pubblicazione
Epidemiol Prev 2019; 43 (4), luglio-agosto

Epidemiologia&Prevenzione cover

Siamo felici di comunicare che E&P riceve contributi sempre più numerosi e di qualità. Per scrivere questo «Invito alla lettura», però, il criterio di selezione dei lavori da menzionare non è la qualità, ma i miei interessi e le mie curiosità.
Nei numeri scorsi la rivista ha richiamato la necessità di affrontare con sempre maggior forza i grandi temi sociali ed economici che gravano sulla salute in questo nuovo secolo; Luigi Bisanti, in un editoriale aperto a una visione internazionale, ci parla di immigrazione, anzi – come specifica l’autore – di immigrazione e di migrazioni e prospetta la necessità di un’epidemiologia che si innovi in metodologie e analisi....

Siamo felici di comunicare che E&P riceve contributi sempre più numerosi e di qualità. Per scrivere questo «Invito alla lettura», però, il criterio di selezione dei lavori da menzionare non è la qualità, ma i miei interessi e le mie curiosità.
Nei numeri scorsi la rivista ha richiamato la necessità di affrontare con sempre maggior forza i grandi temi sociali ed economici che gravano sulla salute in questo nuovo secolo; Luigi Bisanti, in un editoriale aperto a una visione internazionale, ci parla di immigrazione, anzi – come specifica l’autore – di immigrazione e di migrazioni e prospetta la necessità di un’epidemiologia che si innovi in metodologie e analisi.
Abbiamo anche rimarcato in E&P quanto fosse importante animare la discussione sugli attrezzi da lavoro per l’epidemiologo: ecco allora la rivista interloquire aprendosi su alcuni temi in attualità. Vi invito a leggere i contributi di Francesco Forastiere e Carla Ancona sulle grandi questioni della sintesi delle evidenze scientifiche e di Lorenzo Richiardi sul primato dell’ipotesi di ricerca nella valutazione degli studi. Anche i nostri studi epidemiologici, prevalentemente osservazionali, hanno valore nella graduatoria tra i diversi metodi, ci dice il primo contributo; d’altra parte, mi viene prosaicamente da pensare, gli studi osservazionali forse sono più prossimi alla realtà delle persone di quanto siano i più considerati studi clinici controllati. Questi ultimi, tra criteri di inclusione e di esclusione, portano infine a un esito in media, magari lontano da pazienti sempre più spesso portatori di una costellazione di patologie. Il secondo contributo mi richiama alla mente più studi, magari di successo, che riportano esiti su una specifica relazione tra una patologia e un fattore di rischio, studi in realtà avviati per indagare tutt’altro. Purtroppo l’informazione sull’ipotesi iniziale di ricerca di quegli studi non sempre è nota: anche per questo in una nostra discussione sulla comunicazione scientifica abbiamo pensato che i nostri lettori debbano essere sempre più precisamente informati su chi siano gli autori e sul contesto che ha originato i loro studi.
Se c’è un grande problema sanitario che l’epidemiologia moderna ha aiutato a individuare, questo è il rischio da fumo. In questo numero se ne parla in un articolo scientifico di Giuseppe Gorini et al. e nella rubrica sulla prevenzione curata da Gianluigi Ferrante e Fabrizio Faggiano. L’articolo riporta gli andamenti della pratica di tabagismo, presentando i dati in riduzione nel Paese: difficoltà nell’abbandono del fumo si riscontrano nelle classi disagiate e in molta parte del Sud. Un panorama che suggerisce dove intervenire e che fa riflettere su quanto la povertà e l’insufficiente sviluppo possano essere d’ostacolo a buone pratiche preventive. La rubrica, invece, ci informa sullo stato delle conoscenze per quanto concerne i rischi delle sigarette elettroniche: non avendo gli studi ancora chiarito se esse possano diventare almeno uno strumento per la riduzione della prevalenza di dipendenti da nicotina, dovrebbero essere considerate «alla stregua delle sigarette tradizionali», dicono gli autori, in accordo con l’OMS. Un importante tema per il Ministero della salute e per il nuovo ministro.
La rivista, che da sempre dà spazio al tema dei cambiamenti climatici in relazione all’inquinamento atmosferico, in questo numero accoglie un interessante e ben documentato intervento di Ugo Corrieri che si schiera per la salvaguardia di foreste e boschi e contro l’uso delle biomasse legnose come fonte energetica: il testo riporta dati convincenti, ma a me che nacqui ai piedi delle montagne l’abbandono del camino dà una certa sofferenza. Dovrò con gli anni farmene una ragione.
Segnalo ai lettori anche i supplementi allegati a questo numero, dedicati rispettivamente all’aggiornamento dei dati del Registro italiano fibrosi cistica e all’uso degli archivi dei dati sanitari correnti per l’identificazione dei casi di diverse patologie.
Cari lettori, non seguite solo i miei suggerimenti, c’è molto altro in questo numero.

Andrea Micheli

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