supplemento
Epidemiol Prev 2017; 41 (3-4): 18-25
DOI: https://doi.org/10.19191/EP17.3-4S1.P018.061

Capitolo 3: La prevenzione dei tumori femminili nelle donne immigrate residenti in Italia

Cervical and breast cancer screening among immigrant women resident in Italy

  • Lisa Francovich1

  • Anteo Di Napoli2

  • Paolo Giorgi Rossi3,4

  • Lidia Gargiulo1

  • Barbara Giordani5

  • Alessio Petrelli2

  1. Istituto nazionale di statistica (Istat), Roma
  2. Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (INMP), Roma
  3. UOC epidemiologia AUSL Reggio-Emilia
  4. IRCCS Arcispedale Santa Maria Nuova, Reggio Emilia
  5. Servizio epidemiologia ASL TO3, Regione Piemonte, Torino
Lisa Francovich -

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OBIETTIVI: confrontare l’andamento della copertura per Pap test e mammografia nel 2005 e nel 2013 tra donne italiane e immigrate residenti in Italia e valutare i fattori associati alla probabilità di aver fatto il test nei tempi raccomandati tra le donne immigrate.
DISEGNO
: studio trasversale condotto con i dati delle Indagini Multiscopo “Salute e ricorso ai servizi sanitari” 2005 e 2013 dell’Istat.
SETTING E PARTECIPANTI
: sono state incluse nello studio le donne in fascia di età target per il Pap test (25-64 anni: n. 32.831) e per la mammografia (50-69 anni: n. 16.459). Sono definite “immigrate” le donne con cittadinanza straniera, residenti in Italia.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME
: sono stati calcolati: i tassi di prevalenza standardizzati per età di donne che dichiarano di aver fatto ricorso «almeno una volta nella vita» al test di prevenzione in assenza di sintomi; la «copertura» per ciascun test, cioè la percentuale di donne che ha dichiarato il ricorso ad almeno un Pap test in assenza di sintomi nei tre anni precedenti l’intervista e ad almeno una mammografia in assenza di sintomi nei due anni precedenti. Attraverso modelli di regressione logistica stimati sulle donne immigrate è stata valutata l’associazione tra gli indicatori di «copertura » e alcuni fattori demografici, socioeconomici, di stili di vita e di uso dei servizi sanitari.
RISULTATI
: sia nel 2005 sia nel 2013, il ricorso alla prevenzione dei tumori femminili era più elevato tra le donne italiane rispetto alle immigrate, ma il divario si è ridotto nel 2013 in particolare per il Pap test, per effetto del maggior incremento dei tassi di copertura tra le immigrate rispetto alle italiane. Tale incremento ha un andamento differenziato sul territorio: è particolarmente marcato nel Nord-Est (+26,4%) e nel Centro (+26,4%), mentre nel Sud e Isole si osserva un incremento maggiore per le italiane. All’aumentare degli anni di permanenza in Italia per le donne straniere aumenta la quota di copertura sia per il Pap test sia per la mammografia. Per il Pap test tra le donne immigrate (n. 2.601) i livelli di copertura sono più elevati tra chi ha fatto almeno una visita di prevenzione nell’ultimo mese (OR: 2,13), ha un partner italiano (OR: 1,72), risiede in Italia da almeno 13 anni, è laureata (OR: 1,87), giudica ottime o adeguate le proprie risorse economiche (OR: 1,39), proviene dal continente americano (68% in più rispetto alle africane). Per quanto riguarda invece i livelli relativi alla mammografia tra le immigrate (n. 636), risultano più elevati tra chi si è sottoposto a visite mediche di prevenzione (OR: 3,35), ha un livello di istruzione elevato (OR: 2,51) o risorse economiche ottime o adeguate (OR: 1,75).
CONCLUSIONE
: il nostro studio evidenzia una situazione sfavorevole all’accesso alla prevenzione oncologica da parte delle donne immigrate, analogamente con quanto osservato in precedenti studi italiani e di altri Paesi industrializzati, anche con storia di immigrazione più consolidata. Nel Sud lo svantaggio rispetto al resto del Paese è molto forte anche per le italiane, suggerendo che laddove l’offerta dei test di screening è più efficace e l’accessibilità migliore per le donne italiane lo è anche per le donne immigrate. La riduzione delle differenze fra italiane e immigrate nel periodo considerato, l’aumento dei livelli di copertura per le donne che risiedono in Italia da più tempo e che hanno un partner italiano, suggeriscono un effetto positivo dell’integrazione, seppur eterogeneo rispetto all’area di provenienza.

Parole chiave: prevenzione, disuguaglianze, immigrati, cancro al seno, cancro della cervice uterina.

OBJECTIVES: to compare Pap test and mammography uptake in 2005 and 2013 between Italian and immigrant women residing in Italy and to evaluate factors associated with probability of being up-to-date with screening testing in immigrant women.
DESIGN: cross-sectional study based on data of “Multipurpose survey on health and use of health services” conducted in 2005 and 2013 by the Italian National Institute of Statistics (Istat).
SETTING AND PARTICIPANTS
: the analysis includes the interviews of women included in the target age group for Pap test (25-64 years: No. 32,831) and mammography (50- 69 years: No. 16,459). Women resident in Italy with foreign citizenship are defined as “immigrants”.
MAIN OUTCOME MEASURES
: standardized prevalence rates of women self-reporting having had a Pap test and a mammography in the absence of symptoms “at least once in a lifetime”; standardized prevalence ratio of up-to-date test uptake according to recommendation, i.e., in the last three years for Pap test and two years for mammography. A logistic regression model has been built to evaluate the association between up-to-date test uptake and demographic, socioeconomic, behavioural, and health service utilization factors in immigrant women.
RESULTS
: prevalence of Pap test and mammography uptake was lower in immigrants, both in 2005 and 2013. This difference reduced in 2013 due to a stronger increase in immigrants than in Italians, except for mammography. The increase in Pap test uptake among immigrant women was stronger in North-Eastern (+26,4%) and Central Italy (+26,4%), while in Southern Italy and in the Islands the increase was stronger among Italian women. Test uptake in immigrants increases with longer length of stay in Italy for both tests. Among immigrants (No. 2,601), Pap test uptake was higher in women who: had a preventive examination in the previous month (OR: 2.13); have an Italian partner (OR: 1.72); have been staying in Italy for more than 13 years; are graduated (OR: 1.87); perceive their economic resources as adequate or optimal (OR: 1.39); come from the Americas (68% more if compared to Africans). As regards mammography uptake in immigrants (No. 636), associated factors are: having had a preventive examination in the previous month (OR: 3.35); having high educational level (OR: 2.51); perceiving economic resources as adequate or optimal (OR: 1.75).
CONCLUSION
: this study shows that there is a lower screening uptake in immigrant women, as observed in other studies conducted both in Italy and in industrialized Countries, even with longer history of immigration. In the South of Italy, the uptake is very low also for Italian women, with prevalence lower than immigrants in Northern Italy. This phenomenon suggests that high accessibility to screening facilities is effective in increasing uptake in both Italian and immigrant women. The decreasing trend in differences with longer lengths of stay, the improvement in 2013 compared to 2005, and the advantage of women with Italian partners suggest a positive effect of integration on preventive behaviours, even if there are differences between immigrants’ areas of origin.

Keywords: prevention, inequalities, immigrants, breast cancer, cervical cancer.