articolo scientifico
Epidemiol Prev 2010; 34 (3): 100-107

Effetti acuti dell’inquinamento a Brindisi: analisi case-crossover

Effetti acuti dell’inquinamento a Brindisi: analisi case-crossover

  • Maria Serinelli1

  • Emilio Antonio Luca Gianicolo1

  • Marco Cervino2

  • Cristina Mangia3

  • Maurizio Portaluri4

  • Maria Angela Vigotti5,6

  1. Istituto di fisiologia clinica, Consiglio nazionale delle ricerche, Lecce
  2. Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima, Consiglio nazionale delle ricerche, Bologna
  3. Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima, Consiglio nazionale delle ricerche, Lecce
  4. Unità operativa di radioterapia, ASL Brindisi
  5. Dipartimento di biologia, Università di Pisa
  6. Istituto di fisiologia clinica, Consiglio nazionale delle ricerche, Pisa
Maria Serinelli - Agenzia regionale per la protezione ambientale, Regione Puglia, Corso Trieste, 27 - 70126 Bari - 080 5460353 - 080 5460150 -

Cosa si sapeva già

Nell’ultimo decennio diversi studi epidemiologici descrittivi condotti a Brindisi hanno rilevato eccessi di mortalità potenzialmente attribuibili all’esposizione ambientale o occupazionale.

Cosa si aggiunge di nuovo

E’ il primo studio che si fonda sull’acquisizione e l’analisicongiunta di dati sanitari e ambientali e, attraverso un disegno analitico, valuta gli effetti acuti dell’inquinamento atmosferico nella città di Brindisi.

Riassunto:

Obiettivo: valutare l’associazione tra concentrazioni medie giornaliere di alcuni inquinanti atmosferici e le serie giornaliere di mortalità e di ricovero ospedaliero dei cittadini residenti nella città di Brindisi, nel periodo 2003-2006.
Disegno: l’associazione tra le due serie temporali di dati giornalieri di mortalità (2003-2005) e di ricovero ospedaliero (2003-2006) e la serie delle concentrazioni giornaliere degli inquinanti è stata analizzata mediante il metodo case-crossover e il modello di regressione logistica condizionata. Il periodo di controllo è stato scelto seguendo un approccio tempo-stratificato. Come variabili di confondimento sono state considerate la temperatura media, l’umidità relativa, le epidemie influenzali, il decremento estivo della popolazione residente e le festività. L’analisi è stata condotta adattando modelli specifici per causa di decesso o di ricovero, genere, età e stagione.
Outcome principali:
sono stati considerati i dati di mortalità per il totale delle cause di morte non accidentali, per cause cardiovascolari e per cause respiratorie e i dati dei ricoveri ospedalieri non programmati per cause cardiache, cerebrovascolari e respiratorie. Come variabili di esposizione sono stati considerati gli inquinanti PM10, NO2 e CO. Sono state considerate le concentrazioni dell’inquinante nel giorno stesso e fino a cinque giorni precedenti il decesso o il ricovero (da lag 0 a lag 5), il lag cumulato 0-1 per la mortalità e 0-3 per i ricoveri ospedalieri.
Risultati:
incrementi della concentrazione di PM10 risultano associati a incrementi percentuali del rischio di morte sia per tutte le cause naturali sia per le patologie cardiovascolari. Gli effetti sono immediati. Vengono, infatti, rilevati a lag 1 e 0-1. Per i ricoveri ospedalieri gli effetti sono statisticamente significativi per le malattie cerebrovascolari tra le donne e gli anziani, considerando la concentrazione media dell’inquinante a lag 4. Risultati significativi si sono osservati anche per NO2 per la mortalità e per i ricoveri in categorie specifiche di popolazione.
Conclusione:
lo studio fornisce, per la prima volta, un’indicazione degli effetti acuti dell’inquinamento nella città di Brindisi e descrive una situazione giornaliera di rischio dovuta all’inquinamento dell’aria per la quale sarebbe opportuno prendere misure cautelative.
(Epidemiol Prev 2010; 34(3): 100-107)
Parole chiave:
inquinamento urbano, inquinamento industriale, effetti acuti, case-crossover

Abstract:

Objective: to evaluate the association between daily air pollutant concentration and daily data regarding mortality and hospital admissions among residents of Brindisi (Southern Italy) in the years 2003-2006.
Design:
the association between the time series of daily mortality (2003-2005) and hospital admissions (2003-2006) and the time series of daily pollutant concentration were analyzed using a case-crossover method and a conditional logistic regression. Bi-directional control periods were selected using a timestratified approach. Models include mean temperature, relative humidity, influence of epidemics, summer decrease of resident population and holidays as confounders. Specific models with the following variables: cause of death or hospital admission, gender, age and season have been fitted. As hazard periods the following lags have been considered: single lag (from 0 to five) and cumulative lag (lag 0-1 for mortality and 0-3 for hospital admissions).
Main outcome measures:
a total of 1,792 subjects deceased of all natural causes (including cardiovascular and respiratory causes) and 6,925 hospital admissions for acute conditions (cardiac, cerebrovascular and respiratory diseases) were considered. PM10, NO2 and CO daily pollutant concentration series were examined.
Results:
PM10 was associated with mortality from all natural causes (10.36%; 95% CI 1.83-19.61 at lag 0-1). The risk was more pronounced for cardiovascular mortality (14.35%; 95% CI 2.11; 28.07 at lag 1). The association with hospitalization for cerebrovascular diseases was statistically significant for PM10 among females (13.4%; 95% CI 1.7; 26.4 at lag 4) and elderly over 75 years old (13.6%; 95% CI 0.4; 28.6 at lag 4). In specific population groups, increased mortality and hospital admissions have been associated with NO2.
Conclusion:
this study found strong and consistent associations between outdoor air pollution (coming from both industrial emissions and urban traffic) and short-term increases in both mortality and morbidity. Precautionary measures should be taken.
(Epidemiol Prev 2010; 34(3): 100-107)
Keywords:
urban air pollution, industrial air pollution, short term effects, case-crossover


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