rubrica
Epidemiol Prev 2019; 43 (2-3): 210-210
DOI: https://doi.org/10.19191/EP19.2-3.P210.066

LIBRI E STORIE. Cure primarie: esperienze di sanità pubblica

Primary care: lessons from public healthcare

  • Antonio Panti1

  1. già presidente dell’Ordine dei medici di Firenze

Riassunto:

Cure primarie e servizi territoriali è l’ultima fatica di Gavino Maciocco, che, insieme a una nutrita schiera di eccellenti collaboratori, ha affrontato questo problema fondamentale per il buon andamento della salute pubblica, sviscerandolo e mostrandolo sotto diverse angolazioni, completandolo con esperienze nazionali e internazionali.


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Cure primarie e servizi territoriali è l’ultima fatica di Gavino Maciocco, che, insieme a una nutrita schiera di eccellenti collaboratori, ha affrontato questo problema fondamentale per il buon andamento della salute pubblica, sviscerandolo e mostrandolo sotto diverse angolazioni, completandolo con esperienze nazionali e internazionali. Una pubblicazione che spicca nel vasto panorama della pubblicistica sull’organizzazione sanitaria come è oggi e come, invece, dovrebbe essere per rispondere alle esigenze della popolazione e all’imperativo della sostenibilità.
Un inno alle cure primarie che costringe ad ampliare la riflessione per porsi alcune domande: se le cure primarie sono così importanti per la tutela della salute della popolazione, perché non sono attuate completamente? Perché le inseguiamo sempre senza riuscire a riformare la sanità pubblica in ogni Paese, in modo da concretizzare i principi riaffermati ovunque? Siamo all’interno di due grandi filoni del pensiero medico, quello che ci ricorda che la tutela della salute è per sé un valore, al di là dei costi che pure non possono essere ignorati, e quello che tenta di evitare un’eccessiva medicalizzazione della società, oggi prevalente.
Maciocco elenca le questioni irrisolte: la lentezza con cui si affrontano i problemi della cronicità, la formazione universitaria ancora legata a paradigmi puramente specialistici, la medicina ferma alla centralità dell’ospedale e la mancanza dei servizi di base (il medico di famiglia, l’infermiere disponibile a casa e così via) che si sente quando ci si trova ad assistere un malato cronico. In Cure primarie e servizi territoriali si racconta di tutto questo e si portano numerosi esempi di soluzioni pratiche che dimostrano come le cure primarie siano davvero possibili.
Il messaggio che ci lascia è un invito all’impegno, rivolto a chiunque abbia a cuore la salute della gente e la lotta alle disuguaglianze per l’universalità del diritto alla tutela della salute. Un impegno non facile quando la politica sembra volgersi a un diverso welfare assistenziale, mentre gli stessi professionisti della sanità sembrano scoraggiati e amareggiati. Il gioco politico è indubbiamente pesante. Tuttavia, proprio con questa tensione dobbiamo affrontarne la lettura: come un utilissimo strumento di lavoro, un’accurata informazione sui fatti ma, più che altro, come stimolo politico a non abbandonare l’impegno per l’equità.

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