Come sta la sanità?

Ministro, ma la salute non ha cittadinanza nel reddito?

Oggi, giustamente, ci si preoccupa della povertà, ma sembra che si consideri povero solo chi non ha disponibilità di denaro o di beni materiali. I “soldi” sono certamente importanti, ma non ci sono altre cose che producono, o rendono più grave, la povertà? E tra queste, ad esempio la mancanza di salute e l’ignoranza? E allora basta distribuire dei soldi o è importante anche garantire una buona sanità ed una buona istruzione? Che ne pensate?

Valutare in sanità? ok, ma a che serve?

Valutare in sanità è oggi quasi diventato una moda … chi non valuta non è up to date … Ma valutare serve? A che condizione? Con che modalità? Con che costi? Voi che ne pensate?

Esortare, convincere, obbligare, sanzionare ?

Nel passato recente alcuni decreti riguardanti la “compliance obbligatoria” a indicazioni sanitarie hanno suscitato molte discussioni, critiche e alcuni sondaggi dicono che hanno addirittura inciso sui risultati elettorali. Ma il problema c’è, c’era e ci sarà: quale deve essere l’atteggiamento più efficace dei responsabili della sanità pubblica per ottenere l’efficacia delle loro indicazioni? In sintesi è meglio convincere o sanzionare? E c’è una soluzione valida per tutto o no?

Corte dei Conti: la spesa out of pocket non è drammatica!

Chi si occupa di sanità non dovrebbe ignorare le fonti che ne descrivono l’assetto e l’andamento. Il Rapporto 2018 della Corte dei Conti, ad esempio, pur dando una immagine positiva del SSN ne evidenzia anche le problematiche e ne indica gli interventi necessari, innanzitutto a livello di investimenti.

Basta con le bufale contro il SSN!

Adesso ci si è messo pure il giornale La Repubblica che il 5 luglio a pagina 16 fa la rima alle dichiarazioni di Confcooperative che dicono di aver rielaborato i dati Istat e Censis! Queste continue bufale (non le chiamiamo fake news per non ingentilirle) sembrano purtroppo fatte ad arte per convincere la gente che il SSN non è più in grado di soddisfare i bisogni di salute per cui diventa indispensabile aprire una polizza assicurativa per la salute.

Il SSN è proprio allo sfascio?

Carlo Signorelli in Igenisti on line commentando l’inchiesta di Gloria Riva sullEspresso del 29 gennaio 2018, intitola: "Eccellenza del SSN italiano o sanità allo sfascio? Meglio parlarne dopo le elezioni".
Le elezioni ci sono state, il Governo è stato fatto, i sotto segretari pure … è allora tempo di parlarne!

Ma i ticket sono una soluzione?

Di ticket si spendono circa tre miliardi di €uro e sicuramente chi li paga non ha l’impressione di contribuire solo per un quarantesimo alla spesa sanitaria. Si pensava che il ticket servisse per ridurre le inappropriatezza ma si è dimostrato che non è vero. Il super ticket di 10€ ha incrementato il ricorso a prestazioni erogate da privati che chiedono un  prezzo inferiore al ticket.

Le liste d’attesa: perché si formano? E si possono ridurre?

Sono anni che ci lamentiamo delle liste di attesa e non solo quelle ospedaliere, ma anche e soprattutto quelle relative alle prestazioni specialistiche. Mesi per fare una Tac o per avere un intervento chirurgico. L’urgenza spesso viene rispettata ma forse anche per questo nei Pronto soccorso si riversano problematiche che talvolta urgenti non sono.

«La salute è un diritto di tutti» ma si propone di garantirla solo a chi paga

Il 6 giugno si è svolto a Roma un convegno con il titolo: LA SALUTE E’ UN DIRITTO. DI TUTTI. E si osservi la “stranezza” di quel punto a metà del titolo e ci si chieda il perché.

Un diritto, ma come si acquisiscono i diritti? Fondamentalmente in due modi: scambiando merci o lavoro ed acquisendo diritti di proprietà ed il titolo che li certifica è per lo più il denaro, o partecipando ad una società, onorandone i doveri, ed acquisendone i relativi diritti di cittadinanza.

La salute è un diritto?

Nuovo governo: Grillo parlante o Fata giallo-turchina?

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“La prima vittima di un sistema sociale imperniato sull’utilitarismo e il profitto,