supplemento
Epidemiol Prev 2016; 40 (2): 72-81
DOI: https://doi.org/10.19191/EP16.2S1.P072.053

Tra percezione e realtà: verso una valutazione delle manifestazioni di disagio socioterritoriale all’Aquila dopo il sisma

Between perception and reality: towards an assessment of socio-territorial discomfort in L’Aquila (Central Italy) after the earthquak

  • Lina Maria Calandra1

  1. Dipartimento di scienze umane, Laboratorio Cartolab, Università degli Studi dell’Aquila
Lina Maria Calandra -

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OBIETTIVI: 1. far emergere le percezioni e le narrazioni degli aquilani sul proprio contesto di vita al fine di mettere in luce il tipo di rapporto che, nel dopo terremoto, si è andato instaurando tra il territorio e i suoi abitanti; 2. valutare come e dove si sono generalizzati atteggiamenti sintomatici di un diffuso disagio socioterritoriale.
DISEGNO: il gruppo di ricerca del Laboratorio Cartolab (Dipartimento di scienze umane, Università dell’Aquila), in stretta collaborazione con l’area pedagogica, ha elaborato fin dal 2010 una metodologia di ricerca che pone al centro la partecipazione, intesa sia come metodo d’indagine per il coinvolgimento, da parte degli esperti, di coloro che vivono il territorio quotidianamente; sia come dispositivo per la formulazione, nel quadro di un’interpretazione co-costruita del reale, di valutazioni morali, etiche, politiche orientate all’azione per l’attivazione di dinamiche sociali e politiche. Nel corso del 2013, tale metodologia di ricerca-azione partecipativa/ partecipante (RAPP) è stata applicata in occasione di vari percorsi pubblici, strutturati in cicli di incontri territoriali tra cittadini e politici/amministratori, promossi e organizzati in collaborazione con l’Ufficio della partecipazione del Comune dell’Aquila.
SETTING E PARTECIPANTI: sul piano conoscitivo, la RAPP ha riguardato due aspetti principali: 1. la valutazione, da parte delle persone coinvolte nell’indagine, della qualità del territorio sotto più punti di vista (economico, sociale eccetera) con particolare riferimento alle condizioni di vita, al contesto abitativo, alle proiezioni future di sé e del territorio; 2. la percezione di (in)sicurezza. Seguendo un approccio integrato qualitativo-quantitativo, i dati raccolti tramite questionario e integrati dall’ascolto delle narrazioni in occasione degli incontri e da discussioni in tavoli di lavoro hanno riguardato, per il primo aspetto, 309 giovani (16-30 anni) e 227 adulti (31-85 anni), per il secondo aspetto, 314 cittadini tra i 16 e gli 80 anni).
RISULTATI: i risultati hanno messo in evidenza che nel contesto aquilano è diffuso, almeno in una parte della popolazione, un disagio socioterritoriale che prende la forma di una valutazione negativa sulle proprie condizioni e sul proprio contesto di vita. Gli adulti, in particolare, valutano il presente molto negativamente e non riescono a figurarsi una visione futura; i giovani, pur esprimendo una valutazione più obiettiva del presente, elaborano una proiezione futura più pessimistica. Inoltre, il disagio socioterritoriale prende la forma di un deterioramento dello stato della convivenza e di un’alta percezione di insicurezza, specialmente tra coloro che vivono nei nuovi complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili (CASE).
CONCLUSIONI: la qualità del rapporto abitante-territorio ha riflessi importanti sul benessere della popolazione nel presente e nel futuro, poiché tale rapporto è in grado di condizionare i comportamenti individuali e collettivi. Per questo è fondamentale che il governo del territorio, soprattutto in contesti post-disastro, contempli misure per prevenire la generalizzazione del disagio socioterritoriale. Ciò significa evitare che si diffondano atteggiamenti di sfiducia, chiusura, paura; comportamenti orientati al disprezzo per se stessi (abuso di alcol) e per la cosa pubblica (vandalismo, degrado, abbandono), e si pongano, così, le basi per nuovi, diversi e futuri rischi ambientali e di convivenza, sicurezza e salute.

Parole chiave: disagio socioterritoriale, ricerca-azione, partecipazione, terremoto, L’Aquila

OBJECTIVES: to consider perceptions and narratives of the inhabitants of L’Aquila about their context of life, in order to point out what kind of relationship is present in L’Aquila, between the territory and its inhabitants after the earthquake; to evaluate how and where symptomatic attitudes about a widespread discomfort in social interactions have been generalized.
DESIGN: since 2010, the joint work by the research team of the “Cartolab” laboratory and pedagogy area (Department of Human Studies, University of L’Aquila) has developed and applied a participatory research methodology. This methodology is both an inquiry used by experts to increase the participation of people who experience the everyday life in L’Aquila, and a tool to draw moral, ethical and political considerations in order to activate change in social and political dynamics at the urban scale. During 2013, the methodology of Participatory- Participating Research Action (PPRA) was implemented through cycles of territorial meetings involving citizens and municipal administrators. These meetings have been promoted and organized with the Office of Participation of the Municipality of L’Aquila.
SETTING AND PARTICIPANTS: the PPRA aimed to assess: 1. the social, political and economic quality of the territory evaluated by people involved in the survey, with reference to life conditions, living context, and future projections of self and of the territory; 2. the perception of the security. Through a qualitative/quantitative approach, the data collected through questionnaire and public meetings have involved 309 young (16-30 years old) and 227 adults (31-85 years old) for the first aspect, and 314 citizens (16-80 years old) for the second aspect, respectively.
RESULTS: the results highlight a socioterritorial discomfort emerging in L’Aquila for a relevant part of the population. This discomfort is shaped by a negative rating on life conditions and context: adults provide poor quality evaluations about the present and cannot figure out some kind of vision for the future. From the point of view of young people, even though the spatial projection into the present appears more objective and pondered over real data, the projection into the future turns out even more pessimistic then the adults’ one. Finally, the discomfort is shaped by a deterioration in the state of coexistence; and a high perception of insecurity, especially among those who live in the new residential earthquake- proofing complex called CASE.
CONCLUSIONS: the quality of the relationship inhabitantterritory has important consequences about the comfort of the population in the present and in the future. Such relationship may have an influence on individual and collective behaviours. Therefore, territorial and local governments are required to provide for measures preventing such discomfort. This implies to bring attention on topics that target individuals such as fear, loneliness, alcohol abuse, as well as communities, such as vandalism of public goods and spaces.

Keywords: socioterritorial discomfort, action research, participation, earthquake, L’Aquila