articolo scientifico
Epidemiol Prev 2011; 35 (3-4): 188-199

Telefoni mobili e tumori alla testa: è tempo che i dati vengano letti e valorizzati correttamente

Mobile phones and head tumours: it is time to read and highlight data in a proper way

  • Angelo Gino Levis1,5

  • Nadia Minicuci2

  • Paolo Ricci3 

  • Valerio Gennaro4,5

  • Spiridione Garbisa1

  1. Dipartimento scienze biomediche, Università di Padova, Italia
  2. CNR, Istituto neuroscienze, Padova, Italia
  3. Osservatorio epidemiologico, ASL Provincia Mantova, Italia
  4. Dipartimento epidemiologia e prevenzione, IST, Genova, Italia
  5. CTS/ISDE-Italia
Spiridione Garbisa - Spiridione Garbisa, Dipartimento scienze biomediche sperimentali, viale G. Colombo 3, 35121 Padova e-mail: garbisa@unipd.it

Cosa si sapeva già

  • Il sospetto che l'uso prolungato dei telefoni mobili (TM) aumenti il rischio di tumori alla testa è alimentato dai dati epidemiologici di Hardell e dai dati sperimentali che ne supportano la plausibilità biologica del meccanismo di azione oncogenetico. Tuttavia i dati "negativi" – o comunque pubblicizzati come rassicuranti – del progetto Interphone e altri dati, sostenuti dall'interpretazione che ne viene data dalle Commissioni e Agenzie internazionali e nazionali deputate alla tutela della salute, ha reso finora confuso il quadro sull'argomento, impedendo di fatto l'adozione di qualsiasi disposizione cautelativa e persino la pubblicizzazione di alcune semplici norme di autotutela basate sull'uso prudenziale dei TM.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • L'analisi comparata dei risultati di Hardell versus quelli dell'Interphone e di altri autori ha permesso di evidenziare l'affidabilità della metodologia dei risultati del primo, e una serie di limiti, errori e condizionamenti dellametodologia e dei risultati dei secondi. E' possibile che la natura dei finanziamenti – solo pubblici per i lavori di Hardell, e invece in larga prevalenza dalle compagnie di telefonia mobile per quelli dell'Interphone e di altri autori – abbia condizionato i diversi protocolli, i relativi risultati e la loro interpretazione. In ogni caso, se l'analisi dei dati sul rischio dei tumori alla testa conseguente all'uso di TM (cellulari e cordless) è ristretta a tempi di latenza e di utilizzo dei TM compatibili col tempo di sviluppo dei tumori in esame (≥ 10 anni), e se si tiene conto della localizzazione ipsilaterale quasi esclusiva dei tumori rispetto all'irradiazione da parte dei TM, i risultati di entrambi i gruppi mostrano un aumento consistente (≥ 100%) e statisticamente significativo del rischio di tumori al cervello (gliomi -in particolare astrocitomi- e meningiomi), al nervo acustico (neuromi) e alla parotide. Il rischio è maggiore nelle fasce più giovani di età e nelle aree scarsamente fornite di ripetitori per i TM, dove l'emissione dei cellulari è particolarmente elevata. Questo quadro è ormai sufficientemente chiaro per richiedere una riduzione dei limiti di esposizione e misure precauzionali, anche volontarie (prudent avoidance), nell'utilizzo dei TM.

Riassunto:

Le incertezze scientifiche sulla possibile relazione tra uso di telefoni mobili (TM: cellulari analogici e digitali, e cordless) e aumento del rischio di tumori alla testa per essere risolte hanno bisogno di un confronto critico dei risultati dei vari studi sull’argomento, basato sull’identificazione e il rispetto dei parametri metodologici specifici del tema in oggetto. I risultati degli studi diHardell e coll. rispettano tali parametri ed evidenziano, dopo latenze o esposizioni ≥ 10 anni ai TM, aumenti statisticamente significativi (s.s.) e consistenti (≥ 100%) del rischio di tumori maligni (gliomi) e benigni (meningiomi) al cervello e di tumori benigni al nervo acustico (neuromi), ristretti sul lato della testa sul quale abitualmente viene utilizzato il telefono (tumori ipsilaterali), che è il solo significativamente irradiato. Al contrario, i risultati degli autori che fanno capo al Progetto Interphone – e anche altri – non rispettano tali parametri e sono caratterizzati da una sottostima del rischio di tumori dopo uso dei soli cellulari (non cordless). Tuttavia, se si estrapolano dai lavori dell’Interphone i dati relativi ai soli tumori ipsilaterali nei soggetti con tempo di latenza o d’uso dei TM≥ 10 anni, anche i risultati di questo studio evidenziano un aumento s.s. del rischio di tumori alla testa (gliomi, neuromi e tumori alla parotide). Un aumento s.s. di questi tumori è confermato anche dai risultati dellemetanalisi diHardell e di altri autori, basate sui dati – compresi quelli dell’Interphone – relativi solo ai tumori ipsilaterali in soggetti con ≥ 10 anni di esposizione o di latenza ai TM.

Parole chiave: telefoni mobili, tumori, studi epidemiologici, bias, conflitti di interesse.

Abstract:

The uncertainty about the relationship between the use of mobile phones (MPs: analogue and digital cellulars, and cordless) and the increase of head tumour risk can be solved by a critical analysis of the methodological elements of both the positive and the negative studies. Results by Hardell indicate a cause/effect relationship: exposures for or latencies from ≥ 10 years to MPs increase by up to 100% the risk of tumour on the same side of the head preferred for phone use (ipsilateral tumours) – which is the only one significantly irradiated – with statistical significance for brain gliomas, meningiomas and acoustic neuromas. On the contrary, studies published under the Interphone project and others produced negative results and are characterised by the substantial underestimation of the risk of tumour. However, also in the Interphone studies a clear and statistically significant increase of ipsilateral head tumours (gliomas, neuromas and parotid gland tumours) is quite common in people having used MPs since or for ≥ 10 years. And also the metaanalyses by Hardell and other Authors, including only the literature data on ipsilateral tumours in people having usedMPs since or for ≥ 10 years – and so also part of the Interphone data – still show statistically significant increases of head tumours.

Keywords: mobile phones, tumours, epidemiological studies, bias, conflicts of interest.


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