articolo scientifico
Epidemiol Prev 2010; 34 (4): 150-158

Aspettative di vita, lavori usuranti ed equità del sistema previdenziale. Prime evidenze dal Work Histories Italian Panel

Life expectancy, strenuous work and pension system's fairness. First evidence from the Work Histories Italian Panel

  • Roberto Leombruni1,2

  • Matteo Richiardi2,3

  • Moreno Demaria4

  • Giuseppe Costa5

  1. Dipartimento di Economia «S. Cognetti de Martiis», Università di Torino, Torino
  2. Laboratorio «R. Revelli», Centre for Employment Studies, Moncalieri (TO)
  3. Facoltà di Economia «Giorgio Fuà», Università politecnica delle Marche, Ancona
  4. Centro regionale per l’epidemiologia e la salute ambientale, ARPA Piemonte, Grugliasco (TO)
  5. Struttura complessa a direzione universitaria, Servizio di epidemiologia, ASL TO3, Università Torino, Grugliasco (TO)
Roberto Leombruni - Laboratorio «R. Revelli», Via Real Collegio 30, 10024 Moncalieri. - 011 6705066 - 011 6705061 -

Cosa si sapeva già

  • Le disuguaglianze professionali nella speranza di vita, osservate in Italia finora solo a livello di aree metropolitane negli anni Novanta, hanno sollevato dubbi circa l’equità attuariale degli effetti distributivi dell’attuale sistema contributivo di stima dei benefici pensionistici.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • I risultati preliminari di uno studio condotto su un campione della popolazione lavorativa italiana del settore privato mostra, per la prima volta a livello nazionale, l’esistenza di disuguaglianze significative nella speranza di vita negli anni Duemila a svantaggio delle carriere professionali con meno reddito e qualifica operaia; questo viene corroborato da analoghi risultati ottenuti aggiornando agli anni Duemila l’osservazione dello Studio longitudinale torinese.
  • Il presente studio suggerisce che, per ragioni di equità attuariale, l’algoritmo di stima dei benefici pensionistici della riforma Dini potrebbe incorporare la dimensione delle differenze di speranza di vita per carriera lavorativa.

Riassunto:

Obiettivo: lo studio stima le differenze di speranza di vita per reddito e carriere lavorative in Italia negli anni Duemila allo scopo di contribuire alla valutazione dell’equità attuariale nel sistema contributivo introdotto dalla riforma Dini per la stima dei benefici pensionistici in funzione dei contributi versati.
Disegno
: studio di coorte retrospettivo.
Setting e partecipanti
: follow up di mortalità di un campione 1% di lavoratori dipendenti e autonomi del settore privato, pensionati tra il 1985 e il 2003 (circa 63.000 soggetti), la cui storia lavorativa e di reddito è ricostruibile a partire dal 1985 secondo la fonte informativa INPS (Work Histories Italian Panel).
Principali misure di outcome
: differenze di mortalità attraverso modello di Cox e di speranza di vita.
Risultati
: si osservano differenze di mortalità a sfavore delle classi occupazionali operaie e delle fasce di reddito più basse.
Conclusione
: il principio di equità attuariale tra contributi versati e benefici pensionistici assume che la speranza di vita vari solo con l’età anagrafica e, tramite l’aggiornamento decennale dei coefficienti di conversione, con la coorte. I risultati dello studio documentano in Italia l’esistenza di ampi differenziali di mortalità anche lungo altre dimensioni, in particolare la classe occupazionale e il reddito. Questo dà luogo a una sorta di redistribuzione al contrario, dalle persone che arrivano alla pensione da carriere di lavoro usuranti e a basso reddito verso gruppi sociali più avvantaggiati.
(Epidemiol Prev 2010; 34 (4): 150-58)

Parole chiave: aspettative di vita, pensioni, lavori usuranti, disuguaglianze sociali, WHIP, Studio longitudinale torinese.

Abstract:

Objective: the study aims to estimate the differentials in life expectancy by income and work history in Italy during the 2000’s, in order to evaluate the level of actuarial equity of the recent Italian retirement reform in computing benefits proportional to the contributions paid.
Design
: retrospective cohort study.
Setting and participants
: mortality follow up of a 1% sample of the Italian workforce employed or self employed in the private sector, retired between 1985 and 2003 (about 63,000 people), whose work history and income since 1985 is registered in the National Institute for Social Insurance (INPS) data base.
Main outcome measure
: mortality differentials computed through Cox model.
Results
: social inequalities in survival in favour of the more advantaged categories of income and occupational classes are observed.
Conclusion
: the principle of actuarial equity assumes that life expectancy varies only according to age and birth cohort; nevertheless inequalities in life expectancy exist also along other dimensions, like income and occupational class: this means that the system is producing an opposite redistribution, from the careers more socially disadvantaged to the less disadvantaged ones.
(Epidemiol Prev 2010; 34 (4): 150-158)

Keywords: Life expectancy; pension system; strenuous work; social inequality; WHIP; Turin Longitudinal Study.


  • Se sei abbonato scarica il PDF nella colonna in alto a destra
  • Se non sei abbonato ti invitiamo ad abbonarti online cliccando qui
  • Se vuoi acquistare solo questo articolo scrivi a: abbonamenti@inferenze.it (20 euro)