articolo scientifico
Epidemiol Prev 2019; 43 (4): 275-285
DOI: https://doi.org/10.19191/EP19.4.P275.078

Disuguaglianze regionali e socioeconomiche nella cessazione del fumo in Italia, 2014-2017

Socioeconomic and regional inequalities in smoking cessation in Italy, 2014-2017

  • Giuseppe Gorini1

  • Giulia Carreras1

  • Valentina Minardi2

  • Maria Masocco2

  • Gianluigi Ferrante2

  • Alessandro Coppo3

  • Silvano Gallus4

  • Fabrizio Faggiano3

  • Daniela Galeone5

  • Lorenzo Spizzichino5

  • Roberta Pacifici2

  • Gruppo di lavoro MADES

  • Stefania Vasselli5

  1. Sezione di epidemiologia ambientale e occupazionale, Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (ISPRO), Firenze
  2. Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Istituto superiore di sanità, Roma
  3. Dipartimento di medicina traslazionale, Università del Piemonte Orientale, Novara
  4. Dipartimento di ambiente e salute, IRCCS - Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, Milano
  5. Ministero della salute, Roma
  6. Istituto superiore di sanità, Roma: Barbara De Mei, Claudia Mortali, Luisa Mastrobattista, Rosilde Di Pirchio; Università del Piemonte Orientale, Novara: Francesco Barone-Adesi
Giulia Carreras -

Cosa si sapeva già

  • L’epidemia da tabacco si è diffusa in Italia da Nord a Sud, con concentrazione negli ultimi 20 anni tra le popolazioni meno abbienti, prima negli uomini e poi nelle donne.
  • Un terzo dei fumatori tenta di smettere di fumare ogni anno, la maggior parte senza supporto.
  • Dal 2013, si è osservato un aumento nell’uso della sigaretta elettronica.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • In Italia, il processo di cessazione del fumo sta seguendo, con una latenza di circa 100 anni, l’andamento dell’epidemia da tabacco, diffondendosi da Nord verso Sud, dalle classi più abbienti a quelle meno abbienti.
  • Attualmente, in tutta Italia, si riscontrano difficoltà nello smettere di fumare in chi ha problemi economici; in chi, invece, non ha problemi economici, si osservano difficoltà, in particolare in Umbria e nella maggior parte del Sud.

Riassunto:

OBIETTIVI: studiare le differenze regionali dei tentativi di smettere di fumare e dei successi (astinenza >6 mesi) in relazione allo stato socioeconomico, al numero di sigarette fumate (sig/die) e ai metodi per smettere in un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia.
DISEGNO:
inchiesta trasversale.
SETTING E PARTECIPANTI:
nel periodo 2014-2017, il sistema di sorveglianza PASSI ha fornito i dati di 35.157 fumatori e, tra questi, 13.130 hanno fatto >1 tentativo di smettere nell’anno precedente, di cui 1.176 con successo.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
percentuale di fumatori che tentano di smettere; percentuale di successi.
RISULTATI:
il 35% dei fumatori ha fatto >1 tentativo di smettere di fumare; quelli con molte difficoltà economiche o residenti al Nord sono più propensi a provare, mentre i forti fumatori lo sono meno. Il 10% dei tentativi ha avuto successo: dal 6% in Campania e Abruzzo al 17% in provincia di Bolzano. I forti fumatori hanno più probabilità di riuscire rispetto a chi fuma <20 sig/die. Chi ha molte difficoltà economiche ha la probabilità più bassa di smettere (7%), senza differenze per regione, istruzione, metodo utilizzato. Chi non ha difficoltà economiche ha più successo (12%) e il successo è concentrato nel Nord, in Toscana, Marche, Lazio e Puglia rispetto a gran parte del Sud; tra chi ha istruzione più elevata e tra chi ha utilizzato metodi tradizionali rispetto a chi ha usato sigaretta elettronica o ha smesso da solo.
CONCLUSIONI:
in tutta Italia, si riscontrano difficoltà nello smettere di fumare in chi ha problemi economici; in chi, invece, non ha problemi economici, si osservano difficoltà in particolare in chi risiede Umbria e nella maggior parte del Sud. Le regioni del Centro-Nord sono in una fase più avanzata nell’epidemia da tabacco e/o hanno sviluppato maggiormente interventi specifici di contrasto al tabagismo nei propri piani di prevenzione regionali. Alcune misure non ancora sviluppate potrebbero promuovere la cessazione nel Sud e nelle classi meno abbienti: rimborsabilità dei trattamenti, Quitline con piattaforma web, applicazione sul cellulare, messaggi di testo, offerta sistematica di cessazione per pazienti afferenti a strutture sanitarie.

Parole chiave: smettere di fumare, indagine trasversale, metodi per smettere di fumare, sigaretta elettronica, Italia

Abstract:

OBJECTIVES: to study regional differences in Italy of quit smoking attempts and of successful abstinence, in relation to socioeconomic status, cigarettes per day (cig/die), and smoking cessation method in a representative sample of the population resident in Italy.
DESIGN:
cross-sectional survey.
SETTING AND PARTICIPANTS:
in 2014-2017, PASSI survey (the ongoing Italian behavioural risk factor surveillance system) gathered data on smoking and sociodemographic characteristics of 35,157 smokers; 13,130 aged 18-69 years made >1 quit attempt in the previous year, 1,176 of them were successful quitters for >6 months.
MAIN OUTCOME MEASURES:
proportion of smokers who tried to quit; proportion of smokers who successfully quitted.
RESULTS:
about 35% of smokers made >1 quit attempt in the last year. Northern Italians and smokers with many economic difficulties were more likely to make a quit attempt, whereas heavy smokers were less likely. About 10% of attempters were abstinent for >6 months: from 6% in Campania and Abruzzo to 17% in the Bolzano province. Attempters who smoked >20 cig/die had higher likelihood to be abstinent, compared to those smoking <20 cig/die. Attempters with many economic difficulties had the lowest likelihood to be abstinent (7%), with no differences by region, educational level, quitting method. Attempters with no economic difficulties recorded the highest cessation rates (12%). Among them, those from Northern Italy, Tuscany, Marche, and Lazio (Central Italy), and Apulia (Southern Italy) compared to attempters from most Southern regions, and those with high education level or using traditional quitting methods compared to those using electronic cigarettes or unaided were more likely to be abstinent for >6 months.
CONCLUSIONS:
smokers with many economic difficulties in all Italy, and those with no economic difficulties residing in Umbria and in most Southern Italian regions, except for Basilicata and Puglia, recorded lower chances to quit. Regional differences may have two possible explanations integrating each other: Northern-Central regions are in a slightly more advanced stage in the tobacco epidemic; regions which developed specific tobacco control interventions in their Prevention Plans recorded higher quitting rates. Not-yet-implemented interventions could promote smoking cessation in smokers from Southern Italy and in those with lower socioeconomic status: reimbursement of smoking cessation treatments, a well-developed national Quitline linked to a web-platform and to mobile phone application or text-messaging, an opt-out smoking cessation service offered systematically to all smokers at every encounter in hospitals or health services.

Keywords: smoking cessation, cross-sectional survey, smoking cessation methods, electronic cigarettes, Italy


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