Come sta la sanità?

È possibile stimare la letalità usando i dati aggregati dei decessi e dei positivi al coronavirus?

Avevamo tutti letto che la letalità per infezione da Covid-19 era relativamente modesta e non superava il 2%. In un articolo su Lancet [1] Ferguson stima una Crude Case Fatality Rate di 2,29 ed invece una Infection Fatality Rate di 0,675; la prima (CFR) è la proporzione (non corretta per struttura demografica) di decessi sui casi di malattia, la seconda (IFR) invece si riferisce a tutti i contagiati anche se asintomatici.

R0 , Rt , RDt che sono e che significano?

“Ro”, chi era costui? Nominava tra sé don Abbondio seduto sul suo seggiolone […] tanto il pover uomo era lontano da prevedere che burrasca gli si addensasse sul capo!
Se fosse protagonista in questa epidemia da coronavirus invece che in quella della pesta manzoniana forse don Abbondio non si sarebbe chiesto chi fosse Carneade bensì che significasse l’R0!

A cosa serve il Contact Tracing e come si può valutarlo?

Giá pubblicato in welforum.it con la facoltà di riprodurlo

Che ci dicono i dati comunicati giornalmente dalla Protezione Civile

I dati comunicati dalla Protezione Civile

Subito fase 2 ?

In questi giorni è opportuno dare la necessaria attenzione al discorso del dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che il 13 aprile scorso ha puntualizzato le sei condizioni necessarie per rendere compatibile la riduzione delle attuali misure di contenimento dell’epidemia da Covid-19.

Il mio sistema "personale" di monitoraggio dei dati ufficiali di incidenza di malati sintomatici

Che i dati comunicati tutte le sere al vespero dalla Protezione Civile siano solo una lontana proxy dei dati reali di diffusione del contagio da Covid-19 nella popolazione è cosa risaputa e per il momento difficilmente modificabile.
Ci sono rilevanti problemi di definizione di caso legati anche ad un decreto governativo che prevedeva di considerare caso solo i malati con sintomi rilevanti cui veniva fatto un tampone che dava esito positivo.

Ma allora l’epidemiologia non era disciplina del tutto marginale

Ho insegnato Economia Sanitaria per tanti anni in facoltà di Medicina e Chirurgia ed ho continuato a farlo sin tanto che non ho più sopportato che la mia didattica fosse considerata meno che marginale ed era veramente difficile motivare gli studenti a partecipare alle lezioni. Ho anche insegnato nelle scuole di specialità e nei corsi di scienze infermieristiche, sia la materia di cui ero docente, sia la statistica e l’epidemiologia che erano le discipline di cui mi ero sempre occupato prima di passare all’economia sanitaria.

Come far di conto in una epidemia

La “Matematica delle epidemie” è un settore dell’epidemiologia che ha avuto uno sviluppo notevole e che ha prodotto una serie di modelli per descrivere e per stimare la dinamica delle epidemie. Nei corsi di epidemiologia spesso se ne fa solo un accenno ed infatti queste competenze non sono per lo più acquisite dalla maggior parte degli epidemiologi e sono invece appannaggio solo di alcuni statistici e matematici.

Ruoli e competenze in campo epidemico: separazione o sinergia?

Durante questa epidemia da Coronavirus parlano e dispensano verità un po’ tutti tanto che Ranieri Guerra, già ISS e Ministero della Salute e oggi Mise e OMS, ha pubblicato su facebook questo messaggio:

L’inappropriatezza del non fare

Chi, almeno da bambino, ha ricevuto lezioni di catechismo si ricorderà che ci sono peccati di azione e peccati di omissione. Quando pensiamo all’inappropriatezza delle prestazioni sanitarie ci riferiamo quasi sempre all’erogazione di prestazioni inutili se non addirittura dannose ma tralasciamo spesso di riferirci alle prestazioni necessarie non erogate, ai “peccati di omissione”.