attualita
Epidemiol Prev 2012; 36 (3 EPdiMezzo): 4-4

Per una comunicazione corretta ed efficace

  • Paola Michelozzi1

  • Carla Ancona1

  1. Dipartimento di epidemiologia del SSR, ASL RME, Regione Lazio

Comunicare di più e meglio, questa la decisone emersa dalla riunione promossa dall’Associazione italiana di epidemiologia e dall’editore Inferenze lo scorso 3 maggio a Bologna (e trasmessa in diretta su questo sito). L’impegno si concretizzerà nella produzione di position statement che permetteranno agli epidemiologi di esprimere il proprio punto di vista su temi scientifici di grande attualità e interesse generale, assumendo la responsabilità di una presa di posizione anche quando ciò comporti ricadute sociali importanti.

Non solo ambiente

Il 3 maggio 2012 si è tenuta a Bologna, presso la sede della Regione Emilia Romagna «Una discussione con i soci per un’agenda di impegni AIE sui temi ambientali, per una corretta comunicazione». Il riferimento all’ambiente contenuto nel titolo non deve trarre in inganno: la segreteria AIE non intendeva promuovere una discussione “settoriale”, ma al contrario  sollevare la questione generale del ruolo che l’AIE può svolgere a supporto di una corretta ed efficace comunicazione sui risultati della ricerca epidemiologica, argomento da sempre al centro della discussione tra epidemiologi che operano in ambiti diversi.

L’esigenza è nata a partire dagli epidemiologi ambientali che hanno sollecitato una maggiore presenza dell’AIE e un maggiore impegno dell’Associazione per “fare informazione” su alcuni temi rispetto ai quali recentemente c’è stato dibattito in ambito scientifico e hanno avuto ampio risalto sui media, come il processo Eternit di Casale Monferrato, lo studio Interphone e la valutazione IARC sull’uso dei telefoni cellulari, le politiche di smaltimento dei rifiuti, la scelta di siti per nuove discariche, le valutazioni di impatto in popolazioni esposte a inquinanti industriali (come Gela o Taranto).

Le urgenze

Alla fine della riunione è stato stilato un elenco di temi ambientali “urgenti” sui quali l’AIE dovrà prendere posizione per il prossimo futuro. I temi indicati sono molti:

  • l’inquinamento dell’aria nelle aree urbane e la revisione degli standard di qualità dell’aria per 2013,
  • l’esposizione a rumore nelle aree urbane,
  • le politiche per la gestione dei rifiuti (discariche ed Inceneritori),
  • il risanamento delle aree italiane ad elevato rischio ambientale,
  • l’inquinamento da Asbesto ed il risanamento ambientale,
  • l’arsenico nelle acque potabili (deroga direttiva 98/83/EC) e i rischi per la salute,
  • i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi che ne derivano, incluse le scelte energetiche e loro impatto ambientale e sanitario,
  • l’esposizione a radiofrequenze e il rischio associato all’ uso telefoni cellulari.

 

Approccio intersettoriale ed equità al primo posto

Tutti i partecipanti hanno tuttavia sottolineato come una visione monotematica e monodisciplinare non abbia oggi più senso; i problemi sono interconnessi e gli interventi per promuovere la salute riguardano settori diversi, come quello • dei trasporti, • delle scelte energetiche, • dell’agricoltura, • dell’industria. “Salute in tutte le politiche” significa azioni coordinate per abbattere i rischi per la salute che derivano dai grandi cambiamenti in corso: demografici, economici, sociali, del clima e dell’ambiente . Molti dei partecipanti hanno sottolineato poi come ciò debba essere fatto mettendo al primo posto il tema dell’equità, quindi con una particolare attenzione ai gruppi sociali più deboli.

Con quali strumenti?

Un aspetto cruciale è quali debbano essere gli strumenti che l’AIE può utilizzare, anche con l’aiuto di comunicatori in ambito scientifico, per tradurre i risultati della ricerca epidemiologica in un linguaggio chiaro per chi deve prendere decisioni, per chi fa informazione, per ridurre il divario che esiste tra chi produce sapere scientifico, chi fa scelte politiche e i cittadini.

Si è sottolineato che i rischi per la salute (a volte conoscibili e prevedibili) sono resi noti dai media solo quando fanno sensazionalismo, in condizioni di emergenza, quando il rischio per la popolazione diventa pericolo reale, e ciò altera la percezione del rischio da parte della comunità locale. Si è sottolineato inoltre come spesso ci si trovi a dover prendere posizione e fare informazione in condizioni di grande incertezza. Inoltre in epidemiologia il rischio viene espresso come probabilità, spesso tradotta in presenza o assenza del rischio. Probabilità molto basse diventano “certezza” e sopravvalutazione del rischio. La cattiva comunicazione molto spesso altera la percezione del rischio spingendo a posizioni di catastrofistiche da una parte e negazioniste dall’altra.

Comunicare con la società

Da sempre l’AIE si impegna a stimolare la comunicazione tra i vari settori nel mondo scientifico, ma a Bologna ci si è domandato se non ci si debba sforzare di migliorare la capacità di parlare alla società, per condividere i percorsi della conoscenza e i risultati della nostra ricerca. In assenza di una “governance” ben definita e funzionante, di decisori attenti alle conseguenze delle decisioni adottate, le scelte vengono prese come risultato di una complessa interazione tra:

  • conoscenze
  • interessi
  • risorse economiche da investire
  • spinte sociali legate alla percezioni del rischio da parte della comunità.

 

All’interno di queste dinamiche una corretta informazione a tutti i livelli riveste un ruolo fondamentale. Interessare il pubblico generale con messaggi corretti, semplici e chiari, significa aumentarne la consapevolezza; sempre  più spesso le persone sono chiamate a prendere posizione e ad adottare comportamenti su questioni rispetto alle quali i risultati della  ricerca epidemiologica possono avere molta influenza. Il cittadino comune è sempre di più un soggetto in grado di comprende e di scegliere i propri stili di vita, le cure sanitarie, le politiche ambientali e gli interventi di prevenzione da sostenere. Fare informazione per aumentare la consapevolezza da parte dei cittadini significa aumentare il community empowerment, richiamato più volte dall’Organizzazione mondiale della sanità, per stimolare azioni volte a limitare i fattori di rischio, a migliorare la qualità della vita, a promuovere equità sociale e la sostenibilità del sistema.

In modo nuovo

Il primo impegno  da parte della segreteria AIE sarà di curare la produzione di position statement  con il coinvolgimento di volta in volta di un gruppo di esperti per ogni tema.

I grandi cambiamenti sociali e ambientali, come i cambiamenti del clima, implicano la necessità di utilizzare modelli complessi e un approccio multisettoriale, capace di cogliere i nessi tra le diverse componenti; saranno fatti sforzi per migliorare la capacità di promuovere l’interrelazione tra discipline diverse per analizzare le interazioni dinamiche tra i sistemi, sociali ed economici, ambientali e di salute.

Dovremo però essere aperti e sforzarci di acquisire nuove capacità di comunicare rispetto al canale tradizionale costituito dal linguaggio verbale; l’uso di nuovi canali comunicativi (immagini, strumenti multimediali, internet) possono potenziare le capacità di divulgazione dei risultati scientifici migliorando anche la capacità di gestire la complessità.

 

Paola Michelozzi
Carla Ancona

per la Segreteria AIE

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