducing with a consequent increase in direct interviews to cases (from 20.3% in 1988-1993 to 71.4% in 2005-2009) and in exposure information and classification quality.
CONCLUSION: The regional network with the effective cooperation of the Local Health Authorities produced relevant improvements in the quality of the epidemiological surveillance system. It is hoped that the new revision of the national Guidelines will succeed in taking into consideration all the improvements made by the surveillance system in order to get over the difficulties observed in defining and classifying cases and their asbestos exposure.

Keywords: epidemiologic surveillance, registry, mesothelioma, asbestos


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