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Epidemiol Prev 2013; 37 (2 EPdiMezzo): 4-

Ecco i risultati di EpiAir2

  • Redazione E&P

  1. Inferenze, Milano

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Il numero 4-5 di Epidemiologia & Prevenzione 2013 presenta l’aggiornamento del Progetto EpiAir - Inquinamento atmosferico e salute: sorveglianza epidemiologica e interventi di prevenzione

I primi dati di questo studio sugli effetti a breve termine degli inquinanti atmosferici  sono stati pubblicati quattro anni fa, coprivano un periodo di studio di 5 anni, dal 2001 al 2005, e riguardavano 10 città italiane. Con EpiAir2 le città monitorate sono diventate 25  e l’analisi temporale è stata estesa al 2010. Questa seconda tranche dello studio conferma che l’inquinamento atmosferico urbano, originato in gran parte dal traffico veicolare, è un tema di assoluta rilevanza per la salute pubblica. Diverse sono le novità...

Il numero doppio 4-5 di Epidemiologia & Prevenzione (Epidemiol Prev 2013;37(4-5):209-262) presenta l’aggiornamento del Progetto EpiAir (Inquinamento atmosferico e salute: sorveglianza epidemiologica e interventi di prevenzione) e quello delle connesse linee guida rivolte agli operatori e al pubblico sui rischi per la salute dell’inquinamento atmosferico.

I primi dati di questo studio sugli effetti a breve termine degli inquinanti atmosferici (PM10, NO2 e ozono) sono stati pubblicati quattro anni fa, coprivano un periodo di studio di 5 anni, dal 2001 al 2005, e riguardavano 10 città italiane: Torino, Milano, Mestre-Venezia, Bologna, Firenze, Pisa, Roma, Taranto, Palermo, Cagliari (Epidemiol Prev 2009; 33(6) Suppl.1).

Con EpiAir2 le città monitorate sono diventate 25 (si sono aggiunte Treviso, Trieste, Padova, Rovigo, Piacenza, Parma, Ferrara, Reggio-Emilia, Modena, Genova, Rimini, Ancona, Bari, Napoli e Brindisi) e l’analisi temporale è stata estesa al 2010.

Nel complesso, i due Progetti EpiAir costituiscono il più recente e ampio studio sugli effetti a breve termine degli inquinanti atmosferici (PM10, NO2,O3 e, per la prima volta in Italia, il PM2.5) rilevati in un gruppo di città italiane.

La seconda tranche dello studio conferma che l’inquinamento atmosferico urbano, originato in gran parte dal traffico veicolare, è un tema di assoluta rilevanza per la salute pubblica nelle città italiane.

Diverse sono le novità. Tra queste, l’inclusione nel pool studiato di città portuali, che permette di valutare gli effetti delle emissioni delle grandi navi; la valutazione degli effetti del PM2.5, finora mai effettuata in Italia con approccio multicentrico; la possibilità di un approccio che permetta di attribuire ai singoli soggetti un valore di esposizione caratteristico della loro residenza, particolarmente utile laddove vi siano grandi disomogeneità nell’inquinamento cittadino. E infine, ma non certo per importanza, è emersa la possibilità di verificare sul campo l’effetto delle politiche di prevenzione attivate. Come è accaduto nel caso delle ondate di calore, dove azioni mirate hanno permesso di ridurre significativamente i ricoveri causati dall’incremento dell’ozono estivo.

Per leggere e scaricare liberamente gli articoli ti inviamo alla pagina dell'indice del numero 4-5 2013 di Epidemiologia & Prevenzione.

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