Rubrica Servizio sanitario nazionale e partecipazione

Servizio sanitario nazionale e partecipazione

Andrea Micheli

Nato nel 1951 a Varenna sul lago di Lecco, sociologo e statistico medico, è giunto tardi all'epidemiologia avendo lavorato con diversi ruoli, mentre studiava. Ora in pensione, Micheli è stato direttore di un'unità di Epidemiologia presso la Fondazione IRCSS Istituto Tumori di Milano (INT). Presso INT ha percorso con passione la sua carriera di ricercatore avendo avuto la fortuna di lavorare con persone di grande valore. Ha pubblicato quasi duecento articoli ed è noto internazionalmente per studi sulla prevalenza dei tumori e sulla relazione tra frequenza dei tumori e ricchezza delle nazioni. Ha diretto per quasi dieci anni progetti della Commissione europea per il controllo del cancro e la lotta alle disuguaglianze in sanità nei Paesi dell’Unione europea, stringendo anche rapporti con le associazioni di volontariato oncologico. Convinto assertore della necessità di una medicina partecipata, ha cercato di diffondere l’idea di un approccio collettivo alla conoscenza epidemiologica in vari incarichi di docenza. Ama il lavoro di gruppo, camminare in montagna e si onora di essere un iscritto all’ANPI.

Questa rubrica ha l’obiettivo di aprire uno spazio di discussione sul tema dell’organizzazione del sistema sanitario pubblico italiano riscoprendo i principi inclusi nella legge n. 833, che saldamente poggia sull’articolo n. 32 della Costituzione italiana, il cui incipit ci piace qui ricordare: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività». La salute è, quindi, un diritto dell’individuo – soggetto del mondo –, non del cittadino, ed è anche interesse collettivo, con ciò statuendo che esso debba essere, da quella collettività, difeso, interpretato, promosso, partecipato. Da qui il titolo «SSN e partecipazione»: pensiamo, in queste pagine, di dare voce e forza alle collettività di pazienti e volontari che, esprimendo la loro soggettività, interloquiscono sui temi sanitari e assistenziali del Paese e sulle scelte organizzative a livello regionale. Storicamente la rivista, a fianco della voce dei tecnici, ha dato voce alle culture dell’esperienza nel mondo del lavoro e nei territori, affermando che dalla commistione delle diverse culture che può costruirsi un’idea consolidata di prevenzione e contrasto ai rischi occupazionali e ambientali. Noi in questo spazio intendiamo includere ed enfatizzare anche le culture dell’esperienza di chi ha conosciuto la malattia nelle sue fasi acute e vive la condizione della cronicità. La speranza è che anche in questo ambito si sviluppi una commistione di culture tra medicina, ricerca, sanità pubblica e collettivi con esperienza di malattia, per una sanità per l’uomo.

in questa rubrica