articolo scientifico
Epidemiol Prev 2012; 36 (2): 95-99

Provenienza da Paesi a forte pressione migratoria e partecipazione allo screening citologico nell’AUSL2 dell’Umbria. Impatto sulla probabilità di presentare lesioni di alto grado e tumori del collo dell’utero

Immigration from countries with a strong migratory pressure and participation in cervical cancer screening program in the Local Health Unit 2, Umbria Region. Impact on the probability of high-grade lesions and cervical cancer

  • Giuseppe Vallesi1

  • Carla Bietta1

  • Maria Marri1

  • Marco Petrella1

  1. Azienda USL 2 dell’Umbria, Dipartimento di prevenzione, Servizio di epidemiologia
Carla Bietta - Azienda USL 2 dell'Umbria, Dipartimento di Prevenzione, Servizio di Epidemiologia, via XIV Settembre 79, 06121 Perugia -

Cosa si sapeva già

  • Recenti studi hanno riscontrato che le donne provenienti da Paesi a forte pressione migratoria hanno una minore partecipazione allo screening citologico e presentano un rischio aumentato di tumori del collo dell’utero e di lesioni di alto grado.
  • Visto il ruolo protettivo della partecipazione allo screening sull’insorgenza di queste lesioni, è stato ipotizzato che la precedente storia di screening fosse una variabile fondamentale nella spiegazione di questo fenomeno.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • L’uso del solo archivio del programma di gestione ha consentito di individuare le lesioni di alto grado e i tumori e ricostruire la precedente partecipazione allo screening. La provenienza da Paesi a forte pressione migratoria si conferma un importante fattore di rischio, in gran parte spiegato dall’assenza di screening precedenti, ma con un suo peso indipendente.
  • Nel caso dell’adenocarcinoma, per il quale è nota una minore efficacia del Pap test, tale peso risulta prevalente.

Riassunto:

Obiettivo: verificare se esiste una diversa probabilità di ricevere una diagnosi di lesioni gravi e tumori per le donne immigrate, valutando anche il peso esercitato dalla mancata adesione ai round precedenti.
Disegno: studio retrospettivo.
Setting e partecipanti: fonte dei dati: archivio del programma di screening della AUSL2 dell’Umbria. Popolazione di studio: aderenti all’ultimo round (2008-2010) e appartenenti a una fascia d’età potenzialmente in grado di partecipare a tutti i round precedenti (1999-2007).
Principali outcome: positività al Pap test; lesioni che comportano l’avvio a colposcopia (AGCH, AGCUS, ASCH, HSIL); tumori (carcinomi squamocelluari e adenocarcinomi).
Risultati: l’1,7% delle donne è risultato positivo al Pap test, lo 0,7% ha presentato lesioni con avvio immediato a colposcopia e lo 0,039% ha ricevuto una diagnosi di tumore.
Le percentuali di donne con Pap test positivo, con lesioni avviate a colposcopia e con tumori sono significativamente più elevate tra coloro che provengono da Paesi disagiati. Inoltre la partecipazione ai round precedenti risulta protettiva nei confronti degli indicatori suddetti.
Conclusione: da questo studio emerge il peso indipendente di più fattori di rischio e quindi la necessità di promuovere con particolare impegno la partecipazione allo screening delle donne provenienti da Paesi disagiati.

Abstract:

Objective: to measure the risk of having serious lesions and cervical cancer for immigrant women, by evaluating the impact of their lack of participation in the previous rounds.
Design: retrospective study.
Setting and participants: Source of data: archive of the screening programme of Local Health Unit 2, Umbria. People subjected to the study: those adhering to the last round (2008-2010) and belonging to an age group potentially capable of participating in all the previous rounds. (1999-2007)
Main outcome measures: positivity to Pap test; lesions that require colposcopy (AGCH, AGCUS, ASCH, HSIL); tumours (squamous cell carcinomas and adenocarcinomas).
Results: 1.7% of the women were positive to the Pap test, 0.7% presented lesions with the immediate need for colposcopy, and 0.039% were diagnosed with cancer. The percentage of women who resulted either positive to the Pap test, or presenting lesions requiring colposcopy or with cancer, is significantly higher among those who come from poor countries. Furthermore, participation in previous rounds has proven to be protective with reference to the above-mentioned markers
Conclusion: the independent weight of several risk factors has emerged and consequently the need to promote with particular commitment the participation in screening of women coming from poor countries.


  • Se sei abbonato scarica il PDF nella colonna in alto a destra
  • Se non sei abbonato ti invitiamo ad abbonarti online cliccando qui
  • Se vuoi acquistare solo questo articolo scrivi a: abbonamenti@inferenze.it (20 euro)

Inserisci il tuo commento

L'indirizzo mail è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
Riporta le lettere mostrate nel riquadro senza spazi. Non c'è differenza tra maiuscole e minuscole.
i
9
t
G
R
Non inserire spazi. E' indifferente l'uso del maiuscolo/minuscolo