articolo scientifico
Epidemiol Prev 2010; 34 (1-2): 43-47

La prevalenza dell’abitudine a fumare in automobile: i risultati dello studio osservazionale in Veneto

Observed smoking in car: results of a study of the Regional Health Prevention Service of Veneto, Northern Italy

  • Luca Sbrogiò1

  • Giovanna Frison2

  • Laura Tagliapietra3

  • Federica Michieletto3

  • Francesca Allegri4

  • Cinzia De Marco5

  • Roberto Mazza5

  • Roberto Boffi5

  • Ario Ruprecht5

  • Giovanni Invernizzi5,6

  1. Dipartimento di prevenzione, Azienda sanitaria ULSS 19 Adria (Rovigo)
  2. Regione del Veneto, Direzione prevenzione
  3. Regione del Veneto, Direzione prevenzione, servizio sanità pubblica e screening
  4. Dipartimento di prevenzione, Servizio educazione e promozione della salute, Azienda sanitaria ULSS 9, Treviso
  5. Laboratorio per la ricerca sull’inquinamento da fumo passivo, Istituto nazionale dei tumori/SIMG-Società italiana di medicina generale, Milano
  6. ISDE Medici per l’ambiente, Sondrio
Luca Sbrogiò -

Cosa si sapeva già

  • Precedenti studi avevano analizzato le dimensioni del fenomeno dell’abitudine a fumare all’interno degli autoveicoli in Italia sulla base di indagini telefoniche

Cosa si aggiunge di nuovo

  • Questo studio ha permesso di monitorare il fenomeno nella realtà quotidiana, per mezzo della rilevazione obiettiva «su strada», della percentuale di vetture con a bordo persone che fumavano e di valutare anche l’esposizione dei bambini al fumo in macchina.
  •  I dati confermano la rilevanza del fenomeno, che necessita di efficaci misure di prevenzione.

Riassunto:

Obiettivo: stimare la prevalenza di conducenti e passeggeri che fumano in automobile nel territorio del Veneto e l’eventuale presenza di bambini esposti a bordo.
Disegno:
è stato effettuato uno studio osservazionale con analisi statistica descrittiva da parte dei tecnici della prevenzione delle aziende ULSS del Veneto dall’1 al 17 ottobre 2008 in fasce orarie definite. Ogni rilevatore doveva registrare sesso e fascia di età del conducente; se il conducente stava fumando, se trasportava passeggeri adulti, se almeno un passeggero stava fumando e se vi erano a bordo persone di fascia di età stimabile inferiore ai 14 anni.
Setting e partecipanti: hanno partecipato allo studio 19 aziende ULSS sulle 21 complessive della Regione (90,5%).
Principali misure di outcome:
percentuale di incroci stradali monitorati da ciascuna ULSS sul previsto.

Risultati: sono state esaminate complessivamente 5.928 vetture (89,4% automobili) che sostavano a 148 incroci di 74 comuni (pari al 91,5% del campione previsto). Il 61,4% dei conducenti era di sesso maschile, e in 762 vetture (pari al 12,9%) erano presenti bambini. Le vetture in cui è stata osservata almeno una persona fumare sono state 409, pari al 6,9% (12% per i veicoli commerciali); nell’87,3% dei casi fumava solo il conducente, nell’8,3% solo un passeggero, nel 4,4% entrambi. In 7 delle 762 vetture con bambini c’era almeno una persona che fumava (0,9%).
Conclusione:
nonostante le campagne di sensibilizzazione sui danni da fumo passivo, l’abitudine di fumare in macchina interessa ancora un numero consistente di adulti. Il numero di bambini esposti al fumo in macchina è risultato limitato, ma significativo, dato l’elevato rischio che comporta. Il «ri-orientamento» verso attività di ricerca e non solo prescrittive può rilanciare nel campo scientifico le attività istituzionali dei Servizi di prevenzione delle ASL. (Epidemiol Prev 2010; 34(1-2): 43-47)
Parole chiave:
fumo in auto; bambini; prevenzione; indoor, esposizione; ASL

Abstract:

Objective: to estimate the prevalence of smokers inside cars or duty vehicles and the presence of children exposed to second hand smoke on board, in the NHS districts of Veneto Region.
Design:
an observational study was carried out by the technicians of the Prevention department from October 1st to October 17th 2008. The observers had to record sex of the driver and of the passengers, their presumed ages, verify if drivers or passengers were smoking, and if there were any children on board.
Setting and participants:
19 Local Health Authorities (90,5%) out of 21 in the Veneto region.
Main outcome measures:
percentage of crossings monitored out of the total scheduled.
Results:
a total of 5,928 cars were examined at the crossings, males accounted for 61,4% of the drivers. Smoking overall by at least one person in the car was reported in 409 cases (6.9%, 12% among commercial vehicles), the driver alone was smoking in 87.3% of the cases, whereas only the passenger smoking represented 8.3% of the cases. Both the driver and passenger smoking were 4.4% of the observations. Children were present as passengers in 762 cars (12.9%); there were people smoking with children on board in 7 cars (0.9%).
Conclusion:
in spite of the efforts to limit the dangers of second hand smoke, smoking in car is still a common behaviour, and represents a serious risk both for both, adults and children. Focusing in research projects could help the Department of Prevention of the Local Health Authorities to increase their activities and involvement in the research field. (Epidemiol Prev 2010; 34(1-2): 43-47)
Keywords:
smoking in car; second hand smoke; children; indoor; exposure; NHS, local health authorities


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