pubblicazione
Epidemiol Prev 2017; 41 (1), gennaio-febbraio

Epidemiologia&Prevenzione cover

Il primo numero dell’anno di E&P è sempre importante, perché abbozza il percorso dei mesi successivi. Questo in più segna un cambiamento, il passaggio a una nuova direzione collaborativa della rivista, a nuove prospettive, a nuovi interlocutori. Una sfida per noi che l’abbiamo accettata e per l’epidemiologia italiana che questa rivista alimenta e da cui è nutrita.
Tanti i temi che si affrontano in questo numero, tra epidemiologia e sanità pubblica, con il ricordo di Giulio A. Maccacaro da parte di Enzo Ferrara, una pagina che ci porta con tenerezza all’attivismo degli anni Sessanta e ci stimola nel nostro tormentato oggi.
Paolo Vineis con un puntuto e...

Il primo numero dell’anno di E&P è sempre importante, perché abbozza il percorso dei mesi successivi. Questo in più segna un cambiamento, il passaggio a una nuova direzione collaborativa della rivista, a nuove prospettive, a nuovi interlocutori. Una sfida per noi che l’abbiamo accettata e per l’epidemiologia italiana che questa rivista alimenta e da cui è nutrita.
Tanti i temi che si affrontano in questo numero, tra epidemiologia e sanità pubblica, con il ricordo di Giulio A. Maccacaro da parte di Enzo Ferrara, una pagina che ci porta con tenerezza all’attivismo degli anni Sessanta e ci stimola nel nostro tormentato oggi.
Paolo Vineis con un puntuto e argomentato editoriale sfida i tossicologi che hanno firmato un testo per la “precauzione nell’applicazione del principio di precauzione” dimostrando in modo ineccepibile come tale cautela non si basi su fondamenti scientifici ma non faccia altro che portare acqua a interessi industriali. D’altronde, lo stesso civilissimo Canada ha solo di recente preso la decisione di cessare la produzione di amianto crisotilo dopo aver nascosto e tentato di occultare le prove della nocività di questo minerale (altro che principio di precauzione!): è la storia della battaglia contro la scienza corrotta illustrata da Benedetto Terracini (pagina 11-12).
Di epidemie si parla nel bell’editoriale di Ippolito e Bordi che fa il punto sulla vicenda Zika virus di cui tanto abbiamo sentito parlare nei mesi precedenti le Olimpiadi brasiliane 2016. L’attenzione si è spenta dopo le polemiche sull’operato dell’OMS e il dibattito sul nesso di causalità tra infezione in gravidanza e microcefalia e sul caos dei test diagnostici; non cessa peraltro il timore della diffusione di patologie infettive che la globalizzazione e i cambiamenti climatici possono portare. Anche l’articolo di Gorini et al. parla di epidemia in merito alla diffusione di “prodotti insalubri” che l’industria ci propone – fumo, alcol, bevande zuccherate, cibi preconfezionati ad alto potere calorico e ricchi di sale. Prodotti la cui circolazione è favorita dagli automatismi che la pubblicità riesce a creare negli individui e dall’inerzia e connivenza dei sistemi autorizzativi. Quali i provvedimenti, quali gli interventi e le iniziative possibili?, si chiedono Gorini et al.
Su un tema contiguo, i lettori vengono messi al corrente della prima applicazione in Italia della metodologia del Global burden of disease per valutare l’impatto dei fattori comportamentali sulla mortalità per tumori (Battisti et al.) Lavoro rilevante per metodi e risultati, che andrebbe opportunamente diffuso tra i decisori; forse si sapeva che circa il 38% dei decessi per tumore è prevenibile (66,000 decessi l’anno), forse si poteva intuire che buona parte di questi casi sono dovuti proprio a quelle sostanze che l’industria propone (e l’individuo accetta), ma probabilmente non si immaginava che le Regioni campioni “per tumori attribuibili ai fattori comportamentali” fossero Campania e Lazio. A che punto sono le stesse Regioni nell’avvio di interventi di prevenzione “evidence- based”?
E poi, il nudging. Parola difficile, entrata nel gergo di recente a indicare modalità alternative alle prescrizioni per orientare i comportamenti sanitari. E’ il caso dello screening per il tumore della mammella discusso in un provocatorio articolo di Maria Chiara Tallacchini nella sezione Epi-Change.
Infine, questo numero di E&P veicola anche un supplemento, un manuale preparato dal Gruppo italiano screening del cervicarcinoma per il calcolo e l’interpretazione degli indicatori di monitoraggio dei programmi di screening della cervice uterina che utilizzano il test HPV primario.

Buona lettura e buona E&P

Francesco Forastiere, Andrea Micheli, Maria Luisa Clementi

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