Rubrica Farmacoepidemiologia

Farmacoepidemiologia

Giuseppe Traversa

Sono nato a Bari nel 1956, ma nel 1963 sono arrivato a Torino dove, dopo un po’ di anni, mi sono laureato in medicina e specializzato in igiene. Nell’estate del 1986 ho conosciuto mia moglie e per cercare di raddrizzare le statistiche, secondo le quali sono sempre le mogli a spostarsi, l’ho seguita e mi sono trasferito a Roma. Ho avuto la fortuna di approdare subito al Laboratorio di epidemiologia e biostatistica dell’Istituto superiore di sanità, dove ho passato qualche anno con varie forme di borse e contratti. Certo, a quel tempo, la precarietà era una condizione ancora ragionevolmente accettabile. Nel 1990 ho vinto un concorso come tecnico non laureato – all’epoca si chiamavano gruppi B – e da allora ho sempre lavorato nel settore della farmacoepidemiologia. Mi ci sono voluti un po’ di anni per raggiungere nel campo dell’epidemiologia la professionalità che, molto tempo prima, avevo raggiunto come istruttore di tennis. D’altra parte, in quel settore, dove avevo iniziato come raccattapalle a 8-9 anni, avevo incontrato maestri di prim’ordine, e dopo tanti anni che li aiuti a insegnare nei corsi (per bambini e per adulti), va da sé che chi sopravvive impara per forza... Dal 1998 sono diventato primo ricercatore, e così ho avuto la fortuna di continuare a fare le stesse cose di prima, ma con un aumento di stipendio (non vi immaginate chissà cosa, mi raccomando). In tutti questi anni, a parte una parentesi di comando all’AIFA dalla fine del 2005 all’estate del 2009, per seguire il programma appena avviato di finanziamento della ricerca indipendente sui farmaci, sono sempre rimasto nello stesso settore dell’ISS, che nel frattempo ha cambiato nome dal sobrio LEB all’impronunciabile CNESPS.

Francesco Trotta

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