articolo scientifico

Ritardi maturati dai programmi di screening oncologici ai tempi del COVID-19 in Italia, velocità della ripartenza e stima dei possibili ritardi diagnostici

Oncological organized screening programmes in the COVID-19 era: an Italian survey on accrued delays, reboot velocity, and diagnostic delay estimates

  • Paola Mantellini1

  • Francesca Battisti1

  • Paola Armaroli2

  • Pamela Giubilato2

  • Leonardo Ventura3

  • Manuel Zorzi4

  • Jessica Battagello4

  • Priscilla Sassoli de Bianchi5

  • Carlo Senore2

  • Marco Zappa3

  1. SC screening e prevenzione secondaria, Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica, Firenze
  2. SSD epidemiologia e screening, Centro di prevenzione oncologica, Azienda ospedaliero-universitaria città della salute e della scienza di Torino
  3. SC epidemiologia clinica e di supporto al governo clinico, Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica, Firenze
  4. Registro tumori del Veneto, Azienda zero, Padova
  5. Servizio prevenzione collettiva e sanità pubblica, Direzione generale cura della persona, salute e welfare, Regione Emilia-Romagna, Bologna
Francesca Battisti -

Cosa si sapeva già

  • Lo screening oncologico organizzato è un livello essenziale di assistenza (LEA) il cui monitoraggio annuale è affidato all’Osservatorio nazionale screening.
  • Negli ultimi anni si è osservato un progressivo miglioramento dei livelli di copertura. Permane un gradiente geografico con la maggior parte delle Regioni del Sud Italia, che presentano un’offerta non ottimale e una scarsa adesione.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • Si monitora l’andamento dei programmi di screening oncologico durante l’emergenza sanitaria indotta da COVID-19.
  • Nel periodo gennaio-maggio 2020, per tutti e 3 i programmi di screening si registra una contrazione del numero di test effettuati di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • Sono anche fornite le stime relative al numero di lesioni che potranno subire un ritardo diagnostico.

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Riassunto:

OBIETTIVI: descrivere l’andamento dei programmi di screening oncologico organizzato sul territorio nazionale durante l’emergenza COVID-19; fornire le stime delle diagnosi di lesioni maligne o pre-maligne che subiranno un ritardo diagnostico a causa del rallentamento delle attività di screening.
DISEGNO:
survey quantitativa con raccolta di dati aggregati per singola Regione e complessivamente per l’Italia relativi a test di screening effettuati nel periodo gennaio-maggio 2020 a confronto con quelli dello stesso periodo del 2019; stima dei ritardi diagnostici a partire dal calcolo del tasso di identificazione medio degli ultimi 3 anni disponibili (specifico per Regione).
SETTING E PARTECIPANTI:
programmi italiani di screening oncologico organizzato. I dati sono relativi ai test effettuati nella popolazione target per lo screening dei tumori della mammella (donne 50-69 anni), della cervice uterina (donne 25-64 anni) e del colon retto (donne e uomini 50-69 anni).
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
il ritardo cumulato (in numeri assoluti e in percentuale) nel periodo gennaio-maggio 2020 rispetto allo stesso periodo 2019, per Regione; la differenza di test di screening (in numero assoluto e in percentuale) eseguiti del mese di maggio 2020 rispetto a maggio 2019; la stima del numero di lesioni diagnosticate in meno rispetto al 2019 con relativi intervalli di confidenza al 95%; i “mesi standard” di ritardo (proporzione di test in meno effettuati da gennaio a maggio 2020 per il numero corrispondente di mesi).
RISULTATI:
hanno aderito 20 Regioni/PA su 21. Nei mesi gennaio-maggio 2020 i test di screening effettuati in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 sono stati 472.389 (pari al 53,8%) per lo screening mammografico, 585.287 (pari al 54,9%) per lo screening colorettale e 371.273 (pari al 55,3%) per lo screening cervicale, con un ritardo medio di 2,7, 2,7 e 2,8 mesi standard, rispettivamente. Il numero stimato di lesioni non diagnosticate è di: 2.201 carcinomi mammari (IC95% 2.173-2.220); 645 (IC95% 632-661) carcinomi colorettali, 3.890 (IC95% 3.855-3.924) adenomi avanzati del colon retto e 1.497 (IC95% 1.413-1.586) lesioni CIN2 o più gravi.
CONCLUSIONI:
è necessario che i programmi di screening siano riavviati il più rapidamente possibile. Affinché si possa recuperare il ritardo che si sta accumulando, è necessario prevedere orari più ampi di erogazione, maggiori risorse e nuove modalità organizzative. Sarà, inoltre, fondamentale elaborare strategie comunicative adatte a promuovere la partecipazione nel contesto attuale.

Parole chiave: screening oncologici, COVID-19, ritardo diagnostico, survey italiana

Abstract:

OBJECTIVES: to describe the course of Italian organized cancer screening programmes during the COVID-19 emergency; to provide estimates of the diagnosis of malignant or pre-malignant lesions that will face a diagnostic delay due to the slowing down of screening activities.
DESIGN:
quantitative survey of aggregated data for each Region and overall for Italy relating to screening tests carried out in the period January-May 2020 compared to those of the same period of 2019; estimate of diagnostic delays starting from the calculation of the average detection rate of the last 3 years available (specific by Region).
SETTING AND PARTICIPANTS:
Italian mass screening programmes. Data on the tests carried out in the target population of the breast (women 50-69 years old), cervix (women 25-64 years old), and colorectal (women and men 50-69 years old) cancer screening.
MAIN OUTCOME MEASURES:
the cumulative delay (in absolute numbers and as a percentage) in the period January-May 2020 compared to the same period of 2019, by Region; the difference of screening tests (in absolute number and in percentage) performed in May 2020 compared to May 2019; the estimate of the fewer lesions diagnosed in 2020 compared with 2019 with relative 95% confidence intervals (95%CI); the ‘standard months’ of delay (proportion of fewer tests carried out from January to May 2020 for the corresponding number of months).
RESULTS:
20 Regions out of 21 participated. In the period January-May 2020, the fewer screening tests performed in comparison with the same period of 2019 were: 472,389 (equal to 53.8%) with an average delay of standard months of 2.7 for mammography screening; 585,287 (equal to 54.9%) with an average delay of standard months of 2.7 for colorectal screening; 371,273 (equal to 55.3%) with an average delay of 2.8 standard months for cervical screening. The estimated number of undiagnosed lesions is 2,201 (95%CI 2,173-2,220) breast cancers; 645 (95%CI 632-661) colorectal carcinomas; 3,890 (95%CI 3,855-3,924) advanced colorectal adenomas and 1,497 (95%CI 1,413-1,586) CIN2 or more serious lesions.
CONCLUSIONS:
mass screenings need to be restarted as quickly as possible. In order to make up for the delay that is accumulating, it is necessary to provide for wider delivery times, greater resources, and new organizational approaches. It will also be essential to develop communication strategies suitable for promoting participation during this emergency.

Keywords: mass screening, COVID-19, diagnostic delay, Italian survey


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