Position Paper-Modena 2014 (Italiano)

Perché una sorveglianza Ambientale e Sanitaria?
Il Position Paper di Modena
per la Presidenza Italiana del Consiglio Europeo
per un migliore ambiente e per una migliore salute[1]

English version

INTRODUZIONE

L’ambiente in cui viviamo e lavoriamo ha importanti effetti sulla nostra salute, oltre che altri e significativi impatti, quali quello sulla economia. In un momento come quello attuale, in cui questi effetti vengono riconosciuti con sempre maggiore chiarezza, ma soprattutto proprio quando la crisi economica e finanziaria in un contesto globale richiede una sempre maggiore competitività, siamo convinti che un migliore controllo dell’ambiente e dei suoi effetti sulla salute possano aiutare a raggiungere l’obiettivo di una migliore salute delle popolazioni in un’economia più sana.

Tuttavia le sfide sono varie e complesse. Poiché i Governi non hanno risorse illimitate, essi devono fissare delle priorità e precisi programmi di attività. I governi e in particolare i loro ministri delle finanze, mettono a confronto le diverse opzioni di spesa e di ritorno sia economico che politico. In media, la spesa per la salute ammonta a circa il 9% del PIL del 2010 (Organizzazione Mondiale della Sanità- OMS Europa, 2013). Solitamente i ministri delle finanze vedono questa spesa come un semplice costo, piuttosto che un investimento volto a migliorare la salute e il benessere generale, così da ridurre i costi dei trattamenti e  migliorare la produttività.

Alla luce di questi vantaggi, la sorveglianza ambientale sanitaria (Environmental and Public Health Tracking – EPHT), si pone come obiettivo principale quello di analizzare e interpretare i rischi ambientali, le esposizioni e i dati sullo stato di salute[2].  I decisori possono usare questi dati in modo tempestivo ed accurato per informare le popolazioni e sviluppare politiche per ridurre il peso delle malattie prevenendole in modo efficiente ed efficace. Inoltre la sorveglianza può anche essere vista come un utile strumento per far fronte alla crescente preoccupazione delle popolazioni rispetto ad inquinamento di origine puntuale (ad es inceneritori e discariche) e contribuisce a dare risposte precise agli obblighi di diversi paesi membri per la  sorveglianza ambientale e sanitaria.

Migliorare l’ambiente e ridurre il suo impatto sulla salute dovrebbe quindi essere visto come un’opportunità per sostenere la competitività Europea e la sua economia, poiché la salute e la sostenibilità sono due pilastri del benessere e della produttività essendo alla base della coesione sociale, soprattutto in un momento di crisi socio-economica e culturale.

Ciò è stato anche asserito nella dichiarazione alla conclusione della 5° Conferenza Ministeriale su Ambiente e salute (Dichiarazione di Parma, 2010), “… questa crisi porta nuove opportunità che dovrebbero essere utilizzate sia per migliorare la nostra economia , sia per creare nuovi posti di lavoro nei settori della salute e dell’ambiente, così come nella legislazione, per regolare e ridurre gli effetti negativi a lungo termine delle emissioni incontrollate delle sostanze e delle tecnologie pericolose”.

Per raggiungere questi obiettivi l’OMS-Europa sostiene che un approccio essenziale consiste nel fornire servizi di sanità pubblica in risposta ai rischi ambientali; ciò richiede un’ampia e completa strategia che imponga l’utilizzo di strumenti che vanno dalla regolamentazione a favore della promozione della salute al focalizzare l’attenzione delle popolazioni sui rischi ambientali anche con  attività educative.

Il Dr Marc Danzon, già Direttore dell’OMS Europa, ha dichiarato: “La storia delle crisi ambientali ha insegnato che occorre utilizzare al meglio gli strumenti scientifici per sostenere le decisioni politiche. Gli effetti sulla salute, per esempio, dell’olio tossico, la BSE e questioni estremamente attuali come i cambiamenti climatici, sono così stringenti che i leader necessitano di strumenti per identificare le misure più appropriate per affrontarli e per dare risposte alle preoccupazioni delle popolazioni”

DUE PROPOSTE

1. Promuovere la creazione di una rete internazionale di EPHT per fare fronte ai problemi di salute pubblica, mediante la creazione da parte dell’Unione Europea di un gruppo di lavoro europeo.

INPHET ha come obiettivo quello di sostenere la definizione, lo sviluppo, e la valutazione di iniziative nazionali in questo ambito. Essa fornisce l’occasione per gli  operatori di sanità pubblica e ricercatori di definire strategie e modalità organizzative su come monitorare i rischi ambientali, i dati di esposizione e gli effetti sulla salute. INPHET intende anche favorire il miglioramento delle capacita nazionali di realizzare sistemi di EPHT mediante il supporto all’analisi sistematica di dati ambientali e sanitari. Tutto questo permetterà di rafforzare le relazioni tra paesi a diversi livelli  ad es. tra i governi,  le agenzie, ma anche con il settore privato e le comunità. La creazione di un una rete internazionale su EPHT potrebbe essere utile per affrontare situazioni di crisi ambientale e sanitaria come quelle che si sono verificate in Italia e in altri paesi europei.

Troppo spesso, la protezione ambientale sanitaria è stata chiamata in causa solo per far fronte a situazioni di crisi, come i drammatici episodi con un impatto politico significativo spesso in seguito a proteste popolari,[3] senza mai diventare l’oggetto di un approfondito dibattito politico cui dovrebbe seguire un’efficace opera di prevenzione degli effetti a livello sanitario e sociale. Per esempio nell’area in cui si è svolto questo workshop, la valle Padana (una delle aree più inquinate d’Europa), malgrado i numerosi studi negli ultimi 20 anni, non è mai stata realizzata un’iniziativa realmente adeguata alla complessità del problema, in modo sistematico e multidisciplinare.  

Le questioni di salute pubblica connesse con l’ambiente stanno diventando sempre più complesse. La globalizzazione e l’aumento demografico di popolazione stanno ponendo problemi significativi per l’ambiente, laddove emergono problematiche di tipo cronico, infettivo, ma anche a seguito di incidenti tra cui atti di terrorismo. Per far fronte a queste problematiche per la salute pubblica , le organizzazioni nazionali e locali devono mirare ad una sempre più forte collaborazione e partnership. Oggidì , questioni che riguardano l’ambiente e la salute devono essere considerate in modo attento perché la visione della Società da parte dell’Europa è basata sulla sostenibilità, sull’equità e sul benessere, e questi concetti dovranno essere i punti di riferimento per la nuova idea di Europa che la Presidenza Italiana potrebbe adottare e promuovere in nome degli altri stati membri.

2. Supportare la ricerca e il monitoraggio dei rischi ambientali per la salute.

Il nuovo piano di azione ambientale per la UE, intitolato “Vivere bene, entro i limiti del nostro pianeta” guiderà le politiche ambientali fino al 2020. L’obiettivo prioritario n. 3 “salvaguardare i cittadini dalle pressioni ambientali  dai rischi per la salute e per il benessere” intende stimolare la ricerca negli anni futuri. Una rete internazionale sulla sorveglianza ambientale sanitaria dei rischi ambientali, dovrebbe essere considerata come uno strumento essenziale per questo programma, poiché consentirà di capire meglio queste complesse problematiche, ma anche e soprattutto di documentare le decisioni, migliorare la confrontabilità dei rischi tra i paesi ed infine di favorire la trasparenza e la fiducia tra istituzioni, enti privati  e cittadini

 

Approvato a Modena il 30 maggio, 2014
da International Network on Public Health & Environment Tracking (INPHET)

 

A nome di INPHET

Lina Balluz, Centers for Disease Control and Prevention, United States
Kees de Hoogh, Swiss Tropical and Public health Institute, Switzerland
Tony Fletcher, Public Health England, United Kingdom
Paolo Lauriola ARPA Emilia-Romagna, Italy
Giovanni Leonardi, Public Health England, United Kingdom
Sylvia Medina, Institut de Veille Sanitaire, France
Lisbeth Knudsen, Department of Public Health, Denmark
Jan Semenza, European Centre for Disease Prevention and Control, Sweden
Brigit Staatsen, National Institute for Public Health and Environment (RIVM), The Netherlands

Tale documento è il frutto del discussione e del confronto di idee e proposte scambiate in occasione del Workshop di Modena del 14-15 Maggio 2014, ma anche di altri contributi che sono stati offerti precedentemente, particolare del Dott Roberto  Bertollini (B) e  Patrick Saunders (UK).

Questo documento riflette le idee degli autori e non necessariamente quello delle loro organizzazioni di appartenenza

Per ulteriori informazioni, consultare il sito www.epiprev.it/inphet/home


[1] Traduzione a cura di: Paolo Lauriola, Bianca Gherardi, Giulia Tommaso (ARPA Emilia-Romagna, Centro Tematico Regionale “Ambiente e Salute”)

[2] L’EPHT è un processo continuo e sistematico di raccolta, analisi, interpretazione di dati sui rischi ambientali, sulle esposizioni a fattori di rischio ambientali e sui loro potenziali effetti sulla salute. Esso favorisce la diffusione di informazioni ottenute da questi dati e la realizzazione di strategie ed azioni mirate a promuovere e a tutelare la salute dei cittadini (USA, Centri per il Controllo delle malattie, 2003)

[3] Per esempio in Italia gli episodi di insediamenti industriali come Taranto e Savona; tali eventi altri sono stati sperimentati anche in molti altri paesi

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