articolo scientifico
Epidemiol Prev 2010; 34 (1-2): 27-33

Problemi di implementazione della linea guida «La gestione della sindrome influenzale»

  • Salvatore De Masi1

  • Luciano Sagliocca 2

  • Franca D'Angelo 3

  • Cristina Morciano 3

  • Paola Laricchiuta 3

  • Eleonora Lacorte 3

  • Alfonso Mele 3

  1. Dipartimento di Prevenzione, ASL 6 di Livorno
  2. Agenzia Sanitaria Regionale Campania, Napoli
  3. Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, Istituto superiore di sanità, Roma
Salvatore De Masi -

Cosa si sapeva già

  • La stesura di una linea guida è un punto di partenza per i complessi e articolati percorsi di implementazione. Nel corso degli esperimenti di implementazione è spesso necessario adattare le raccomandazioni al contesto specifico cui si intende trasferirle.
  • La forte dipendenza dal contesto delle attività di implementazione rende più evidente il gap esistente tra le raccomandazioni e la pratica clinica.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • Il comportamento medio, che ciascuna raccomandazione contenuta in una linea guida suggerisce, è talvolta eccessivamente generico. La genericità, se da un lato garantisce la generalizzabilità di tali raccomandazioni, dall’altro ne compromette la trasferibilità.
  • Una maggiore articolazione per scenari clinici dei quesiti della linea guida, che tenga conto dei suggerimenti degli operatori direttamente coinvolti, può migliorare la trasferibilità delle raccomandazioni.

Riassunto:

Obiettivo: l’indagine si propone di valutare la trasferibilità delle raccomandazioni della linea guida su «La gestione della sindrome influenzale» nella pratica clinica.
Disegno:
studio di prevalenza sui comportamenti clinici in materia di prescrizione di farmaci e ricorso all’ospedalizzazione in pazienti con sindrome influenzale. E’ prevista una rivalutazione di tali comportamenti dopo un breve follow-up (5 giorni).
Setting e partecipanti:
sono arruolati medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che riferiscono i comportamenti clinici adottati con una serie di pazienti con sindrome influenzale consecutivamente arruolati.
Principali misure di outcome: si valuta l’adesione alle raccomandazioni attraverso la proporzione di pazienti a cui sono prescritti antibiotici, antinfiammatori/antipiretici e antivirali. E’ altresì valutato il ricorso all’uso di test diagnostici e all’ospedalizzazione. Risultati: coerentemente con quanto raccomandato dalla linea guida, i medici utilizzano molto raramente i farmaci antivirali e i test diagnostici rapidi e prescrivono soprattutto il paracetamolo nel trattamento della sintomatologia dolorosa e della febbre. L’uso di antibiotici, invece, anche se non raccomandato, riguarda più del 30% dei pazienti, con motivazioni non discusse nella linea guida e talvolta sostenibili. In particolare, emerge l’insufficienza della raccomandazione sull’uso di antibiotici a guidare il comportamento clinico in due specifici scenari: la presenza di comorbidità nell’anziano e la persistenza della febbre nel bambino.
Conclusione: l’uso di antibiotici in corso di sindrome influenzale non è necessariamente inappropriato. Alcune caratteristiche dei pazienti, rilevanti per frequenza (febbre persistente) o per gravità (presenza di comorbidità), potrebbero rappresentare modificatori di effetto e le raccomandazioni dovrebbero prevedere l’articolazione in tali sottogruppi. (Epidemiol Prev 2010; 34(1-2): 27-33)

Parole chiave: linee guida, implementazione, antibiotici, influenza

Abstract:

Objective: to assess the feasibility in clinical practice of the recommendations included in the guideline «The management of influenza-like syndrome».
Study design: a prevalence study on clinical behaviour concerning drug prescription and hospitalization. Behaviours will be reassessed after a short follow-up (5 days).
Setting and participants: general practitioners and paediatricians have been enrolled, who will refer about the clinical behaviours adopted toward a series of consecutively enrolled patients with influenza-like syndrome.
Main outcome measures:
compliance to the recommendations has been assessed, through the proportion of patients prescribed antibiotics, and anti-inflammatory/antipyretic and antiviral drugs. The use of diagnostic tests and the number of hospitalizations have been also assessed.
Results: clinicians, according to the recommendations included in the guideline, rarely use antiviral drugs and quick diagnostic tests, and mainly prescribe paracetamol for the treatment of pain and fever. On the other hand, they still prescribe antibiotics to more than 30% of patients on the basis of reasons not discussed in the guideline, and sometimes sustainable, even if they are not recommended. The lack of effectiveness of the recommendation concerning the use of antibiotics in guiding clinicians’ behaviour, emerges particularly in two specific scenarios: the presence of comorbidities in elderly patients and the persistency of fever in children.
Conclusions: the use of antibiotics in course of influenza-like syndrome is not necessarily inappropriate, and should be further investigated. Some specific characteristics shown by patients are relevant for frequency and severity, and could be interpreted as effect modifiers. Therefore recommendations should take into consideration such subgroups. (Epidemiol Prev 2010; 34(1-2): 27-33)

Keywords: guideline, implementation, antibiotics, influenza


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