Subito fase 2 ?

In questi giorni è opportuno dare la necessaria attenzione al discorso del dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che il 13 aprile scorso ha puntualizzato le sei condizioni necessarie per rendere compatibile la riduzione delle attuali misure di contenimento dell’epidemia da Covid-19.

 

 

 

 

 


The new strategy summarizes what we’ve learned and charts the way forward. It includes six criteria for countries as they consider lifting restrictions:

First, that transmission is controlled;

Second, that health system capacities are in place to detect, test, isolate and treat every case and trace every contact; 

Third, that outbreak risks are minimized in special settings like health facilities and nursing homes;

Fourth, that preventive measures are in place in workplaces, schools and other places where it’s essential for people to go;

Fifth, that importation risks can be managed;

And sixth, that communities are fully educated, engaged and empowered to adjust to the “new norm”.

Every country should be implementing a comprehensive set of measures to slow down transmission and save lives, with the aim of reaching a steady state of low-level or no transmission. 


E quindi traducendo dall’inglese sembra bene anche sottolineare che:

1 - La trasmissione del contagio deve essere "controllata" …

… significa che l’andamento dell’incidenza deve essere contenuta sia come numero di nuovi casi giornalieri sia come valore dell’indice Rt, cioè l’indice della misura di replicazione del contagio

2 - Le capacità del sistema sanitario devono essere in grado di "rilevare, testare, isolare e trattare ogni caso e rintracciare ogni contatto"…

… significa avere una misura adeguata di capacità sia diagnostiche, che laboratoristiche, che di isolamento e controllo dei soggetti contagiati e dei loro contatti.

3 - I rischi di epidemia devono essere "ridotti al minimo in contesti speciali quali le strutture sanitarie e le case di cura"…

… significa che si deve garantire che tutti i presidi sanitari, ed innanzitutto gli ospedali, non costituiscano rischi di propagazione del contagio come purtroppo spesso è accaduto

4 - Vanno messe in atto "misure preventive” nei luoghi di lavoro, nelle scuole e in altri luoghi in cui è essenziale che le persone frequentino …

… significa che ogni ambiente di lavoro, ma anche scolastico, religioso, sportivo o altro può essere frequentato solo se garantisce misure adeguate di distanziamento interpersonale, controllo periodico dei frequentatori e strumenti personali di protezione dai contagi.

5 - I rischi di importazione di contagio devono essere gestiti…

… significa che i contagi possono anche provenire dall’esterno del paese e quindi dovranno esser predisposte e garantite misure di controllo efficaci alle frontiere

6 - Le comunità devono essere pienamente istruite, impegnate e autorizzate ad adeguarsi alla 'nuova norma’…

… significa che non è sufficiente scrivere delle norme ma è necessario ottenerne il consenso della popolazione ad adeguarvisi ed a comprenderne la necessità per se e per gli altri.

Coerentemente quindi con quanto puntualizzato dall’OMS, sarebbe opportuno che il Governo nazionale e i Governi regionali prendano in seria considerazione questi principi che l’OMS considera indispensabili e si valuti se sia o meno opportuno anticipare la riduzione delle misure di contenimento prima che queste indicazioni siano state sufficientemente garantite.

Commenti

Concordo con la dottoressa

Concordo con la dottoressa Celin. D'altro canto gli tsunami sociali conseguenti una mancata fase 2 sarebbero ben più drammatici della sola pandemia. Non mi piace questo Direttore dell'OMS, a mio avviso il peggiore mai stato a capo dell'Organizzazione.

Fase 2??

Io credo che:
1) nessuna delle Regioni Italiane possa affermare onestamente di essere in grado, oggi, di rispettare i 6 punti dell'OMS;
2)In un sistema "globale", nessuna Regione Italiana (nessun Paese del Mondo) può ritenersi protetta dalla progressione della pandemia;
3) Le informazioni e i dati sui quali si basano le politiche attuali sono largamente imperfetti e confondenti;
4) le voci di chi parla dal fronte (non parlo solo degli operatori sanitari, ma anche di soggetti che hanno responsabilità amministrative) sono distanti dai bollettini quotidiani inerenti i dati e, soprattutto, le dichiarazioni sui provvedimenti adottati non collimano con i dati di fatto;
5) mi sembra di capire, da quello che leggo, che si stia proponendo di muoversi nella direzione di un punto (7): accettazione di un rischio di cui non abbiamo conoscenza.

In conclusione, parlare di fase 2 mi sembra una presa in giro: piuttosto, ci si dica che andiamo avanti per tentativi, sapendo che ne pagheremo le conseguenze. Dovremo bilanciare le conseguenze dell'apertura alla fase 2 (= danni connessi) con i benefici (presunti) economici e sociali.
Comunque vada, aumenterà la disuguaglianza e chi si occupa di iniquità potrà avere materiale per i prossimi secoli.

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