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Epidemiol Prev 2018; 42 (3-4), maggio-agosto

Epidemiologia&Prevenzione cover

Questo numero di E&P si apre con due editoriali sulle malattie cardiovascolari di Alessandro Boccanelli e di Giovanni Gallotta e Rino Panico. Gli epidemiologi rimasti ai classici studi Seven Country o Framingham sulla frequenza e sui fattori di rischio della malattia coronarica sono invitati a tenere in considerazione i cambiamenti epidemiologi delle malattie cardiache, l’attuale importanza dello scompenso cardiaco e della fibrillazione atriale, e la necessità della valutazione integrata del paziente anziano con multimorbosità. Questa evoluzione dell’epidemiologia delle malattie cardiovascolari, frutto anche di...

Questo numero di E&P si apre con due editoriali sulle malattie cardiovascolari di Alessandro Boccanelli e di Giovanni Gallotta e Rino Panico. Gli epidemiologi rimasti ai classici studi Seven Country o Framingham sulla frequenza e sui fattori di rischio della malattia coronarica sono invitati a tenere in considerazione i cambiamenti epidemiologi delle malattie cardiache, l’attuale importanza dello scompenso cardiaco e della fibrillazione atriale, e la necessità della valutazione integrata del paziente anziano con multimorbosità. Questa evoluzione dell’epidemiologia delle malattie cardiovascolari, frutto anche di interventi di prevenzione e di cura, rende necessari interventi diagnostici e terapeutici più complessi, che hanno bisogno dell’integrazione di discipline diverse. Questo sguardo capace di vedere l’influenza dei mutamenti epidemiologici sugli sviluppi di una specialità come la cardiologia può stimolare la valutazione critica di altre discipline mediche, come l’oncologia e la pneumologia.

La penna appuntita di Rodolfo Saracci ci porta con «Il Sestante» alle minacce reali della politica del presidente statunitense Trump sulle questioni ambientali. Non solo si nomina un direttore dell’EPA che nega i cambiamenti climatici (Scott Pruitt che, mentre scriviamo questa nota, si è dimesso a causa di scandali), non solo si sostituisce il chair del comitato scientifico dell’EPA con un personaggio vicino all’industria, ma in nome della “trasparenza” si propone che d’ora in avanti per le valutazioni tecniche vengano presi in considerazione solo gli studi pubblicati che mettono a disposizione «i dati e i modelli di analisi dei singoli studi». Proposta che a parole suona bene, ma nella realtà rischia di delegittimare l’evidenza scientifica prodotta fin qui.

Sandro Colombo e Francesco Cecchi ci presentano uno spaccato dell’epidemiologia in tempo di crisi umanitarie, frutto della loro lunga esperienza professionale. Questa epidemiologia, lontana dai record-linkage e dal computer, deve affrontare la difficoltà di formulare ipotesi, raccogliere dati, progettare studi e fornire raccomandazioni dove guerre e disastri hanno portato morte e disperazione. La crisi della relazione tra evidenza tecnica e decisione politica è insanabile anche per gli “epidemiologi scalzi” nei luoghi dell’aiuto umanitario.

Nella sessione «Strumenti e Metodi», Paolo Bruzzi e Giuseppe Traversa illustrano i punti di forza e i limiti degli “studi adattativi” per la valutazione della efficacia dei farmaci: anche i clinical trial si modificano!

Segue il fresco aggiornamento dei giovani AIE sul convegno di Primavera della Associazione: precariato e big data. Quest’ultimo è un tema dei nostri tempi, una sfida rilevante per l’epidemiologia con due esiti possibili: la capacità egemonica della nostra disciplina o la rovinosa disfatta davanti alle incontrollate magnifiche sorti e progressive delle 5 V (volume, velocità, varietà, viralità e variabilità).

Botta e risposta sul tema vaccini – alternativa tra obbligo e programmi di sanità pubblica – che vede a confronto le lettere di Massimo Valsecchi, Sandro Cinquetti e Antonio Ferro da un lato e Stefania Salmaso dall’altro; il tema si ripropone in tutta la sua attualità, ma la discussione potrebbe durare all’infinito in assenza di studi programmati sull’efficacia comparativa. Attività fisica, obesità, sistema informativo HIV sono tra gli articoli scientifici, temi ripresi nella rubrica «Parole in Cambiamento» di Andrea Micheli. E poi tanto altro, difficile nominare tutti, da Toxic bios in «Epichange» a molte rubriche per tenere questa estate i lettori di EP occupati e divertiti. Ne segnalo due: il racconto di Valentina Bollati e Federica Rota su come i primi 1.000 giorni dal concepimento siano importanti per la salute futura del bambino e dell’adulto, e il contributo di Anteo Di Napoli che ci ricorda che «la salute dei lavoratori immigrati è lo specchio di quella dei diritti del Paese»: si parla di infortuni sul lavoro in questo caso, ma la nostra mente va a molto altro.

Buona lettura!

Francesco Forastiere

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