Come sta la sanità?

Ma è vero che metà degli italiani non riesce a curarsi?

Titolo shock della “busiarda” (leggi La Stampa): Un italiano su due non riesce a pagarsi farmaci e visite mediche. Erano 12 milioni, per il Censis, gli italiani che non potevano curarsi e sono adesso diventati 30 milioni! Perché si continua a fare queste fastidiose sparate totalmente false? Che ne pensate?

Universalismo ed equità: la fine è davvero prossima?

Non si può passare sotto silenzio il dodicesimo consiglio con cui Walter Ricciardi conclude il suo libro uscito da poco (Walter Ricciardi, La battaglia per la salute, Editori Laterza, 2019, pp. 93-94.

Non apriamo le porte del SSN al Cavallo di Troia!

Quarant’anni fa Elena (la sanità) fu rapita da Paride (il SSN), figlio di Priamo (il NHS inglese), sottraendola al marito Menelao (le mutue assicurative), fratello di Agamennone (il mercato sanitario), che riunirono un esercito tra cui vi era Achille (RBM) ed il furbo Ulisse (Censis) per mettere Troia (la salute) sotto assedio.

I medici del SSN: resilienza addio?

Negli ultimi anni abbiamo più volte affermato, con non celato orgoglio, che il nostro Servizio Sanitario Nazionale aveva mostrato un elevato grado di resilienza nei difficili anni della crisi economica. Non è che il sistema non abbia sofferto ma in fin dei conti è riuscito nonostante le difficoltà a garantire l’assistenza per tutti i LEA.

Epidemiologia della dis-integrazione

Tralasciando gli importanti aspetti etici e politici e rimanendo solo nell’ambito epidemiologico credo sia opportuno porsi questo quesito: “Può una comunità raggiungere un livello ottimale di protezione sanitaria se una parte dei conviventi non ha un ugual accesso alle cure?” E’ su questo che vorrei dire la mia e chiedervi di dire la vostra.

fumetto-blog

Qualità dei direttori generali delle Aziende sanitarie: meglio l'ubbidienza o la competenza?

Ci si può chiedere se sia più difficile fare il cardiochirurgo o il direttore generale di una Azienda sanitaria. E se può far più danno un cardiochirurgo impreparato o un direttore generale incapace; e quindi se la preparazione e la formazione oggi richiesta ad entrambi sia veramente e parimenti adeguata.

E' meglio affidare la sanità pubblica alle Regioni o allo Stato?

Il quesito “sistema sanitario regionale o centrale?” può essere affrontato sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista tecnico.

Ministro, ma la salute non ha cittadinanza nel reddito?

Oggi, giustamente, ci si preoccupa della povertà, ma sembra che si consideri povero solo chi non ha disponibilità di denaro o di beni materiali. I “soldi” sono certamente importanti, ma non ci sono altre cose che producono, o rendono più grave, la povertà? E tra queste, ad esempio la mancanza di salute e l’ignoranza? E allora basta distribuire dei soldi o è importante anche garantire una buona sanità ed una buona istruzione? Che ne pensate?

Valutare in sanità? ok, ma a che serve?

Valutare in sanità è oggi quasi diventato una moda … chi non valuta non è up to date … Ma valutare serve? A che condizione? Con che modalità? Con che costi? Voi che ne pensate?

Esortare, convincere, obbligare, sanzionare ?

Nel passato recente alcuni decreti riguardanti la “compliance obbligatoria” a indicazioni sanitarie hanno suscitato molte discussioni, critiche e alcuni sondaggi dicono che hanno addirittura inciso sui risultati elettorali. Ma il problema c’è, c’era e ci sarà: quale deve essere l’atteggiamento più efficace dei responsabili della sanità pubblica per ottenere l’efficacia delle loro indicazioni? In sintesi è meglio convincere o sanzionare? E c’è una soluzione valida per tutto o no?