articolo scientifico
Epidemiol Prev 2015; 39 (1): 28-35

Inquinanti emessi da un impianto di incenerimento di rifiuti speciali nell’area di Arezzo: studio preliminare di monitoraggio biologico umano per identificare la possibile tipologia di esposizione residenziale

Pollutants from a plant which burns toxic waste in the Province of Arezzo (Tuscany Region, Central Italy): human biomonitoring pilot study to evaluate the possible type of environmental exposure

  • Elisabetta Chellini1

  • Maria Cristina Fondelli1

  • Maria Teresa Maurello2

  • Gianfranco Sciarra3

  • Maria Cristina Aprea3

  • Giulia Carreras1

  1. SC epidemiologia ambientaleoccupazionale, Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (ISPO), Firenze
  2. UF igiene e sanità pubblica, Azienda sanitaria locale 8, Arezzo
  3. Laboratorio di sanità pubblica Area Vasta Toscana Sud-Est, Azienda sanitaria locale 7, Siena
Elisabetta Chellini -

Cosa si sapeva già

  • Negli ultimi anni è cresciuta la preoccupazione pubblica sull’impatto sulla salute di sorgenti di contaminazione ambientale.
  • Studi di monitoraggio biologico umano possono fornire informazioni su entità e trend di esposizione agli inquinanti.
  • Per i costi sempre maggiori di tali indagini, alla luce delle informazioni disponibili sulle emissioni presenti, gli analiti da indagare devono essere ben definiti e mirati.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • Lo studio preliminare ha messo in luce la necessità di effettuare uno studio di monitoraggio biologico completo nell’area di interesse indicando gli analiti da monitorare, di ottimizzare le procedure per ottenere la massima disponibilità della popolazione e di definire le competenze tecniche necessarie per un’attività di sorveglianza sulla popolazione generale.

Riassunto:

OBIETTIVI: identificare i biomarcatori da utilizzare per valutare l’entità e il trend di esposizione a inquinanti potenzialmente emessi da un’azienda che recupera metalli preziosi e incenerisce rifiuti tossici.
DISEGNO: studio trasversale di monitoraggio umano su un gruppo di volontari della popolazione.
SETTING E PARTECIPANTI: campioni di sangue, urina e questionari di volontari residenti da almeno 10 anni a Civitella in Val di Chiana (AR) e in un’area di controllo, non fumatori o ex fumatori da almeno 5 anni, in buono stato di salute, non professionalmente esposti a metalli pesanti e/o prodotti di combustione.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: media geometrica e 95° percentile (P95) delle concentrazioni ematiche dimercurio (Hg) e cadmio (Cd), e delle concentrazioni urinarie di antimonio (Sb), argento (Ag), arsenico (As), Cd, cobalto (Co), cromo (Cr),Hg, nichel (Ni), platino (Pt), 1-idrossipirene, e acido trans,trans-muconico nelle due popolazioni; quantità e pattern delle porfirine misurate sulle urine delle 24 ore solo nei volontari di Civitella. Sono state confrontate lemedie tra i due gruppi e, in caso di differenze statisticamente significative, sono state effettuate analisi di regressione lineare tra i logaritmi delle concentrazioni e le variabili esplicative raccolte con il questionario. La distribuzione di ogni analita è stata confrontata con i relativi valori di riferimento.
RISULTATI:
le concentrazioni di Sb, Cd, e Ni sono significativamente più elevate nel gruppo di Civitella (39 soggetti) rispetto al gruppo di controllo (18 soggetti); quelle di Cr, invece, risultano maggiori nel gruppo di controllo. Non è stata evidenziata alcuna correlazione con le caratteristiche individuali esaminate. Il 30,3% dei soggetti con urine delle 24 ore ha uno spettro alterato delle porfirine urinarie.
CONCLUSIONE: i risultati hanno confermato la necessità di avviare uno studio di monitoraggio biologico nell’area di Civitella ampliando il campione, utilizzando come matrice biologica le urine e monitorando almeno Sb, Cd, Ni, Pt, Ag e le porfirine.

Parole chiave: monitoraggio biologico umano, esposizione ambientale, metalli, porfirine

Abstract:

OBJECTIVES: to identify the biomarkers to use in order to evaluate the level and trend of exposure to environmental pollutants from a plant which retrieves and refines precious metals and burns toxic waste.
DESIGN: human biomonitoring cross sectional study on a small sample of population resident in the study area.
SETTING AND PARTICIPANTS: blood and urinary samples, and questionnaires from volunteers resident at least for 10 years in Civitella in Val di Chiana area (Arezzo Province, Tuscany Region, Central Italy), where the plant is located, and in a control area; they had to be 5-year non-smokers or ex-smokers, in good health status and non occupationally exposed to heavy metals and/or combustion products.
MAIN OUTCOME MEASURES: geometric mean and 95th percentile (P95) of mercury (Hg) and cadmium (Cd) blood concentrations, and of the urinary concentrations of antimony (Sb), silver (Ag), arsenic (As), Cd, cobalt (Co), chromium (Cr), Hg, nickel (Ni), platinum (Pt), 1-hydroxypyrene, and trans,trans-muconic acid in the two populations; quantity and pattern of porphyrins in the 24-hour urines of Civitella volunteers. Student’s “t” test calculated on the means of data with logarithmic transformation was used to compare the two groups. In case of significant differences linear regression analyses have been performed using questionnaire information. The distribution of observed data was compared with specific reference values.
RESULTS: Sb, Cd, and Ni concentrations were significantly higher in Civitella population (39 subjects), while Cr concentration was higher in the control group (18 subjects). No correlations with the individual characteristics have been observed. The 30.3% of subjects who gave their 24-hour urine had a distorted pattern of porphyrins.
CONCLUSION: the results confirmed the need to perform human biomonitoring in the Civitella area, increasing the number of samples, using urine as biological matrix, and monitoring at least Sb, Cd, Ni, Pt, Ag, and porphyrins

Keywords: human biomonitoring, environmental exposure, heavy metals, porphyrins


  • Se sei abbonato scarica il PDF nella colonna in alto a destra
  • Se non sei abbonato ti invitiamo ad abbonarti online cliccando qui
  • Se vuoi acquistare solo questo articolo scrivi a: abbonamenti@inferenze.it (20 euro)

Commenti

Riteniamo questo lavoro molto

Riteniamo questo lavoro molto utile soprattutto perché non ci sono, per la realtà italiana, indicazioni e approfondimenti sulla tematica in questione. Dal punto di vista pratico avevamo evidenziato nel 2014 il problema con un caso studio sulla georeferenziazione delle residenze quale potenziale fonte di errore (http://www.arpa.marche.it/index.php/temi-ambientali/epidemiologia-ambien...).
Con uno studio di dimensioni limitate, nelle Marche avevamo poi indagato un altro aspetto che può contribuire alla misclassificazione dell’esposizione ovvero la discrepanza tra la residenza anagrafica e la reale dimora che, per vari motivi, non sempre coincide. Il risultato dello studio evidenziava una concordanza tra le due fonti di circa l’80% (http://www.epicentro.iss.it/ben/2014/maggio/2.asp)
ARPA Marche - Osservatorio Epidemiologico Ambientale

Inceneritori

Con il medesimo disegno di studio è stata effettuata una indagine sulla popolazione residente in prossimità dell'impianto di incenerimento COSMARI di Tolentino (MC).
Nonostante la dimensione più ridotta della coorte ed il periodo di osservazione più breve si sono avuti risultati abbastanza comparabili con quelli riportati nel presente articolo. http://www.arpa.marche.it/index.php/temi-ambientali/epidemiologia-ambien...
ARPA Marche
Osservatorio Epidemiologico Ambientale

Inserisci il tuo commento

L'indirizzo mail è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
Refresh Type the characters you see in this picture. Type the characters you see in the picture; if you can't read them, submit the form and a new image will be generated. Not case sensitive.  Switch to audio verification.