articolo scientifico
Epidemiol Prev 2011; 35 (5-6): 307-314

Confronto fra due metodologie di calcolo dei pesi di disabilità: l’esempio degli infortuni sul lavoro

Comparison between two different DisabilityWeights calculations: the case of occupational injuries

  • Miriam Levi1

  • Filippo Ariani2

  • Alberto Baldasseroni1

  1. Centro regionale infortuni malattie professionali e da lavoro CeRIMP, Regione Toscana, Firenze
  2. Unità funzionale treno alta velocità e grandi opere, Azienda Usl 10, Firenze
Miriam Levi -

Cosa si sapeva già

  • INAIL valuta il danno infortunistico individualmente con un sistema di pesatura ad hoc.
  • L’OMS utilizza un sistema di pesatura delle lesioni non letali per la stima del carico dei danni alla salute dovuti alle diverse cause, incluse quelle occupazionali. Cosa si aggiunge di nuovo

Cosa si aggiunge di nuovo

  • Si confrontano i due sistemi di classificazione e pesatura dei danni per infortuni sul lavoro.
  • Si mostrano le potenzialità del sistema INAIL di contribuire a stime d’impatto sulla salute per una corretta dislocazione delle risorse da dedicare alla prevenzione di questi fenomeni.
  • Si forniscono indicazioni per correggere le distorsioni sistematiche nelle stime dovute ai diversi criteri di classificazione delle conseguenze degli infortuni.

Riassunto:

Obiettivo: introdurre il concetto dei DALY (Disability Adjusted Life Years), per dimensionare correttamente l’entità dei problemi di salute legati ai rischi lavorativi e confrontare la metodologia INAIL di valutazione dei Disability Weights (DW) applicata agli infortuni sul lavoro con lemodalità adottate dall’Organizzazionemondiale della sanità (OMS) nel Global Burden of Disease Study, per procedere in futuro all’applicazione su base regionale-nazionale di stime di Burden of Disease che possano basarsi sui dati dell’ente assicuratore.
Disegno
: nella I parte del lavoro, utilizzando i dati sugli infortuni accaduti in Toscana dal 2001 al 2008, si confronta la metodologia basata sui DW teorici descritta dall’OMS con la metodologia INAIL applicata empiricamente e fondata sui gradi di inabilità (GI) presenti nelle tabelle delle menomazioni. Date le differenze tra i 2 criteri nella classificazione delle conseguenze degli infortuni, nella II parte sono applicate 2 equazioni che correggono le distorsioni sistematiche nelle stime.
Risultati
: tutte le tipologie di infortunio registrate da INAIL presentano postumi permanenti. L’OMS invece restringe l’ipotesi di lifelong disability a poche categorie molto gravi. Nel caso delle fratture del femore e del cranio, la proporzione di casi lifelong per l’OMS è simile a quella dell’INAIL restringendo la soglia di attribuzione del danno permanente ai soli casi con GI>=33. Per le amputazioni e le lesioni del midollo spinale, per cui l’OMS assume a priori conseguenze lifelong, la maggiore somiglianza fra i due sistemi c’è estendendo la soglia di attribuzione di danno permanente a tutti i casi con postumi seppure minimi. Il confronto fra DW dell’OMS e GI INAIL, possibile solo per gli infortuni con danni permanenti, evidenzia che per lesioni di maggiore gravità i GI sono generalmente più bassi dei DW. INAIL attribuisce valori maggiori alle lesioni più lievi; la durata registrata da INAIL per le lesioni temporanee è sistematicamente maggiore di quella stimata dall’OMS.
Conclusione
: il sistema italiano è potenzialmente in grado di utilizzare e sintetizzare una maggiore quantità di informazioni. Restano tuttavia ampi limiti d’incertezza e la necessità di ulteriori rilevamenti empirici in ordine alla comparazione dei due sistemi sotto il profilo della precisa determinazione dei DW, delle durate e delle variazioni di mortalità connesse agli infortuni.

Parole chiave: Infortuni sul lavoro, DALY, Pesi di disabilità.

Abstract:

Aim: To introduce the concept of DALYs (Disability Adjusted LifeYears), in order to calculate the burden of occupational injuries and to compare the disability weights methodology applied by the National Institute for Insurance against Accidents at Work (INAIL) to occupational injuries, with respect to the methodology adopted by the World Health Organization in the Global Burden of Disease Study (GBD), in order to facilitate, on a regional-national basis, the future application of estimates of Burden of Disease due to this phenomenon, based on data available from the NHS.
Design: In the first part of the present study, a comparison between the theoretical GBD methodology, based on Disability Weights, and the INAIL methodology based on Gradi di inabilità (Degree of Disability) (GI) described in the table of impairments is made, using data on occupational injuries occurred in Tuscany from 2001 to 2008. Given the different criteria adopted by WHO and INAIL for the classification of injuries sequelae, in the second part, two equations described in the literature have been applied in order to correct systematic biases.
Results: In the INAIL dataset, all types of injuries, though often small in scale, have cases with permanent consequences, some of themserious.This contrasts with the assumptions of the WHO, that, apart from the cases of amputation, reduces the possibility of lifelong disabilities to a few very serious categories. In the case of femur and skull fractures, the proportion of lifelong cases is considered by WHO similar to the proportion that in the INAIL dataset is achieved after narrowing the threshold of permanent damage to cases with GI >= 33. In the case of amputations and spinal cord injuries, for which the WHO assumes a priori that all cases have lifelong consequences, on the contrary, the greater similarity between the assumptions and the empirically observable reality is obtained after extending the threshold of permanent damage to all cases with even minimal sequelae.The comparison between the WHO DW and INAIL GI, possible only in relation to injuries resulting in permanent damage, shows that in case of injuries of greater severity, INAIL GI are generally lower than the WHO DW. In the case of less serious injuries, INAIL gives instead higher values. The length of temporary disabilities recorded by INAIL is systematically higher than that estimated by WHO.
Conclusions
: These initial comparisons between the WHO methodology and the cases evaluation performed by INAIL show that the Italian system, based on the gathering of all relevant aspects related to each case, has the potential to utilize and synthesize a greater amount of information.However, wide limits of uncertainty still remain and further empirical findings are needed in order to compare the two systems in terms of precise determination of the DW, the length of disabilities and variations of mortality related to injuries.

Key words: Occupational injuries, DALY, Disability weights.


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