articolo scientifico
Epidemiol Prev 2011; 35 (5-6): 292-296

L’incidenza dei tumori in cittadini nati in Italia e in immigrati di prima generazione

Cancer incidence in Italian natives and in first-generation immigrants to Italy

  • Gianfranco Manneschi1

  • EmanueleCrocetti1

  • Donella Puliti1

  • Marco Zappa1

  • Claudio Sacchettini1

  • Eugenio Paci1

  1. Unità di epidemiologia clinica e descrittiva, Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (ISPO), Firenze
Gianfranco Manneschi

Cosa si sapeva già

  • L’immigrazione è un fenomeno che sta crescendo negli ultimi anni in Italia.
  • È noto in letteratura il cosiddetto «effetto migrante sano».
  • Diventa rilevante l’analisi dell’incidenza della patologia oncologica nella popolazione immigrata.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • La popolazione immigrata proveniente dai Paesi a forte pressione migratoria mostra livelli di incidenza complessivamente più bassi rispetto ai nati in Italia.
  • Si rileva un comportamento inverso per i tumori del fegato e della cervice uterina, entrambi tumori dove è stata riconosciuta la componente virale tra le cause.
  • Non emergono differenze di incidenza tra i nati in Italia e i nati in altri Paesi a sviluppo avanzato.

Riassunto:

Obiettivo: scopo dello studio è valutare se esistono delle differenze di incidenza di tumore per Paese di nascita nei soggetti residenti nelle aree coperte dal Registro tumori toscano.
Setting
: sono stati selezionati tutti i casi di tumore invasivo diagnosticati in soggetti residenti nelle province di Firenze e Prato nel periodo 1998-2005. I casi sono stati classificati secondo il Paese di nascita in: a) nati in Italia, b) nati in Paesi a forte pressione migratoria (PFPM), c) nati in Paesi a sviluppo avanzato (PSA) escluso l’Italia. Come denominatore è stato utilizzato l’archivio degli assistibili regionale.
Principali misure di outcome
: sono stati calcolati i tassi di incidenza troncati (20-59 anni) standardizzati per età sulla struttura della popolazione europea e il rapporto tra tassi standardizzati (SRR).
Risultati
: nel periodo 1998-2005 sono stati diagnosticati 14 791 casi di tumore invasivo (escluso epiteliomi della cute) in soggetti 20- 59enni. Di questi, il 4,2% in soggetti nati all’estero (1,2% in PSA e 3,0% in PFPM). Per i nati negli altri PSA non si rilevano differenze di incidenza rispetto ai nati in Italia. Per i nati nei PFPMl’incidenza è risultata statisticamente più bassa sia per gli uomini (151,2 per 100 000) che per le donne (199,3) rispetto ai nati in Italia (243,5 uomini e 337,5 donne). Fanno eccezione, con tassi di incidenza significativamente più elevati, le sedi del fegato (SRR=2,13; p=0,007) e della cervice uterina (SRR=1,88; p=0,0095) nelle donne.
Conclusioni
: la popolazione immigrata proveniente dai PFPM mostra livelli di incidenza complessivamente più bassi («effetto migrante sano»). Si rileva un comportamento inverso per i tumori del fegato e della cervice uterina, entrambi tumori dove è stata riconosciuta la componente virale tra le cause. Il fenomeno della migrazione apre nuove prospettive di monitoraggio e ricerca a partire dai dati dei registri tumori, ma anche alcune questioni metodologiche (definizione di immigrato e del denominatore di popolazione).

Parole chiave: registri tumori, incidenza, immigrazione, Paese di nascita

Abstract:

Objective: the aim of this study was to evaluate differences in cancer incidence in populations born in different countries in the area covered by the Tuscan Cancer Registry.
Setting
: we selected cancer cases diagnosed during the period 1998-2005 in the population resident in the provinces of Firenze and Prato. Each case was classified according to the place of birth: a) born in Italy, b) born in countries with high migration (PFPM), born in other highly developed countries (PSA).To compute incidence rates we used as denominator the health regional registry.
Main outcome measures
: we used the European standard population in computing standardized incidence rates (restricted to the age group 20-59 years) and the standardized rate ratio (SRR) in order to compare subjects born in different countries.
Results
: during the period 1998-2005, 14 791 invasive cancers were diagnosed (non-melanoma skin excluded) in subjects aged 20-59 years old, 4.2% in subjects born in countries outside Italy (1.2% in other PSA e 3.0% in PFPM). Incidence in subjects born in PSA did not differ significantly from incidence in subjects born in Italy. Incidence rates among subjects born in PFPMwere statistically lower, both in men (151.2 per 100 000) and women (199.3 per 100 000), than in subjects born in Italy (243.5 men e 337.5 women). On the contrary, liver and cervix uteri cancer incidence showed higher rates among subjects born in PFPM (liver: SRR=2.13, p=0.007; cervix uteri: SRR=1.88, p=0.0095).
Conclusion
: Subjects born in countries with high migration showed a level of incidence lower than subjects born in Italy (healthy migration effect). Incidence was higher among subjects born in PFPM only for liver and cervix uteri, cancers with a virological aetiology. The migration phenomena open new study prospectives, but also methodological questions (definition of immigrants and of reference populations).

Keywords: cancer registry, incidence, migration, country of birth


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