articolo scientifico
Epidemiol Prev 2017; 41 (5-6): 261-270
DOI: https://doi.org/10.19191/EP17.5-6.P261.087

Mortalità della popolazione immigrata in Toscana dal 1997 al 2013

Mortality of immigrants in Tuscany Region (Central Italy), 1997-2013

  • Nawal Dakka1

  • Andrea Martini2

  • Lucia Giovannetti2

  • Elisabetta Chellini2

  1. Scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva, Università degli Studi di Firenze
  2. SS epidemiologia dell’ambiente e del lavoro, Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (ISPO), Firenze
Nawal Dakka -

Cosa si sapeva già

  • Nonostante la popolazione straniera proveniente da PFPM sia di per sé vulnerabile per le condizioni di vita, quella residente in Toscana presenta una mortalità inferiore a quella degli italiani.
  • La mortalità infantile, buon indicatore di disagio socioeconomico, negli stranieri provenienti da PFPM residenti è solitamente superiore a quella degli italiani.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • La differenza tra i livelli di mortalità degli immigrati da PFPM e quella degli italiani risulta in progressiva riduzione dal 2008, sia in termini di mortalità generale sia per malattie del sistema circolatorio e per tumori.
  • Rimane in eccesso la mortalità per omicidio fra gli uomini immigrati da PFPM.
  • La differenza tra immigrati da PFPM e italiani per la mortalità infantile, dopo un iniziale aumento, negli ultimi anni mostra un andamento in riduzione, a indicare un migliore livello di integrazione.

Riassunto:

OBIETTIVI: valutare la mortalità della popolazione immigrata in Toscana e confrontarla con quella della popolazione italiana residente.
DISEGNO: studio descrittivo di tipo trasversale. Sono stati usati i dati 1997-2013 del Registro di mortalità regionale toscano.
SETTING E PARTECIPANTI: dati di mortalità degli immigrati residenti in Toscana divisi in due categorie secondo il Paese d’origine, confrontati con quelli relativi ai cittadini italiani residenti in Toscana.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: mortalità proporzionale per il periodo 1997-2013 e tassi standardizzati di mortalità per gli anni 2002-2013 per causa, sesso e classe d’età; trend temporali per causa utilizzando medie mobili a 3 termini dei tassi annuali; rapporti standardizzati di mortalità (SMR) per il periodo 2008-2013 per causa e relativi intervalli di confidenza al 95% (IC95%).
RISULTATI: nel periodo 1997-2013 vi sono stati 4.681 decessi in stranieri residenti in Toscana, di cui 3.005 da Paesi a forte pressione migratoria (PFPM) e 1.676 da Paesi a sviluppo avanzato (PSA). Per quanto riguarda l’ultimo quinquennio, il trend di mortalità generale mostra un declino negli italiani e nei provenienti da PSA, mentre risulta in aumento nei provenienti da PFPM. La mortalità in chi arriva da PFPM appare sempre inferiore a quella degli italiani, ma nel tempo le differenze si stanno riducendo. Solo la mortalità infantile negli immigrati da PFPM, anche se in diminuzione, è superiore a quella degli italiani. L’unico eccesso di mortalità significativo in chi proviene da PFPM risulta quello per omicidio negli uomini (SMR: 3,46; IC95% 1,55-5,59).
CONCLUSIONI: questa analisi aggiorna la conoscenza sull’andamento della mortalità della popolazione immigrata in Toscana e, indirettamente, sul suo stato di salute. La differenza nella mortalità di immigrati da PFPM e di italiani va riducendosi, almeno in parte, come effetto di una progressiva integrazione. Permane la difficoltà di esaminare la mortalità della popolazione straniera non residente, presumibilmente più vulnerabile di quella residente, ma per la quale non si dispone di denominatori adeguati.

Parole chiave: immigrazione, mortalità, sorveglianza epidemiologica

Abstract:

OBJECTIVES: to evaluate mortality in immigrants dwelling in Tuscany Region (Central Italy) compared to mortality data relating to the Italian population residing in the same region.
DESIGN: cross-sectional descriptive mortality study relying on a unique data source, i.e., the Regional Mortality Registry of Tuscany, for the period 1997-2013.
SETTING AND PARTICIPANTS: in the analysis, immigrants residing in Tuscany were included; Italian residing in the same region were the comparison population. Immigrants were divided into two categories: immigrants from Countries at High Migration Rates (CHMRs) and immigrants from Developed Countries (DCs).
MAIN OUTCOME MEASURES: proportional general and cause-specific mortality by age and gender for the period 1997-2013; trends of standardized truncated (age 20-64) mortality rates for the Italian population, and for immigrants from CHMRs and from DCs for the period 2002-2013; standardized mortality ratios (SMRs) in people from CHMRs with confidence interval at 95% (95%CI) for all causes and cause-specific mortality.
RESULTS: during 1997-2013, 4,681 deaths were recorded among immigrants, 3,005 of which were in immigrants from a CHMR. Both cause-specific and general mortality trends in Italians and in immigrants from DCs are lowering, while general mortality of immigrants from CHMRs seems to have risen in the last 5 years. Mortality of people from CHMRs for all causes, cardiovascular causes, and cancer is permanently lower than Italian population’s mortality in the examined period, but the gap seems to progressively reduce. On the other hand, child mortality among immigrants from CHMRs, despite a declining trend, is consistently higher than Italian population’s mortality. Following the SMR analysis, the only exceeding cause of mortality in people from CHMRs – compared to the Italian population – is homicide among men (SMR: 3.46; 95%CI 1.55-5.59).
CONCLUSIONS: this study updates our knowledge on immigrants’ mortality – and, indirectly, on their health status – in Tuscany. The gap between mortality of Italians and immigrants from CHMRs is reducing: this could be partially explained by a successful ongoing integration process. For future analyses, it would be important to obtain more complete data relative to non-resident immigrants’ mortality, as their number is constantly increasing.

Keywords: immigration, mortality, epidemiological surveillance


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