Come sta la sanità?

Quale dimensione è più importante nella valutazione della performance di una azienda sanitaria? Ecco le risposte dei lettori

Innanzi tutto grazie ai lettori che hanno risposto al nostro questionario; 45 possono sembrare pochi, ma chi se ne intende lo giudica un buon successo.

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Ci salveremo da soli o solo assieme?

Ci salveremo da soli o solo assieme? Ragionavo di questo problema e pensavo di scrivere qualcosa sul blog in argomento, quando, di domenica mattina, il 17 marzo, ho letto in Internet, pubblicata dal Corriere.it, un’intervista a Franco Berrino e ho pensato necessario allargare la riflessione sull’approccio individuale o collettivo alla salute. Credo che se ne debba discutere e spero di non essere l’unico a parlarne.

Ma di che cosa si moriva cent’anni fa?

Siamo ormai soliti confrontare le statistiche sanitarie tra periodi relativamente contigui stupendoci spesso di cambiamenti significativi ma quantitativamente modesti. Siamo peraltro orgogliosi di successi della medicina nei tempi recenti senza renderci sempre conto di quando invece il quadro della salute della popolazione sia cambiato radicalmente.

Ma è vero che metà degli italiani non riesce a curarsi?

Titolo shock della “busiarda” (leggi La Stampa): Un italiano su due non riesce a pagarsi farmaci e visite mediche. Erano 12 milioni, per il Censis, gli italiani che non potevano curarsi e sono adesso diventati 30 milioni! Perché si continua a fare queste fastidiose sparate totalmente false? Che ne pensate?

Universalismo ed equità: la fine è davvero prossima?

Non si può passare sotto silenzio il dodicesimo consiglio con cui Walter Ricciardi conclude il suo libro uscito da poco (Walter Ricciardi, La battaglia per la salute, Editori Laterza, 2019, pp. 93-94.

Non apriamo le porte del SSN al Cavallo di Troia!

Quarant’anni fa Elena (la sanità) fu rapita da Paride (il SSN), figlio di Priamo (il NHS inglese), sottraendola al marito Menelao (le mutue assicurative), fratello di Agamennone (il mercato sanitario), che riunirono un esercito tra cui vi era Achille (RBM) ed il furbo Ulisse (Censis) per mettere Troia (la salute) sotto assedio.

I medici del SSN: resilienza addio?

Negli ultimi anni abbiamo più volte affermato, con non celato orgoglio, che il nostro Servizio Sanitario Nazionale aveva mostrato un elevato grado di resilienza nei difficili anni della crisi economica. Non è che il sistema non abbia sofferto ma in fin dei conti è riuscito nonostante le difficoltà a garantire l’assistenza per tutti i LEA.

Epidemiologia della dis-integrazione

Tralasciando gli importanti aspetti etici e politici e rimanendo solo nell’ambito epidemiologico credo sia opportuno porsi questo quesito: “Può una comunità raggiungere un livello ottimale di protezione sanitaria se una parte dei conviventi non ha un ugual accesso alle cure?” E’ su questo che vorrei dire la mia e chiedervi di dire la vostra.

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Qualità dei direttori generali delle Aziende sanitarie: meglio l'ubbidienza o la competenza?

Ci si può chiedere se sia più difficile fare il cardiochirurgo o il direttore generale di una Azienda sanitaria. E se può far più danno un cardiochirurgo impreparato o un direttore generale incapace; e quindi se la preparazione e la formazione oggi richiesta ad entrambi sia veramente e parimenti adeguata.

E' meglio affidare la sanità pubblica alle Regioni o allo Stato?

Il quesito “sistema sanitario regionale o centrale?” può essere affrontato sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista tecnico.