intervento
Epidemiol Prev 2020; 44 (1): 84-88
DOI: https://doi.org/10.19191/EP20.1.A002

La biopsia liquida quale segnale di progressione tumorale nel carcinoma polmonare: potenziale di intervento in prevenzione terziaria

Liquid biopsy as indication of tumour progression in lung cancer: a potential intervention in tertiary prevention

  • Umberto Malapelle1

  • Francesco Pepe1

  • Pasquale Pisapia1

  • Ilaria Loperto1

  • Marina Silvia Scamardo1

  • Rosanna Egidio1

  • Teresa De Pascale2

  • Adriano De Vita2

  • Maria Triassi1

  • Giancarlo Troncone1

  • Fabiana Rubba1

  1. Dipartimento di sanità pubblica, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Napoli
  2. Presidio ospedaliero “San Luca”, Vallo della Lucania (Salerno)
Fabiana Rubba -

Riassunto:

La biopsia liquida è un semplice prelievo di sangue venoso sul quale possono essere eseguite analisi molecolari quando non è possibile disporre di tessuto tumorale. La recente scoperta di alterazioni genetiche che causano in alcuni casi la progressione tumorale ha portato alla formulazione di terapie a bersaglio molecolare che nascono dalla valutazione di precisi target molecolari. Il fatto che i tumori non raggiungano mai una completa stabilità molecolare nel tempo determina che possano sviluppare resistenze anche alle terapie target. L’individuare cosa succede nel tumore attraverso una nuova biopsia è un importante snodo decisionale dei percorsi di cura. Quando non sia possibile effettuarla per una serie di motivi (difficile accesso alla lesione, presenza di altre patologie invalidanti, soprattutto in pazienti anziani, rifiuto da parte del paziente eccetera), la biopsia liquida può rappresentare una soluzione.
Lo studio qui presentato è mirato a valutare il potenziale della biopsia liquida non come test di popolazione, ma come test predittivo di progressione tissutale e, secondo un disegno di screening bilanciato di prevenzione terziaria, quale indicatore decisionale nel percorso di cura. Sono stati analizzati i casi relativi a 5 anni di attività per quanto attiene alla diagnostica molecolare con biopsia liquida eseguiti nel Laboratorio di diagnostica predittiva dell’Azienda ospedaliera universitaria “Federico II” di Napoli, hub della diagnostica e screening di terzo livello della rete oncologica regionale campana. Dopo revisione del database, a partire da una popolazione di 900 pazienti ambulatoriali, sono stati eletti per l’analisi campioni di plasma o sangue provenienti dai pazienti seguiti nell’ambito del percorso multidisciplinare di presa in carico. I casi scartati non apparivano completi alla registrazione. I dati di laboratorio sono stati raccolti in un database utilizzando il software SPSS. Sono stati effettuati test non parametrici per valutare le differenze nel gruppo dei pazienti wild type rispetto a quelli con mutazioni. Con un modello di regressione logistica binaria, è stato anche analizzato l’effetto dell’età e del genere, oltre che delle mutazioni sulla progressione tumorale. I risultati della revisione riguardano 515 casi totali (274 uomini e 241 donne). L’età media dei pazienti è di 66,3 anni, mente il 25° percentile era pari a 59 anni. I casi sono stati catalogati come segue: 221 come basali, 294 in progressione. Le mutazioni rilevate sono state 131 da diversi tipi di carcinomi polmonari; i pazienti wild type sono risultati 384. I test non parametrici hanno dimostrato una differenza significativa tra il gruppo basale e quello con mutazioni rispetto alla presenza di progressione tumorale. I casi con mutazione, come atteso, hanno un odds ratio di 4,15 (IC95% 2,7-6,3) rispetto ai basali di avere un profilo di progressione tumorale. Lavorare sui dati della casistica, precisando le caratteristiche dei pazienti con mutazioni, fornirà una stima ulteriore, permettendo la definizione di disegni di screening di terzo livello nell’ambito della rete oncologica.

Abstract:

In the era of personalised therapies, liquid biopsy is considered an important diagnostic tool in the clinical management of cancer patients. Tissue specimen represents the gold standard for molecular evaluation of specific gene targets alterations that lead cancer patients to benefit of a “tailed therapy” based on molecular features of the tumour. This innovative source of nucleic acids was introduced in clinical setting only for non-small-cell lung cancer (NSCLC) patients to test epidermal grow factor receptor (EGFR) mutations when tissue is not available for a number of reasons (difficult access to the lesion, the presence of other disabling pathologies, especially in elderly patients, rejection by the patient, etcetera) or to monitor acquired resistance mutation after a first line of treatment. The present study aimed at assessing the diagnostic potential of liquid biopsy in balanced tertiary screening modelling. The cases relating to 5 years of activity regarding to molecular diagnostics performed on liquid biopsy specimens in the Predictive diagnostic laboratory of the University hospital “Federico II” of Naples (Campania Region, Southern Italy) were reviewed.
Laboratory data were collected through the software SPSS. Non-parametric analysis was performed in order to test the differences between “wild type” patients or not. A multivariate logistic model was performed in order to assess the effect of mutation, age, and gender on the tumour progression. The results of the revision concern 515 total cases (almost of all plasma or peripheral blood), which allowed to evaluate the liquid biopsies for women and men. The average age of the patients is 66.3 years, and the 25° percentile is 59 years. The cases are: 221 basal and 294 by progression. The cases with mutation, as expected, have an odds ratio of 4,15, compared to the basal, to have a tumour progression (95%IC 2,7-6,3), regardless of gender and age. The detected mutations were 131 from different types of pulmonary carcinomas. Working on case data, specifying the characteristics of the patients with mutations will drive a further estimate in tertiary prevention screening designs.


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